lunedì 29 dicembre 2014

Il cataclisma di 13.000 anni fa


Nuove prove confermano il cataclisma globale di 13.000 anni fa – Ipotesi Younger Dryas Boundary, anche conosciuta come ipotesi della cometa Clovis



Un team internazionale di ricercatori composto da 18 membri ha scoperto eccitanti nuove prove a supporto della teoria di un impatto extraterrestre avvenuto quasi 13.000 anni fa. Le loro prove si basano su del materiale trovato in un sottile strato di roccia sedimentaria in Pennsylvania e Carolina del Sud negli Stati Uniti e in Siria.

Questo materiale si distingue poiché al momento della sua creazione esso si può essere formato solo a temperature tra 1700 e 2200 gradi Celsius e come risultato dell’impatto di un corpo cosmico sulla Terra.

Tutto ciò conduce a prove che potrebbero fornire un deciso sostegno alla controversa ipotesi Younger Dryas Boundary (YDB). La scoperta è stata pubblicata nella rivista PNAS.

L’ipotesi Younger Dryas Boundary, anche conosciuta come ipotesi della cometa Clovis, teorizza che una grande esplosione in aria o l’impatto sulla Terra di un oggetto o di molti oggetti provenienti dallo spazio diedero inizio al periodo freddo Younger Dryas circa 12.900 anni fa.

Ciò avvenne al tempo, o in un periodo prossimo, alla grande estinzione della megafauna nordamericana, che comprendeva mammut e bradipi giganti, e la scomparsa della cultura preistorica Clovis che era molto diffusa. Questa teoria non aveva fatto grande presa; e la causa era la carenza di dati di conferma. Questa nuova scoperta, tuttavia, sembra supportare in modo deciso la controversa ipotesi Younger Dryas Boundary.



“Questi scienziati hanno identificato tre livelli contemporanei risalenti a oltre 12.000 anni fa, su 2 continenti che mostrano oggetti silicei simili alla scoria”, ha detto H. Richard Lane, direttore del programma della Division of Earth Sciences della National Science Foundation con sede negli Stati Uniti, che ha finanziato la ricerca.

“Gli SLO sono indicativi di esplosioni in aria/impatti cosmici ad alta energia, e ciò fornisce sostegno all’affermazione che questi eventi provocarono l’inizio del Younger Dryas. Quel tempo fu un importante punto di partenza nella storia biologica, umana e climatica.”

Fondamentale per questa conferma è la scoperta del quarzo fuso che fornisce prove morfologiche e geochimiche, a conferma del fatto che il materiale non ha origine cosmica, vulcanica e non è fatto dall’uomo. “Il quarzo fuso a temperatura molto elevata appare identico a quello prodotto in eventi di impatti cosmici conosciuti, come il Meteor Crater in Arizona, e il campo di tectite australoasiatica,” ha detto James Kennett, professore di scienze della Terra all’Università della California Santa Barbara negli Stati Uniti.



“Il materiale fuso corrisponde anche al quarzo fuso prodotto dall’esplosione nucleare in aria Trinity del 1945 a Socorro, New Mexico,” egli ha aggiunto. “Le temperature estreme necessarie sono equivalenti a quelle dell’esplosione di una bomba atomica, sufficientemente elevate per fondere la sabbia e farla bollire.”

Secondo i ricercatori, le prove materiali a supporto dell’ipotesi dell’impatto cosmico YDB attualmente si estendono su tre continenti, e coprono quasi un terzo del pianeta, dalla California all’Europa occidentale, fino al Medio Oriente. La scoperta amplia la diffusione delle prove fino in Germania e Siria, il sito più orientale finora identificato nell’emisfero settentrionale. I ricercatori devono ancora identificare il limite del campo di detriti dell’impatto. [Un grave disastro di 13 mila anni fa? Cosa è successo? Asteroidi o sconvolgimenti climatici?]



“Poiché questi tre siti in Nord America e in Medio Oriente sono separati da distanze che vanno da 1000 a 10.000 kilometri, vi furono molto probabilmente 3 o più epicentri principali di impatto/esplosione in aria per l’evento del YDB, probabilmente causati da uno sciame di oggetti cosmici che erano frammenti o di un meteorite o di una cometa,” ha detto il professor Kennett.

Lo studio cita anche esempi di una recente ricerca indipendente che supporta l’ipotesi dell’impatto cosmico YDB, e sostiene due gruppi indipendenti che hanno trovato quarzo fuso negli strati YDB in Arizona e Venezuela.

“I risultati confutano in modo deciso l’affermazione di alcuni critici che “nessuno può riprodurre” le prove YDB, o che i materiali semplicemente caddero dallo spazio in modo non catastrofico,” ha sottolineato il professor Kennett.

Egli ha aggiunto che il sito archeologico in Siria dove è stato trovato il quarzo fuso, Abu Hureyra nella Valle dell’Eufrate, è uno dei pochi siti di questo tipo che registrano il passaggio da cacciatori-raccoglitori nomadi ad agricoltori-cacciatori che vivono in villaggi permanenti. “Archeologi e antropologi considerano questa area il “luogo di nascita dell’agricoltura”, che avvenne circa 12.900 anni fa,” ha detto il professor Kennett. [Teoria degli Antichi Umani - I superstiti di Atlantide che ricostruirono il mondo postdiluviano].

“La presenza di un sottile strato di carbone nell’antico villaggio in Siria indica un importante incendio associato al quarzo fuso e alle sferule da impatto 12.900 anni fa,” ha aggiunto. “Le prove suggeriscono che gli effetti su quel villaggio e sui suoi abitanti devono essere stati molto gravi.”

NIBIRU, Il decimo pianeta


Nel Sistema Solare esisteva un pianeta in più, poi espulso – Una nuova teoria astronomica potrebbe spiegare l’origine di Nibiru?




Un pianeta mancante spiega la struttura del sistema solare

Secondo uno studio realizzato da David Nesvory, ricercatore del Southwest Reaserch Institute del Colorado, il sistema solare una volta aveva cinque pianeti giganti gassosi invece dei quattro che conosciamo oggi. Lo studioso è giunto a questa conclusione grazie a una simulazione al computer dell’evoluzione del sistema solare primordiale. I risultati dell’elaborazione suggeriscono che il quinto pianeta gigante è stato scagliato fuori dalla sua orbita circa 4,5 miliardi di anni fa, dopo un violento incontro con la forza gravitazionale di Giove.

Gli astronomi hanno lottato per decenni per spiegare l’attuale struttura del sistema solare. In particolare, Urano e Nettuno, secondo l’attuale modello che spiega la formazione dei sistemi planetari, non avrebbe potuto formarsi nella posizione in cui si trovano attualmente, dato che il disco di gas primordiale ai margini del sistema solare sarebbe stato troppo sottile per consentirne l’aggregazione in pianeti. Lo scenario più probabile è che i pianeti si siano formati più vicini l’uno all’altro, e solo dopo la loro formazione le interazioni gravitazionali hanno fatto assumere a ciascuno la sua posizione attorno al sole. Le orbite strette di sistemi planetari extrasolari supportano questa idea.



La simulazione al computer ha svelato che 4,5 miliardi di anni fa, nel sistema solare primordiale, c’era un grande caos. I pianeti si erano da poco formati, ed erano sottoposti a un bombardamento continuo da parte della materia residua della nebulosa solare da cui si erano formati. Poi, uno dei pianeti sarebbe stato “espulso” dalla propria orbita a causa delle perturbazioni gravitazionali prodotte da Giove, il pianeta più massiccio del sistema solare. Questa “carambola” cosmica, avrebbe generato anche un’altra conseguenza: un avvicinamento al Sole da parte di Giove e un allontanamento di Urano e Nettuno. Il “pianeta perduto” potrebbe essere il leggendario Nibiru o Decimo Pianeta (Planet X) che i ricercatori stanno cercando da anni?



Ipotesi Nibiru

Ma insomma, questo benedetto Nibiru, esiste o no? Tra ipotesi di complotto, affermazioni e smentite da parte nella NASA sull’esistenza di un decimo pianeta nel Sistema Solare, antiche profezie sul 2012 e ignoranza generale, districarsi e capire qualcosa sull’argomento non è semplice. Ma chi o cosa è Nibiru?

Nibiru per gli antichi Sumeri era il corpo celeste associato al dio Marduk. Il nome deriva dalla lingua accadica e significa punto di attraversamento o di transizione. Lo scrittore Zecharia Sitchin, sulla base di una propria interpretazione delle scritture sumeriche, giunge alla convinzione che Nibiru sia un diverso e sconosciuto pianeta realmente esistente. Nella sua costruzione teorica affianca al pianeta Nibiru il pianeta Tiamat. Quest’ultimo sarebbe esistito collocandosi tra Marte e Giove. Egli suppone che fosse un fiorente mondo con giungle e oceani la cui orbita fu distrutta dall’arrivo di un grande pianeta che attraversò il sistema solare tra i 65 milioni e i 4 miliardi di anni fa.

L’impatto avrebbe creato il pianeta Terra, la luna e la fascia degli asteroidi. Tiamat sarebbe stato dapprima colpito da una delle 7 lune di Nibiru, spezzandosi in due. Una di queste due porzioni sarebbe poi diventata la Terra e sarebbe stata spinta nell’attuale posizione da un altro impatto con una luna di Nibiru. In seguito l’altra metà, colpita da Nibiru stesso, avrebbe dato vita alla fascia degli asteroidi. I restanti detriti dell’impatto avrebbero dato origine alle comete. Sitchin affermava che questa teoria spiegherebbe perché la geografia terrestre avrebbe la peculiarità di avere più continenti su un lato rispetto all’altro.



La nascita e l’orbita di Nibiru secondo Sitchin



Secondo l’interpretazione data da Sitchin della cosmologia sumera, il sistema solare avrebbe un decimo pianeta, che seguendo un’orbita ellittica, rientrerebbe nel centro sistema una volta ogni 3.600 anni. Secondo Sitchin, l’ipotetico pianeta sarebbe stato catturato dall’attrazione gravitazionale di Nettuno e deviato dal suo percorso verso l’interno, miliardi di anni fa quando il nostro sistema solare era ancora in via di formazione. Quindi, secondo lo scrittore azero, Nibiru era un pianeta vagante “catturato” dalla gravità solare.

Nibiru è detto anche il “pianeta del passaggio“. Ogni 3.600, nel passaggio al suo perielio (quindi vicino al Sole e ai pianeti interni), Nibiru, a causa delle perturbazioni gravitazionali dovute alla sua massa, sarebbe all’origine dei grandi sconvolgimenti e cataclismi terrestri. Al suo passaggio sarebbero attribuiti gli spostamenti repentini dell’asse terrestre, molteplici impatti con gli asteroidi spinti fuori dalla fascia principale e un elevata attività tellurica e vulcanica sulla superficie del nostro pianeta. Secondo Sitchin, le storie raccontate dalla Bibbia, e quindi la genesi, il diluvio universale, la vicenda di Sodoma e Gomorra, ma anche alcuni racconti lasciatici dalle culture egizie e mesopotamiche, non sarebbero altro che le “cronache” degli effetti distruttivi di Nibiru.



A sostegno della teoria del decimo pianeta



Quando nel 1930 venne individuato Plutone, in base alle anomalie di Urano, si pensò che il nuovo pianeta fosse grande e gassoso tanto da influenzare l’orbita di Urano. Si scoprì, però, che Plutone è meno massiccio del previsto e la sua rotazione di sei giorni è tipica dei piccoli pianeti; possiede un orbita più estesa ed ellittica fuori di 17 gradi e quando raggiunge il perielio attraversa l’orbita di Nettuno e non può causare anomalie nelle orbite degli altri due pianeti a lui vicini.

Per questo iniziò la caccia al decimo pianeta, sicuramente un gigante gassoso con una massa capace di causare le anomalie accertate. Tale pianeta è stato segnalato due volte. La prima nel 1972 dall’astronomo Joseph Brady che ne calcolò addirittura l’orbita con un afelio di 150 milioni di chilometri dal sole, un orbita di 464 anni, un’eccessiva inclinazione e una massa tripla rispetto a Saturno. Ma un tale pianeta non poteva essere sfuggito alle frequenti osservazioni e quindi non esisteva, perché la sua massa avrebbe influenzato tutto il sistema e non solo due pianeti. La seconda rilevazione, più recente e affidabile, proviene dal satellite astronomico IRAS che avrebbe segnalato un oggetto nel profondo spazio. Secondo la NASA il corpo avrebbe una massa tale da poter causare irregolarità nelle orbite di Urano e Nettuno. Così scriveva il Washington Post:

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“Scoperto misterioso corpo celeste. Forse grande come Giove. Un corpo celeste forse grande come il gigantesco pianeta Giove e forse così vicino alla Terra che potrebbe far parte di questo sistema solare, è stato trovato nella direzione della costellazione di Orione, da un telescopio a infrarossi a bordo di un satellite astronomico U.S. in orbita.

L’oggetto è così misterioso che gli astronomi non sanno se è un pianeta, una cometa gigante, una protostella vicina che non è diventata abbastanza calda da divenire una stella; oppure una galassia così giovane che si trova ancora nel processo di formazione, o una galassia avvolta dalle polveri che nessuna delle luci emesse dalla sue stelle passi attraverso la cortina. ”Tutto ciò che posso dire è che non sappiamo cos’è” – ha detto il Dr. Gerry Neugebauer capo scientifico dell’IRAS al Jet Propulsion Laboratory California e direttore dell’Osservatorio di Palomar.

La più affascinante spiegazione di questo corpo misterioso, così freddo da non emettere luce e non essere mai stato avvistato da telescopi ottici situati sulla terra o nello spazio, è che si tratta di un gigante gassoso grande come Giove e vicino alla Terra a 50 bilioni di miglia. Mentre può sembrare una grande distanza in termini terrestri, è ad un tiro di sasso in termini cosmologici; così vicino infatti che potrebbe essere il corpo celeste più vicino alla Terra oltre Plutone. Il Dr. James Houck, del dipartimento di Astrofisica dell’Università di Cornell, ha dichiarato: ”Se è realmente così vicino potrebbe far parte del nostro sistema solare”.

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Un’altra tesi dei sostenitori dell’esistenza di Nibiru è l’identificazione di quest’ultimo con Nemesis, l’ipotetica stella nana bruna o rossa associata al Sole, ipotizzata da Richard A. Muller per spiegare una presunta regolarità delle estinzioni di massa osservata nella storia dei fossili. Muller sostenne che Nemesis, passando attraverso la nube di Oort a cadenze di alcuni milioni di anni, perturberebbe con la sua gravità le orbite degli oggetti della nube di Oort, causando l’entrata nel sistema solare di uno sciame di comete, alzando così le probabilità di una collisione che porterebbe a un’estinzione di massa. Tuttavia, Nemesi, se esistesse, avrebbe un’orbita migliaia di volte più grande di quella proposta per Nibiru, e non potrebbe mai avvicinarsi alla Terra.

Un comunicato ANSA del 12 dicembre 2002 ed un articolo della rivista britannica New Scientist ci informano dell’esistenza di un “decimo” pianeta nel nostro sistema solare. Si troverebbe oltre l’orbita di Plutone, ai confini della fascia di Kuiper, dove stazionano asteroidi e materiale interstellare. Le informazioni inviate dalle sonde spaziali suggeriscono, infatti, l’esistenza di un altro pianeta o di un corpo celeste, oltre Plutone, che influenza le orbite dei pianeti esterni. Grande come Giove o come la Terra? Passerà a 42 milioni di miglia e tutti temono la sua coda, detta del “Drago”, già visibile ai telescopi, perché investirà il nostro pianeta con meteoriti e polveri. La notizia inoltre evidenzia che secondo gli astronomi il nostro sistema solare potrebbe contenere ben novecento pianeti; solo otto si troverebbero fuori della fascia di Kuiper. In pratica si teme che il suo passaggio sia causa di una catastrofe di proporzioni globali.



La spiegazione a Nibiru dalla teoria di David Nesvory

Come detto in apertura, David Nesvorny ritiene che il sistema solare in passato aveva un quinto pianeta gigantesco, che è stato poi espulso a causa delle interazioni gravitazionali. Osservando i corpi celesti della fascia di Kuiper – il gelido anello di asteroidi che circonda il sistema solare oltre Nettuno – e studiano le “impronte digitali” lasciate nei crateri da impatto della Luna, Nesvory è stato in grado di mettere insieme alcuni indizi fondamentali per ricostruire l’adolescenza del nostro sistema solare.

Il ricercatore ha dimostrato che l’instabilità dinamica, che si è verificata circa 600 milioni di anni dopo la nascita del sistema solare, ha fortemente influenzato l’orbita dei pianeti giganti e distribuito i corpi più piccoli nelle varie orbite. Alcuni di questi sarebbero andati a costituire quella che è conosciuta come Fascia di Kuiper e la nube di Oort – serbatoio di proto-pianeti che si trova oltre l’orbita di Nettuno – altri, invece, viaggiando verso l’interno, hanno lasciato il segno del loro passaggio impattando sulle Luna e sugli altri pianeti interni. La carambola descritta da Nesvorny ricorda molto la cosmogenesi descritta nei miti dei Sumeri.



Che fine ha fatto il “pianeta perduto”?



Il “pianeta perduto” potrebbe essere ancora la fuori. Ma dove? Le ipotesi plausibili sono tre. La prima prevede che il pianeta espulso dal sistema solare abbia cominciato a fluttuare solitario nella galassia. Nel mese di maggio del 2011, un team di astronomi giapponesi annunciò di aver individuato numerosi pianeti solitari che vagano nello spazio interstellare. Questi lupi solitari potrebbero essere più comuni di quanto si pensi. Uno di essi potrebbe essere proprio l’ex gigante perduto del nostro sistema solare.

Una seconda teoria, prevede che l’ipotetico quinto pianeta potrebbe essere stato fagocitato da uno pianeti esterni. Se si ipotizza che il quinto pianeta si trovasse su un’orbita tra Marte e Giove, si può supporre che il corpo celeste, trovandosi in una posizione favorevole, sia stato attratto e inghiottito da Giove o da Saturno. “Il nostro sistema solare oggi sembra calmo e tranquillo, ma siamo consapevoli che il suo passato è stato molto violento”, spiega Nesvorny.

In ultima analisi, c’è l’ipotesi che potrebbe spiegare l’origine di Nibiru (Marduk o Pianeta X) e della sua orbita fortemente ellittica. L’orbita di Nibiru avrebbe tre caratteristiche molto particolare: 1) la forte eccentricità; 2) l’inclinazione di 30 gradi rispetto al piano orbitale degli altri pianeti solari; 3) il moto retrogrado della sua orbita, cioè Nibiru si muoverebbe in senso inverso rispetto agli altri pianeti del sistema solare. L’espulsione gravitazione del quinto pianeta, sarebbe in grado di spiegare tutte e tre le caratteristiche. Nibiru sarebbe stato scagliato via dalla forza gravitazionale di Giove per poi essere catturato dalla gravità solare nell’orbita ipotizzata da Sitchin.

Che nome dare al “pianeta perduto” Nesvorny ha avuto diverse proposte da parte dei colleghi sul nome da dare al quinto pianeta perduto. Alcuni hanno suggerito “Ade”, il dio invisibile degli inferi della mitologia greca (un pò macabro, n.d.r.). Oppure “La cosa 1″ in onore del libro del dottor Seuss. Quest’ultimo lascia aperta la possibilità di una “Cosa 2″ se le ricerche future dovessero prevedere la necessità di un secondo pianeta! Ma David Nesvory non è ancora convinto: “Non mi piace nessuno di loro”, ammette il ricercatore. Sarebbe significativo, invece, che il “pianeta perduto”, a prescindere dal fatto che sia andato via o che orbiti ancora attorno al Sole, fosse chiamato proprio Nibiru o Marduk, in onore della civiltà sumera che, prima e più di altre, aveva scorto nell’astronomia uno dei campi di ricerca più importanti per la scoperta delle origini dell’umanità.

venerdì 26 dicembre 2014

Ancora sul caso dei coniugi Hill



Per poter fornire un resoconto quanto più vicino allo scenario vissuto dai coniugi Hill, è il caso di richiamare alla memoria l’aspetto della volta celeste che si presentava quella sera del 19 settembre 1961, sulla strada delle White Mountains (New Hampshire) percorsa dalla coppia di rientro verso casa.

La notte del 19 settembre 1961 era chiara e luminosa, con la Luna quasi piena. Betty, turista appassionata, non si stancava mai di osservare ed ammirare la bellezza e la luminosità della Luna che si rifletteva sulla valle e sulle montagne in lontananza. Alla sinistra della Luna si distingueva una stella particolarmente brillante, probabilmente un pianeta che la stessa Betty ipotizzava notandone la luminosità persistente. Un attimo più tardi, Betty notò che un’altra stella o pianeta, più grande del primo, era comparso sopra ad essa, ed ebbe l’impressione che questo secondo corpo li seguisse, avvicinandosi durante il loro percorso in auto. La coppia proseguì il viaggio osservando di tanto in tanto l’oggetto luminoso che, nel frattempo, li rendeva più agitati. Barney fermò l’auto dalla quale uscì per meglio osservare quell’oggetto luminoso attraverso un binocolo. Dal binocolo quell’oggetto aveva assunto la forma di una grossa “frittella” con una doppia fila di finestrini attraverso i quali egli vide degli strani visi che lo fissavano. Barney si agitò ulteriormente rientrando in auto in preda ad una forte crisi isterica.

Betty, nelle successive dichiarazioni, ha sempre confermato che durante l’avvistamento il presunto UFO si mostrò sotto la forma di una stella e che, senza l’utilizzo del binocolo, i particolari descritti non erano visibili ad occhio nudo.

Riprendiamo la descrizione del cielo di quella notte. La Luna era situata in prossimità della costellazione del Sagittario e del Capricorno, una regione nella quale non appare nessuna stella di forte luminosità. Quella notte erano, tuttavia, ben visibili due pianeti a pochi gradi di distanza dalla Luna: Saturno e Giove posto sopra di esso, alla sinistra della Luna, dodici volte più luminoso di quest’ultimo.

Per simulare la volta celeste di quella notte possiamo farci aiutare dall’ottimo programma open source Stellarium, impostando località e data dell’avvistamento. La esatta disposizione è riportata qui a lato, visibile ad una miglior risoluzione presso il seguente link. L’orario impostato è della mezzanotte tra il 19 e 20 settembre 1961 (nell’immagine sono indicate le ore 6:00 corrispondenti alle ore 00:00 locali nel New Hampshire, in quanto le impostazioni di Stellarium sono attivate sul pc ove il programma è installato, in Italia).

I coniugi Hill dichiararono sempre di aver visto due oggetti simili a stelle, uno dei quali era il presunto UFO. Sfogliando i bollettini meteorologici dell’epoca, si apprende che un banco di nubi del tipo cirriforme era in lento allontanamento da quella porzione di cielo. Betty, in un primo tempo, non poteva vedere la luminosità del pianeta Giove in quanto esso era coperto dalle nubi. Improvvisamente, però, Giove sarebbe apparso a Betty, la quale avrebbe interpretato il pianeta come un velivolo extraterrestre. Bisogna anche precisare che l’osservazione della volta celeste da parte di Betty non fu in un breve lasso di tempo, ma si estese fino a trenta minuti, e che la descrizione di Betty riferita alle posizioni e alle luminosità dei due oggetti osservati nei pressi della Luna corrispondeva perfettamente alla descrizione dei due pianeti (Saturno e Giove).

Ricapitoliamo: Betty osservò la Luna e due oggetti luminosi, uno dei quali era il presunto velivolo alieno. All’osservazione mancherebbe quindi uno dei due pianeti ben visibili quella sera. Se un oggetto sconosciuto fosse effettivamente apparso nel cielo in quel momento, la signora Hill avrebbe dovuto dichiarare la presenza di tre oggetti luminosi nelle vicinanze della Luna: Giove, Saturno e l’UFO.

Potrebbe Betty Hill aver scambiato il pianeta Saturno per Giove ed aver interpretato l’improvvisa comparsa di quest’ultimo, dal banco di nubi, come la presenza di un’astronave extraterrestre?

Questa ipotesi è stata formulata per la prima volta nel 1976 da Robert Sheaffer in una sua pubblicazione1 che suscitò non poco clamore.

Lo scorso 5 ottobre 2011, lo stesso Sheaffer propone, in un articolo del suo blog, una interessante rivisitazione ed integrazione su quanto da egli ipotizzato nel 1976 alla luce di nuovi riscontri, prendendo anche spunto da un lungo articolo scritto nel 2007 da James D. Macdonald che andrebbe letto attentamente.

Tenendo in considerazione la mappa ridisegnata ed inserita nel dossier del NICAP (National Investigations Committee On Aerial Phenomena) – qui a lato – che all’epoca investigò sull’evento, Sheaffer ammette, nel suo articolo, che durante una parte del lungo percorso affrontato dagli Hill, la visibilità di Giove non era sempre possibile in quanto sarebbe stato troppo basso e coperto dalle montagne che si trovavano ad occidente. Pertanto, cos’altro avrebbero potuto osservare per circa un’ora di così luminoso? La nuova ipotesi viene proposta proprio da Macdonald che ha ripercorso, a tarda notte, la stessa tratta osservando un particolare interessante.

La funivia (Tramway) del Cannon Moutain (1.250 m.), località sciistica visibile dall’US Route 3, funziona 365 giorni all’anno ed è attiva dal 1938. Sulla “torre di vedetta” è installata, fin dal 1959, un potente faro che serve a segnalarne il luogo. Ecco cosa dichiara Macdonald nel blog di Sheaffer (salvo errori di traduzione):

Betty avrebbe perso di vista la Luna ed i suoi pianeti che accompagnavano la vettura sul percorso in salita lungo il fianco del monte. Giunti in cima alla tratta in salita, la Luna ed i pianeti sarebbero riapparsi, solo che ora ci sono due luci a sinistra della Luna.

La luce sul Cannon Mountain, a quella distanza in una notte chiara, è più brillante e luminosa di Giove. In una notte limpida le stelle appaiono sotto la cima del Cannon Mt. a destra e a sinistra. Gli Hill dichiararono:

“è apparso come una stella cadente, solo che andava verso l’alto”

Esattamente come riscontrabile dalla lettera di W.N. Webb del 26/10/1961, pag. 1, NICAP.

Proseguendo l’esposizione di Macdonald si apprende che subito dopo la sommità di quel percorso, vi è una discesa del 9% che prosegue per mezzo miglio. La strada, in quel momento, puntava direttamente verso Cannon Mountain.

Secondo l’osservazione diretta di Macdonald, fatta di notte sullo stesso percorso degli Hill, quella luce proveniente dal faro sembra procedere rapidamente verso l’alto. Inoltre essa è visibile in vari punti lungo tutto questo percorso, a volte alta, a volte scarsa, a volte alla destra della strada e talvolta a sinistra.

Viene posta una domanda: se quello che è stato avvistato dai coniugi Hill era un velivolo extraterrestre, dove era posizionata la luce del Cannon Mountain mentre accadeva tutto ciò?

2. IL RILEVAMENTO RADAR: cosa venne esattamente osservato?

Molti lettori ritengono che la storia raccontata dai coniugi Hill sia accreditata da una prova inconfutabile. Quella sera un radar confermò che un oggetto volante non identificato sorvolava la zona interessata al presunto avvistamento, più o meno nell’orario del ”vuoto temporale” dichiarato dalla coppia. Approfondiamo questo rilevamento.

Durante una conversazione casuale del 22 settembre 1961 tra il Maggiore Gardiner B.

Reynolds, 100th B W DC01 ed il Capitano Robert O. Doughaday, Comandante 1917-2 AACS DIT, Base Aerea Pease, New Hampshire, venne rivelato che era accaduto uno strano incidente alle 02:14 ora locale in data 20 settembre. Ecco la trascrizione del messaggio:

A 0614Z [alle ore 2.14 locali] osservato A/C non identificato in avvicinamento a 4 miglia su PAR [Precision Approach Radar, il radar puntato lungo la pista di atterraggio]. A/C si avvicinò ma a mezzo miglio di distanza uscì dal fascio radar.

Poco dopo osservato debole eco, poi perso contatto radar. Avvisata TWR [torre di controllo] quando A/C era sul finale, poi di nuovo quando era basso, ma TWR non visto nulla.

Tuttavia nessuna importanza venne attribuita all’incidente in quel momento. Una successiva indagine non portò infatti ulteriori informazioni2.

C’è comunque un altro aspetto tecnico da considerare.

Il rilevamento radar venne fatto solo dal PAR (radar di avvicinamento a banda stretta) e non dal ben più potente ASR (il radar di sorveglianza aeroportuale a largo raggio). Non vi fu infatti alcuna conferma visuale dell’oggetto non identificato. Tutto ciò farebbe concludere che si era trattato di un’eco radar spuria 3 come avvenuto in tante altre occasioni. In ogni caso il collegamento con l’abduction degli Hill era molto approssimato e congetturale, in quanto il rilevamento radar era avvenuto due ore dopo il rapimento ed in un luogo distante circa 80 miglia4.

A proposito della conferma radar, va anche aggiunto che più volte Betty Hill affermò pubblicamente che ben sette radar costieri del New England avrebbero rilevato, nel giro di qualche minuto, l’arrivo e l’atterraggio dell’UFO da lei avvistato. Quando nel corso di una trasmissione televisiva sul canale WKBD di Detroit, andata in onda il 9 novembre 1975, le venne chiesto di documentare tale affermazione, Betty disse che i rapporti di tali osservazioni sarebbero stati nelle mani di un giornalista. Poche settimane dopo tali documenti furono richiesti al giornalista in questione, ma questi rispose che non ne era più in possesso avendoli smarriti.

3. LA MAPPA DELLA COSTELLAZIONE DI “ZETA RETICULI”



Betty Hill ha più volte dichiarato che a bordo dell’UFO le fu mostrata qualcosa assomigliante ad una mappa: un insieme di piccoli e grossi punti uniti tra loro da alcune linee. Secondo Betty, che ridisegnò la carta in stato post-ipnotico, le linee rappresentavano rotte astronautiche: linee multiple per le vie di comunicazione di grande traffico, linee singole per le rotte di minor circolazione e linee discontinue per le spedizioni.

Lei stessa credette di riconoscervi la costellazione di Pegaso, vedendola pubblicata sul New York Times a proposito della scoperta del misterioso oggetto astronomico denominato CTA-102, che secondo alcuni radio-astronomi avrebbe potuto essere un oggetto artificiale, una specie di radiofaro interstellare. Betty stessa ridisegnò la sua mappa aggiungendo i nomi delle stelle ricavati da quella del giornale: la stella d’origine degli alieni sarebbe stata Zeta Pegasi.

Ben presto gli astronomi si resero conto che CTA-102 era un oggetto naturale, per la precisione un quasar, e di Zeta Pegasi non si parlò più.

Qualcosa di più eclatante avvenne otto anni dopo. Incuriosita dalla storia della mappa, un’insegnante dell’Ohio, Marjorie Fish, si pose l’obiettivo di tentare di verificarla. Dopo due anni di ricerche, trovò i dati astronomici che le servivano, si mise in contatto con la Hill e cominciò un lento lavoro di selezione. In un raggio di 10 parsec attorno al Sole, esistono circa 250 stelle. Di queste, Fish selezionò quelle (dodici in tutto) che in base ai più recenti dati disponibili potevano avere un qualche sistema solare e il cui spettro non escludeva la possibilità d’una forma di vita. Poi decise di aggiungere alcune stelle particolarmente luminose (quattro in tutto, fra cui le stelle gemelle Zeta 1 e Zeta 2 nella costellazione del Reticolo), anche se si trovavano oltre il limite di 10 parsec, purché all’interno di uno spazio cubico circoscritto alla sfera con raggio 10 parsec.

Di tale gruppo di stelle l’insegnante costruì un modello tridimensionale con fili e palline. Partendo dal presupposto che la mappa presentasse una porzione del cielo visibile dal pianeta d’origine degli extraterrestri, la Fish fece ruotare il modello da varie angolazioni, finché arrivò alla conclusione che il luogo di origine degli extraterrestri doveva trovarsi proprio nei pressi di Zeta Reticuli, a 37 anni luce dal nostro Sole.

Presentata per la prima volta al congresso nazionale della Mutual UFO Network nel giugno 1974 e poi pubblicata con risalto sul numero di dicembre del mensile di divulgazione astronomica Astronomy5, la ricostruzione di Marjorie Fish causò un grande interesse, che si è mantenuto negli anni, tanto che quasi tutti i libri di ufologia che parlano del caso Hill la citano.

In realtà la ricostruzione della Fish sollevò già subito non poche critiche, da più parti perché delle 26 stelle disegnate da Betty, la Fish ne considerava solo 15, e diversi di questi differivano profondamente dalle posizioni indicate sulla mappa originale. Malgrado la sua bella apparenza, lo “schema Fish” non rispettava il disegno di Betty nei seguenti punti che dovrebbero invece essere non varianti: numero di stelle, distanze e angoli tra gli allineamenti.

Anche il metodo seguito non era dei più scientifici: i criteri di selezione delle stelle, l’esclusione di alcune stelle e l’inclusione di alcune altre per far quadrare il tutto, la scelta dell’angolo di osservazione, erano tutte scelte arbitrarie. Inoltre la somiglianza era solo apparente, dovuta al modo in cui erano state disegnate le linee di collegamento, mentre scompariva se si confrontavano solo i due insiemi di “stelle”.

Inoltre, analoghi tentativi fatti da altri portavano a risultati diversi. In particolare il modello proposto (sempre su Astronomy) da Charles Atterberg sembrò a molti più promettente (come in figura posta a lato): lavorando su una rappresentazione matematica della mappa di Betty Hill, dopo una lunga ricerca scoprì che esiste un luogo, nei pressi del limite meridionale della costellazione di Ofiuco, dal quale le stelle situate nelle vicinanze del Sole apparirebbero in una posizione simile a quella riportata sulla mappa della Hill.

Il modello di Atterberg faceva quadrare 25 stelle su 26 della mappa Hill, 7 delle 11 stelle già visitate dagli alieni risultavano negli elenchi di quelle più probabilmente abitabili, e addirittura le tre centrali sarebbero proprio quelle che l’astronomo Carl Sagan aveva definito “le più vicine di potenziale interesse biologico”. In base a tale modello, però, il luogo di provenienza degli extraterrestri sarebbe risultato Epsilon Indi6.

A proposito di Carl Sagan, ecco di seguito un filmato in cui egli propose la sua teoria, caldeggiata dal collega Steven Soter.

Un ulteriore approfondimento sulla teoria Sagan-Soter è disponibile presso questo link (Pattern recognition and Zeta Reticuli), dal quale è interessante quest’ultima analisi:

“The argument on “The Zeta Reticuli Incident” demonstrates only that if we set out to find a pattern correlation between two nearly random data sets by selecting at will certain elements from each and ignoring others, we will always be successful. The argument cannot serve even to suggest a verification of the Hill story which in any case is well known to be riddled with internal and external contradictions, and which is amenable to interpretations which do not invoke extraterrestrial intelligence. Those of us concerned with the possibility of extraterrestrial intelligence must take care to demand adequately rigorous standards of evidence.”

La conclusione che si può trarre da tutto ciò è verosimilmente questa: dato un certo numero di punti qualsiasi su un foglio, è sempre possibile, con un minimo di selezione ed una leggera modifica di direzioni ed orientamenti, identificarli con questa o quella parte di cielo, vista da un angolo o da un altro.

A seguito del forte interesse suscitato dal modello della mappa stellare di Marjorie Fish, si è gradualmente diffuso nella letteratura ufologica7 il nome di Zeta Reticuli.

4. LE SEDUTE IPNOTICHE

E’ il caso di ricordare che la ricerca ipnotica, condotta dallo psichiatra dott. Benjamin Simon, iniziò solo due anni e mezzo dopo il presunto avvistamento UFO raccontato dai coniugi Hill, i quali non ricordarono immediatamente gli eventi, contrariamente a quanto spesso viene affermato. In questo lungo periodo Betty aveva intanto: letto libri a tema ufologico; tenuto conferenze; discusso con i propri familiari, soprattutto con la sorella da sempre affascinata da questo fenomeno nonché testimone di un presunto avvistamento UFO precedente al suo; discusso con studiosi ed appassionati di ufologia.

Aggiungiamo pure che i primi sogni di Betty (che contenevano già la “sceneggiatura” dell’intero rapimento poi emerso sotto ipnosi) furono fatti quando Betty aveva già letto almeno un libro di Keyhoe8; che il racconto di Barney sotto ipnosi fu solo di parziale conferma alla storia di Betty, e ricalcava anch’esso lo schema dei sogni ricorrenti che la moglie gli aveva raccontato per due anni.

Il condizionamento di Barney Hill riguardò la sua prima seduta ipnotica. Condizionamento dovuto ad un episodio televisivo mandato in onda 12 giorni prima l’incontro avuto col dott. Simon: era intitolato The Bellero Shield9 all’interno del canale televisivo tematico The Outer Limits.

Le immagini a lato riportate sono, ad esempio, l’alieno mostrato in tv. La relazione sull’ipnosi regressiva descriveva, inoltre, una sceneggiatura del tutto simile alla serie televisiva sopra indicata.

Lo stesso dott. Simon non ha, in realtà, mai creduto alla realtà oggettiva dell’esperienza a bordo dell’UFO. La maggior parte degli psicologi, infatti, conviene sul fatto che ciò che viene raccontato sotto ipnosi da un qualunque soggetto non rappresenta necessariamente un’esperienza reale, ma spesso è ciò che la persona “crede” sia realmente accaduto.



(Durante un’intervista, Barney e Betty Hill m0strano l’oggetto avvistato quella sera)

Il presunto rapimento potrebbe essere stato un sogno di Betty, raccontato a Barney che, di carattere molto sensibile ed ansioso, l’aveva interiorizzato e fatto inconsciamente proprio quando era stato sottoposto ad ipnosi, uno stato che a volte – invece di tirar fuori la verità – stimola la fantasia, come ritenuto da Philip Klass e Robert Sheaffer.

Il dott. Simon aggiunse, inoltre, che il rapimento faceva comunque parte della loro realtà, sottolineando di non dare alcuna importanza al “tempo mancante”. Precisamente dichiarò: “Quando si viaggia non si presta attenzione al tempo, senza contare il fatto che gli Hill si erano persi”. Ulteriori risposte arrivarono il 20 ottobre 1975 quando Simon, partecipando ad un dibattito televisivo sul caso Hill alla NBC, dichiarò: “Si trattava di una fantasia… in altre parole, era un sogno. Non vi fu nessun rapimento”.

martedì 23 dicembre 2014

UN PI GRECO GIGANTE






Se i «cerchi» nel grano che compaiono ogni estate nei campi inglesi li fanno davvero gli alieni, ora sappiamo che conoscono il «pi greco», quel 3,14 che rappresenta il numero più misterioso della matematica e definisce il rapporto tra la circonferenza e il diametro di un cerchio. Il disegno ritrovato all’inizio di giugno in una coltivazione di orzo a Barbury Castle sembrava uno dei tanti che in questa stagione affollano i campi inglesi e, come al solito, era stato subito fotografato dall’alto da Lucy Pringle, l’instancabile ricercatrice che da più di dieci anni sorvola la campagna alla ricerca di «crop circles». L’immagine della formazione, larga più di 45 metri e ritrovata in una collina dello Wiltshire, è rimasta online nel sito di Lucy (www.lucypringle.co.uk) insieme alle altre apparse in questo mese, e non sembrava nemmeno una delle più belle: una linea a spirale convergente verso il centro, interrotta ogni tanto da inspiegabili scanalature, anch’esse convergenti al centro.



C'è voluto un astrofisico in pensione, Mike Reed, per notare che quel disegno all’apparenza banale nascondeva qualcosa di molto più complesso. Bastava completarlo, tracciando i raggi del cerchio in corrispondenza delle scanalature, per evidenziare il messaggio nascosto: il numero 3,141592654, vale a dire esattamente le prime nove cifre del «pi greco», seguite da un 4 invece che da un 3. Il professor Reed ha intuito che il piccolissimo cerchio, che compariva nelle foto a destra del centro della formazione, rappresentava la virgola del «pi greco» ed il resto - per uno studioso a proprio agio con la matematica - è stato abbastanza facile. Tutti ricordiamo che a scuola il «pi greco» ci consentiva di calcolare l'area di un cerchio, ma di tutti i numeri sembra davvero quello venuto da un altro mondo.



E' considerato irrazionale, non può essere scritto come quoziente di due interi; è trascendente e non algebrico e quindi è impossibile esprimerlo usando un numero finito di interi. E' un po' complicato da spiegare, ma il «pi greco» ci dice in sostanza perché non è possibile quadrare il cerchio, realizzare cioè con riga e compasso un quadrato della stessa area di un determinato cerchio. Lo Wiltshire è una regione della Gran Bretagna ossessionata dai cerchi fin dall’epoca del suo monumento più famoso e rappresentativo, Stonehenge. Qui, nel 1991, comparve in un altro campo di grano il disegno del frattale di Mandelbrot, nel 1996 il «Julia Set» e nel 1997 i cerchi di Koch, tutte figure molto note ai fisici e ai matematici per la loro estasiante, ripetitiva complessità.



Poco lontano, a Milk Hill, venne trovata nel 2001 la madre di tutti i «crop circles», una formazione a spirale con 400 cerchi di varie dimensioni che si estendeva per 90 mila metri quadrati e che è rimasta imbattuta per l’armonia e la bellezza che esprimeva. Tutte queste figure sono state catalogate con pazienza da Lucy Pringle, che negli ultimi anni ha messo insieme (e a disposizione di tutti) il più straordinario e per certi versi inquietante database di un fenomeno che gli scienziati fanno sempre più fatica ad attribuire - per tranquillizzarci - a quattro burloni che di notte tagliano il grano con una falciatrice. Certamente i burloni esistono, e lo hanno anche confessato. Ma le indagini effettuate da numerosi ricercatori sono arrivate alla conclusione che non sono loro gli autori dei disegni più complessi.



E molte cose restano inspiegabili quando si osservano le formazioni sul terreno, da vicino. Il grano o l’orzo non sono tagliati, ma piegati a spirale, come se fossero stati abbattuti da un vortice. Gli steli presentano strane malformazioni, l’aria sul campo è spesso ionizzata e a terra si ritrovano microsfere di ferro. Intorno ai «cerchi» non c’è traccia del calpestio di qualcuno che si sia avvicinato per realizzarli e in ogni caso sarebbe davvero impossibile disegnare da terra forme così complicate, al buio e in una sola notte. Le formazioni più belle compaiono ogni estate, a giugno e a luglio, nei luoghi più misteriosi dell’Inghilterra: Avebury, Silbury Hill, Stonehenge, quelli delle civiltà preistoriche che hanno lasciato grandi cavalli disegnati sulle alture, innalzato colline per i loro morti e trasportato - non si sa come - megaliti per centinaia di chilometri per realizzare circoli di pietra di cui ancora oggi non capiamo lo scopo. Il mistero continua, e la nuova stagione dei «cerchi» nel grano è appena all'inizio.

Professor John Mack

Prof. John Mack
Prof. John Mack
John Edward Mack (New York, 10 aprile 1929 – Londra, 27 settembre 2004) è stato uno psichiatra e saggista statunitense.

John E. Mack era uno psichiatra statunitense, scrittore, e professore della Harvard Medical School. Ha ricevuto il Premio Pulitzer per le biografie, e progressivamente è diventato una delle maggiori autorità sugli effetti spirituali e/o comportamentali su alcuni pazienti che sostengono di aver subito esperienze di rapimento alieno
 
Inizi della carriera

Nato a New York City, John Mack si laurea in medicina nella Harvard Medical School (Cum Laude, 1955) dopo aver eseguito studi superiori nell'Oberlin College (Phi Beta Kappa, 1951). Si specializzò nella Boston Psychoanalytic Society and Institute e ricevette un certificato che gli consentiva di praticare la psicoanalisi su adulti e minorenni.

Il tema conduttore della sua vita di lavoro è stata l'esplorazione di come le personali percezioni del mondo possono alterare le proprie relazioni. Mack affronta la questione della "visione del mondo" a livello individuale nelle sue prime esplorazioni cliniche dei sogni, degli incubi e del suicidio nell'adolescenza, e nel libro A Prince of Our Disorder, esegue uno studio biografico della vita dell'ufficiale britannico Thomas Edward Lawrence, lavoro per il quale nel 1977 riceve il Pulitzer Prize for Biography.

Fenomeno delle abduction

Questo tema delle percezioni personali viene portato ad un estremo controverso negli anni novanta quando Mack inizia uno studio pluri-decennale su 200 donne e uomini che riferivano esperienze di abduction da parte di supposte creature aliene. Questo incontri sono stati riferiti almeno sin dagli anni cinquanta (la prima storia riferita da Antonio Villas Boas), che hanno ricevuto un'attenzione dal mondo accademico, ad esempio da specialisti come il Dr. R. Leo Sprinkle, tra i primi ad occuparsi di questi studi negli anni sessanta. John Edward Mack, rimane comunque la più stimata autorità accademica che abbia studiato questa faccenda.

All'inizio Mack sospettava che quelle persone soffrissero di qualche disturbo mentale, ma dopo un attento esame, si rese contro che nessuna patologia ovvia era presente nelle persone che intervistava, aumentando ulteriormente il suo interesse. Seguendo l'incoraggiamento del suo amico di vecchia data Thomas Kuhn, che prediceva che l'argomento poteva destare molte controversie, ma che si poteva portare avanti l'indagine se Mack si limitava a raccogliere i dati e ad ignorare le prevalenti interpretazioni materialistiche, dualiste e l'analisi basata sul distinguo "è questo oppure è quello" ("either/or" analysis), Mack cominciò ad organizzare studi e interviste. Molti tra i pazienti da lui intervistati riferirono che i loro incontri avevano cambiato il modo di rapportarsi al mondo, che includeva il sentirsi in un elevato sentimento di spiritualità e di preoccupazione ambientalista.

Mack era piuttosto guardingo nelle sue investigazioni e interpretazioni del fenomeno delle abduction rispetto ai primi ricercatori che si occuparono della materia. Il professore di letteratura Terry Matheson scriveva che "Tutto sommato, Mack presenta il resoconto più ragionevole che si possa trovare al momento, almeno mentre questi racconti di abduction procedevano." (Matheson, 251) In un'intervista senza data, il Dr. Jeffrey Mishlove dichiarò che Mack sembrava "propenso a dare a questi rapporti di [abduction] un qualche valore". Mack replicò dicendo:

« Io non direi di dargli un valore facciale. Io li prendo seriamente. Non ho alcun mezzo per poterli valutare accuratamente.  »

« Io non direi mai: "Sì, vi sono alieni che sequestrano la gente". [Ma] Io direi che qui c'è un interessante e potente fenomeno, che non posso spiegare in altro modo, che è misterioso. Si, Io non posso sapere di cosa si tratta esattamente ma mi sembra che meriti un'inchiesta ulteriore più approfondita.  »

Mack faceva notare che esiste una storia mondiale di esperienze visionarie, specialmente nelle società pre-industriali. Un esempio è la ricerca di visioni mistiche comune a molte culture dei nativi americani. Mack mette in rilievo che soltanto recentemente nella cultura occidentale, questi eventi visionari o di estasi sono stati interpretati come aberrazioni o addirittura come malattia mentale. Mack suggerisce che i racconti di abduction possano essere inquadrati meglio come parte della più vasta e antica tradizione delle esperienze di incontro con santi (nella tradizione cristiana) o con divinità (nella tradizione dei pagani).

Il suo interesse negli aspetti spirituali o trasformazionali degli incontri delle persone con alieni, e la sua proposta che l'esperienza di contatto alieno possa essere in sé più trascendente (immateriale) che fisica in natura—ma nonostante questo assolutamente reale— fatto che progressivamente lo distinse da molti dei suoi contemporanei, come Budd Hopkins, che sosteneva la realtà fisica degli alieni.

In seguito il suo interesse si estese alla considerazione generale dei meriti di una nozione espansa della realtà, una nozione che consenta esperienze che possono anche non inquadrarsi nel paradigma occidentale del materialismo, ma che comunque cambiano profondamente la vita delle persone. Il suo secondo libro sulle esperienze di incontro con gli alieni, Passport to the Cosmos: Human Transformation and Alien Encounters (1999), era piuttosto un trattato filosofico che collegava i temi della spiritualità e i punti di vista mondiali moderni, costituendo il culmine del suo lavoro con gli "experiencers", le persone che hanno vissuto l'incontro con gli alieni, tema centrale al quale è dedicato il libro.
 
Sottoposto a giudizio professionale dall'Università di Harvard

Nel 1994, il Decano della Harvard Medical School nominò un comitato paritario (peer review) per indagare sulle pratiche mediche e investigazioni cliniche delle persone che hanno raccontato i loro "incontri alieni" al Dr. Mack (alcuni di questi casi sono stati descritti nel libro Abduction, scritto da Mack nel 1994). Nello stesso articolo della BBC sopracitato, Angela Hind scrive, "Si tratta della prima volta nella storia di Harvard nel quale un professore ordinario viene sottoposto a questo tipo di inchiesta." Mack descrisse l'investigazione come "kafkiana": non venne mai informato molto dello status dell'indagine in corso, la natura delle lamentele dei suoi critici cambiava frequentemente, e la maggior parte delle loro accuse si dimostrarono prive di fondamento quando sottoposte a stretto scrutinio.

Dopo 14 mesi di inchiesta, vi erano crescenti interrogativi da parte della comunità accademica (includendo il professore di Legge di Harvard Alan Dershowitz) riguardo alla validità dell'investigazione di un professore ordinario di Harvard che non era sospettato di violazioni dell'etica o di cattiva condotta professionale. Harvard allora pubblicò una dichiarazione nella quale il Decano "riaffermava la libertà accademica del Dr. Mack per studiare qualsivoglia argomento correlato alla psichiatria e per poter formulare le sue opinioni senza impedimento," concludendo che il "Dr. Mack rimane un membro prominente della Facoltà di Medicina di Harvard." (Mack venne sottoposto a censura per alcuni errori metodologici.) Ricevette ausilio legale da Roderick MacLeish e da Daniel Sheehan, e il sostegno economico di Laurance Rockefeller, che inoltre finanziò il centro di ricerche di Mack per quattro anni consecutivi, per una cifra di 250.000 $/anno.
 
Morte

Il lunedì 27 settembre del 2004 mentre si trovava a Londra per tenere una conferenza ad una società dedicata a T.E.Lawrence, Mack venne investito e ucciso (alle ore 23:25) da un guidatore ubriaco che si trovava nella strada Totteridge Lane. Perse coscienza nel luogo dell'incidente e venne dichiarato morto poco dopo. Il guidatore venne arrestato nel luogo, e si dichiarò colpevole di guida disattenta sotto l'influenza dell'alcool. La famiglia di Mack chiese indulgenza verso il sospetto (in una lettera alla Wood Green Crown Court). "Anche se questo è un evento tragico per la nostra famiglia," la lettera affermava che "sentiamo che il comportamento dell'investitore non era né malizioso né intenzionale, e non abbiamo attiva volontà contro di Lui, dal momento che abbiamo saputo le circostanze della collisione."
 

John Mack: l'ultima intervista

Interview
Interview
Intervista a cura di Paola Harris tratta da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 55 del Febbraio/Marzo 2005

Questa intervista mi è stata rilasciata il 16 novembre 2003 in Italia, a Firenze, dal Dr. John Mack, scomparso tragicamente nel 2004, autore dei libri "Rapiti" e "Passaport to the Cosmos" e professore alla Harvard University.

Si tratta di una intervista ad una persona davvero eccezionale, che delinea in essa il suo approccio alle indagini sul fenomeno dei "rapimenti alieni" e chiarisce i problemi creatigli in sede universitaria. Problemi poi superati a dispetto dell'azione di disturbo del Giurì accademico dell'Università di Harvard, dal confronto con il quale Mack è notoriamente uscito a testa alta dopo le verifiche del suo corretto "modus operandi". Se mi si chiedesse con chi mi sento più in sintonia fra i tanti ricercatori in ufologia del momento, indicherei senza dubbi proprio lui. E In effetti la sua filosofia dice tutto.
 
P. H.: Dr. Mack, grazie per essere qui. Ci può raccontare un po' della Sua vita?

John Mack: Per prima cosa mi piacerebbe darvi una panoramica sul cosiddetto fenomeno delle "abductions", quindi affrontare il problema rappresentato dai metodi a nostra disposizione per riconoscere quando ci si trovi veramente di fronte a tale strano fenomeno e, infine, vorrei discutere le implicazioni che tale fenomeno e fenomeni consimili implicano per il mondo. Per prima cosa voglio darvi qualche notizia sulla mia formazione e su come sono venuto a contatto con una materia tanto inusuale.
Sono della città di New York , lavoro alla Harvard University a Boston. Sono psichiatra e psicanalista e sono particolarmente interessato alle esperienze fuori dall'ordinario.

Malgrado ciò quando iniziai a sentir parlare di questi casi in cui la gente sosteneva di essere stata portata da strani esseri all'interno di UFO pensai di trovarmi di fronte ad una nuova forma di demenza... Però, dopo aver esaminato una cinquantina di soggetti che, secondo me, erano portatori di una esperienza genuina, mi resi conto che questa questione non aveva nulla a che fare con le malattie mentali. Nel 1994, sicuro di trovarmi su un "terreno solido", pubblicai il mio primo libro "Abductions" (in ed. italiana, "Rapiti", Mondadori, anche in edizione Oscar con prefazione d Roberto Pinotti). Ciò ebbe una grande risonanza sui mass media e venni invitato a diversi talk-shows tra cui Larry King e Oprah Winfrey. Ingenuamente pensavo che tale interesse fosse dovuto all'argomento che riguardava il grande problema degli UFO, invece non mi ero accorto che a loro interessava solo vedere un professore di Harvard che si rendeva ridicolo.
Ero così esaltato dalla scoperta che siamo veramente contattati da strani esseri che pensai che anche i miei colleghi della Scuola di Medicina di Harvard avrebbero condiviso tale entusiasmo.
Purtroppo fui molto ingenuo perché la reazione delle autorità della Scuola di Medicina fu tutt'altro che entusiasta.
 
P. H.: Come ha saputo che potevano esserci dei problemi?

John Mack: Cominciai a preoccuparmi e pensai che sarebbe stato meglio parlarne personalmente al Decano, visto che appariva chiaro che essi non approvavano il mio lavoro. Invece di ottenere un appuntamento da lui ricevetti una lettera che mi informava che era stata nominata una commissione, di tre persone: questa commissione aveva il compito di determinare dove e quando avessi sbagliato. Si trattava di un passo senza precedenti per una Università che si era sempre vantata di difendere a tutti i costi la libertà accademica. A questo punto vorrei dire a cosa è servita la commissione che è venuta a seguire il mio lavoro per quattordici mesi: il risultato della investigazione condotta nei miei confronti fu una specie di tregua in cui non vinse nessuno e nessuna azione venne intrapresa contro di me ma, semplicemente, fui incoraggiato a proseguire mio lavoro solo se avessi rispettato le regole della Scuola di Medicina, regole che non mi sono mai state comunicate. Voglio porre in risalto ciò che questa investigazione mi ha insegnato e di cosa si è trattato in realtà: per quale motivo il mio lavoro destava tanta preoccupazione nell'Università? Per rispondere a questa domanda dobbiamo dare un'occhiata generale alla fenomenologia riguardante l'esperienza di contatto con gli UFO e quindi addentrarci in ulteriori campi di ricerca.
 
P. H.: Quanti casi ha esaminato?

John Mack: Ho esaminato tre-quattrocento persone che hanno avuto questa esperienza sia negli Stati Uniti che in altri paesi e culture. Esiste un fenomeno di base che conosciamo tutti e che consiste nel fatto che una persona viene "contattata": a letto, in casa, in macchina, su un campo da gioco eccetera.
Non sempre viene visto l'UFO, ma sempre viene vista una luce. Posso aggiungere che la questione della luce e dell'energia in essa contenuta, ricorrente in questa fenomenologia, è di estrema :importanza e richiederebbe uno studio a sé.
La persona viene "prelevata" (e qui sorge un problema di linguaggio), anche attraverso un muro o una finestra, per giungere in un luogo chiuso dove hanno luogo certi procedimenti simili a quelli che avete sentito descrivere da un Travis Walton. Per molto tempo, molti anni, soprattutto grazie alla pionieristica ricerca di Budd Hopkins, abbiamo ritenuto che lo scopo principale di ciò fosse la creazione di una nuova razza ibrida, visto che era ricorrente il racconto di prelievi di ovuli nelle donne, di sperma negli uomini e di strani feti ibridi allevati sulle astronavi aliene. Oggi ho la sensazione che il fenomeno stia cambiando rispetto a quel tipo di esperienze originarie e che l'esame fisico dia luogo ad esperienze più complesse. Una delle cose che dovuto fare per lavorare in questo campo è stato mettere da parte le mie nozioni sul funzionamento dell'Universo.

Per gli uomini è naturale cercare di collegare le nuove fenomenologie con ciò che già si conosce. Per esempio, se gli alieni vogliono effettuare sperimentazioni sui nostri corpi, per quale motivo prelevano tante persone? Questo è un tipico modo di proiettare su di un fenomeno sconosciuto e nuovo ciò che noi già sappiamo sugli esami medici.
 
P. H.: Quali sono i problemi più gravi sorti circa la spiegazione del fenomeno?

John Mack: C'è un incrocio culturale alla base del fenomeno. Vorrei soffermarmi sul problema del linguaggio e su come noi percepiamo le cose che ci sembrano strane. Per esempio, parole come "abduction" o "alieno" già condizionano il discorso in una certa direzione. La parola "abduction" o "rapimento" non va bene per due motivi: primo, perché implica che le persone che hanno avuto questi contatti vengano prelevate contro la loro volontà, come quando i rapitori sono uomini, e ciò non è sempre vero; secondo, implica che la persona sia portata fisicamente, con tutto il corpo, all'interno di una nave spaziale, e ciò non è sempre vero.
Un altro aspetto del contatto è quello che riguarda il trasferimento di informazioni agli esseri umani mediante telepatia o mostrando al contattato particolari immagini. La maggior parte di queste informazioni riguardano le azioni distruttive della nostra specie nei confronti del nostro pianeta. È come se stessimo creando, con i nostri comportamenti ecologici planetari, dei problemi ben più grandi a livello galattico.
Coloro che vivono l'"esperienza" ricevono capacità e talenti che non sono compatibili con le loro conoscenze. Ad esempio possono scoprire di possedere un grande talento artistico scaturito da questa esperienza oppure viene loro data una conoscenza scientifica ben al di là della loro formazione scolastica oppure, ancora, dicono di aver immagazzinato formule matematiche e nozioni scientifiche che, sottoposte a verifica, costringono gli scienziati a riconoscere la loro veridicità. Personalmente ho potuto studiare diversi di questi casi.
 
P. H.: Le va di parlare di tali prove? Come si sa se uno dice la verità?

John Mack: Vorrei proprio parlare del problema rappresentato dalle prove. Come possiamo essere sicuri che le esperienze riportate da questi soggetti siano vere? Come valutiamo questi resoconti e come ne determiniamo l'autenticità?
Per esempio, quando compio le mie valutazioni, mi è chiaro che non ha senso che persone sane di mente inventino tali storie. Non possono averle apprese dai mezzi di comunicazione perché spesso sanno ben più di quanto tali mezzi non sappiano.
Comunque manca sempre qualcosa quando si decide di stabilire se, raccontando storie cosi bizzarre, le persone stiano dicendo la verità e se sia il caso di prendere sul serio i loro racconti. Al momento non disponiamo ancora di un tale criterio di valutazione e io sto lavorando proprio a questo, cercando di delineare una nuova Scienza dell'Esperienza.

Nella scienza tradizionale, quando osserviamo un certo fenomeno, cerchiamo di oggettivare il più possibile ciò che stiamo studiando, ma quando si cerca di comprendere qualcosa che è tanto importante e profondo per un soggetto non possiamo tenerci in disparte e dobbiamo "entrare" nella coscienza di quella persona. Cosi facendo susciteremo le ire dei critici che diranno: "Ciò che stai apprendendo è troppo soggettivo!" Ma il problema è proprio questo: quando si giunge a conoscenze così profonde l'analista deve vivere "soggettivamente" l'esperienza del soggetto.
 
P. H.: Ma come si sa cos'è questa esperienza?

John Mack: Resta il problema della veridicità. Se io dico che "sembra proprio che stiano dicendo la verità" ciò non è sufficiente. Dobbiamo iniziare ad avere una nuova visione olistica della conoscenza. Ciò si avvicina a quello che definiamo "conoscenza intuitiva", una specie di conoscenza col cuore e con lo spirito che ha fatto parte delle culture tradizionali per secoli e millenni ma che si è poi persa in occidente.
Su questa materia mi è stato dato un certo aiuto da Monsignor Corrado Balducci che ha affermato: "nella Chiesa noi prendiamo molto sul serio il fenomeno degli incontri con gli UFO, soprattutto perché ci sono così tanti testimoni affidabili. Nella Chiesa ci troviamo da secoli nella condizione di dover esaminare i resoconti sui miracoli e quindi abbiamo dovuto sviluppare un criterio di valutazione attendibile che si può riassumere col concetto di 'testimone affidabile'."

Così anch'io ho iniziato ad applicare ai miei casi quest'idea di "testimone affidabile". Come facciamo a riconoscere un testimone affidabile? Per me queste persone sono testimoni affidabili quando la forza della loro comunicazione, letteralmente, mi attraversa. Ho potuto sperimentare una sorta di potente vibrazione quando queste persone rivivevano le loro esperienze. Mi trovavo in presenza di qualcosa che incuteva timore per la sua intensità. Anche i soggetti esprimevano a parole questa sensazione e dicevano che era come se ogni cellula del loro corpo stesse vibrando.
Quando ci si trova in presenza di una cosa simile la si percepisce con tutto il proprio essere.
Faccio un esempio: uno dei miei primi casi è stata una psichiatra che lavorava nel sociale, sulla quarantina, molto precisa nella comunicazione, molto autocritica e controllata. Alla sua seduta invitai anche un altro psichiatra che era stato il suo terapeuta e che la conosceva molto bene. Lei, mentre riviveva le sue esperienze le chiamava "sogni elettrici"; non si trattava assolutamente di sogni ma quella definizione la aiutava a descrivere la sensazione di elettricità nel corpo. Quando rivisse con me uno di questi "sogni" di esperienza con gli extraterrestri e descrisse il suo essere presa e portata nel veicolo ed il suo trovarsi di fronte agli esseri divenne estremamente emotiva, sudava, tremava e urlava.

Quando la seduta fu terminata l'altro psichiatra scosse la testa e disse che a quella donna doveva essere successo veramente qualcosa di grave, che la conosceva da troppi anni ed era certo che non stesse mentendo. Gli chiesi di testimoniare a mio favore per l'investigazione di Harvard, visto che era l'unico psichiatra di Boston di mia conoscenza che avesse avuto esperienza di casi simili. Egli mi rispose che non aveva mai creduto alla realtà di queste cose ma, dopo aver visto la sua paziente in quello stato, era giunto alla conclusione che alcuni di questi casi erano sicuramente veri. La commissione non gradì la sua testimonianza e nel rapporto che emise non fece il minimo accenno ad essa. La prova della veridicità del soggetto ha a che fare con la risonanza che si crea tra la persona che racconta l'esperienza ed il terapeuta che investiga. Potrebbe essere definita un "conoscenza diretta". Accade quando sai con tutto il tuo essere che quella persona sta dicendo la verità. Si possono trovare esempi di questa "conoscenza diretta" negli atti del tribunale che ascoltò i resoconti dei testimoni sulle torture in Bosnia. Il giudice, dopo aver ascoltato la testimonianza di una donna, disse: "non ho bisogno di altre testimonianze, posso solo dire che non è possibile che lei stia mentendo, per me questo è sufficiente." Adesso tutti sappiamo che la tortura esiste; questa cosa è stata ammessa, ma ancora non si ammette che anche gli incontri con gli alieni esistono.
 
P. H.: Ha ragione sul fatto che tutto questo costituisce un vero mistero da spiegare. Ma che tipo di prove ci sono in proposito?

John Mack: A questo punto dovete sapere che in questa fenomenologia abbiamo le prove di modelli ricorrenti e simili evidenziatisi in centinaia se non migliaia di casi. Ciò sta aiutando a creare un nuovo atteggiamento nei confronti dei testimoni. Quando un testimone parla tutti si accorgono che egli ha veramente sperimentato un altro tipo di realtà. La sincerità, la verità e la forza d'animo sono misurabili proprio come le distanze e i pesi, ma in un modo diverso.
Nella nostra cultura esperienze come quelle dei rapimenti alieni, degli UFO e dei Crop Circles vengono definite "anomale", ma ciò non accade in tutte le culture. Molte delle nostre esperienze rientrano nel rango delle anomalie e quando ho parlato di esse con dei Nativi americani loro hanno semplicemente risposto che non sono anomalie e che al contrario loro le conoscono perché come fatti che rientrano nelle esperienze umane. Adesso voglio parlarvi dell'attuale visione del mondo e di come essa agisce. Ci si è sempre riferiti ad essa come ad un paradigma e la si è associata al pensiero scientifico, ma io preferisco chiamarla "visione del mondo" (i filosofi tedeschi la definivano con termine "weltanschauung") perché riguarda qualcosa di ben più grande della sola scienza.
La visione del mondo è il modo in cui organizziamo la realtà; corrisponde al modo in cui pensiamo che le cose funzionino e per noi è come una bussola, uno strumento di navigazione che ci permette di tenere insieme la nostra psiche.
Quando mi affibbiarono la commissione d'inchiesta compresi che stavo mettendo in pericolo la visione del mondo su cui i miei colleghi si basavano. "Quando minacci l'imperatore allora lui ti colpisce".
 
P. H.: Si tratta dunque di cambiare paradigma o "worldview": ovvero la nostra "visione del mondo"?

John Mack: Sì, la visione del mondo dominante nella nostra società potrebbe essere definita "umanesimo antropocentrico newtoniano-cartesiano". È una visione che colloca l'essere umano al vertice di una gerarchia cosmica di intelligenze. Il modo più semplice per definirla è Materialismo Scientifico. In questa visione del mondo la materia è energia, è la realtà primaria e nel Cosmo non esiste alcuna intelligenza superiore. Il suo metodo di studio è basato sulla realtà oggettiva e sulla separazione tra l'investigatore ed il fenomeno investigato. Bene, questa visione del mondo che ha dominato la nostra società è in errore. È in errore in ogni importante elemento che la costituisce. Prima di tutto sappiamo che esiste tutta una serie di fenomeni che non riusciamo a spiegare e che questo metodo scientifico non riesce neanche a trattare. Molte delle cose che oggi abbiamo scoperto in tal modo non possono nemmeno essere studiate. La visione del mondo dominante è terribilmente distruttiva perché tratta l'intero pianeta come se fosse un semplice ammasso di risorse pronte per essere sfruttate, per le quali vale la pena combattere qualsiasi guerra e che saranno conquistate dal più forte.

Da questa visione non può scaturire alcuna vera gioia per l'umanità perché le uniche gratificazioni possibili sono sempre e soltanto di tipo materiale. Ma ora una nuova visione del mondo sta emergendo ed essa dà spazio anche a chi crede che esistano intelligenze superiori nell'universo.
Quello che accade ai miei clienti è una dimostrazione dell'esistenza di tali intelligenze; i Cerchi nel Grano provano che tali intelligenze stanno cercando di comunicare con noi. In questa nuova visione del mondo è compreso un modello dell'Universo in cui tutto comunica con il Tutto e ciò trova conferme anche nella fisica d'avanguardia. Per tale nuova visione del mondo sono necessarie nuove ondate di conoscenza insieme ad un risveglio spirituale.
Questo cambiamento che avviene intorno a noi incontra ostilità e resistenze molto forti perché il mantenimento del vecchio sistema di pensiero ha richiesto enormi investimenti economici, politici e psicologici. Ma ormai vediamo ovunque persone che si aprono a questa nuova visione del mondo. Quanto sarebbe diverso il mondo se questa nuova visione diventasse quella dominante?
 
P. H.: Sì, sembra che i giovani siano i più disponibili. Può illustrarci i vantaggi di pensare in base a tale nuova "worldview"?

John Mack: Diverremmo capaci di condividere le nostre esperienze con tutti gli esseri viventi e tratteremmo finalmente la natura con rispetto e senza violentarla. Saremmo in grado di identificarci con altri popoli, religioni e con gli animali senza più considerarli mercati da sfruttare e prodotti da vendere e consumare e, soprattutto, ci renderemmo conto di essere connessi col Divino, con un Principio Creativo immensamente più appagante di qualunque bene materiale. Si avrebbe allora un globale risveglio dei cuori. Tutto ciò io l'ho appreso occupandomi dell'esperienza dei rapimenti alieni perché i contattati riferivano di aver saputo dagli esseri da loro incontrati che noi rappresentiamo una minaccia non solo per la Terra ma anche per la Galassia.
Spero che sapremo trasformarci da nemici della Galassia in suoi cittadini.
 
P. H.: Sono perfettamente d'accordo con Lei. È stato un vero onore conoscerLa. Grazie.
 

Dr. John Mack a "Ariel" di Ruwa in Zimbabwe, dove 60 bambini incontrarono gli extraterrestri

Zimbabwe
Zimbabwe
Correva l’anno 1994 e il 16 Settembre accadde un fatto che ancora ad oggi risentirlo fa venire la pelle d’oca: 60 alunni della scuola “Ariel” di Ruwa, in Zimbabwe, videro con il loro occhi una grossa navicella aliena, accompagnata da altre, atterrare nel cortile della loro scuola ed incontrarono gli occupanti. Numerose segnalazioni di UFO nel cielo del Sud Africa vennero riportate proprio due giorni prima. E’ uno tra i casi più eccezionali dell’Ufologia moderna e merita di essere ricordato. Di seguito, il report della antropologa e ricercatrice Dominique Callimanopulos che assieme al dottor John Mack – psichiatra ad Harvard che studiò il fenomeno delle Abdcution (scomparso in circostanze sospette nel 2004), si recò sul posto per raccogliere le testimonianze dei bambini.
 
I disegni dei bambini alla Scuola Ariel, una piccola scuola elementare fuori da Harare, nella capitale dello Zimbabwe.
 
 
Esplorando gli incontri con alieni in Africa ed altri ancora

Io e John Mack eravamo alla Scuola Ariel, una piccola scuola elementare fuori da Harare, la capitale dello Zimbabwe, ascoltando Elsa (non è il vero nome) che descriveva il suo incontro del 16 settembre 1994 con una creatura “aliena”. Tutti i 60 bambini, con età tra i 6 e i 12 anni, riportarono di aver visto una grande nave spaziale assieme ad altre più piccole, atterrare vicino al loro cortile.

I dodici bambini che intervistammo nel corso di due giorni, descrissero lo stesso evento con grande dettaglio. Oltre alle navi spaziali, i bimbi videro due “strane creature”, una seduta in una delle navi e l’altra correre avanti e indietro, “saltava come se fosse stato sulla luna, ma non esattamente.” Le creature vennero descritte come nere con grandi teste, “occhi grandi come palle da rugby”, con sottili braccia e gambe. L’evento accadde durante il mattino, mentre le maestre erano in riunione. Molti dei bimbi piu’ piccoli erano molto spaventati e piangevano. “Prima pensai che fosse un giardiniere”, ci disse un bimbo di quarta classe. “Quindi realizzai che era un alieno”. L’evento duro’ circa 15 minuti, disse il bimbo, prima che le navi spaziali sparissero dalla vista. Persino nel loro stato di paura, molti dei bimbi erano curiosi e affascinati dalle strane creature che videro, avevano occhi che attiravano molta attenzione. Elsa ci disse che penso’ che le creature volessero dire loro qualcosa sul futuro, su come “il mondo stia per finire, forse perchè non avevamo cura del pianeta o dell’aria.” Disse che sentì una brutta sensazione interiore quando torno’ a casa. “Come se tutti gli alberi dovessero cadere e tutta l’aria dovesse sparire in futuro. La gente morirebbe. Questi pensieri venivano dall’uomo – dagli occhi dell’uomo.”

Isabelle, una composta ragazzina di dieci anni, ebbe le stesse sensazioni di Elsa. “Era spaventato. Cercavamo di non guardarlo perchè era spaventato. I miei occhi e le mie sensazioni andarono con lui.” Cio’ che entro’ nella sua “coscienza” nel guardare la creatura fu, “Stiamo facendo del male alla Terra.”

L’avvistamento della Scuola Ariel è uno dei piu’ significanti nella storia UFO recente. E’ la prima volta che un tale gruppo di persone riporta la simultanea apparizione di navi spaziali e alieni. Dopo aver ricevuto una chiamata a Settembre dalla BBC, un reporter ci disse che per due notti vennero riportati avvistamenti di strani oggetti sopra lo Zimbabwe prima del 16 settembre, in cui il tutto è culminato con il drammatico avvistamento alla Scuola Ariel e quindi decidemmo di investigare di persona.
Progetto Internazionale Abduction

Per due anni (1993/1994) il Programma per la Ricerca sulle Esperienze Straordinarie (PEER), ha fatto ricerche su rapporti UFO multi-culturali e internazionali e sulle abductions. Una delle domande centrali della ricerca in merito alle abductions è se il fenomeno accade in un simile modo all’estero; se è così, quali aspetti dell’esperienza rimangono uniformi e immutabili tra diverse culture, e quale parte dell’esperienza, o sua interpretazione, è influenzata da fattori culturali.
Membri del progetto viaggiano dal Brasile all’Africa, fino a contattare i Nativi Americani negli Stati Uniti e nel Canada e inoltre il progetto ha sponsorizzato la ricerca in Giappone, in Scandinavia e in Cile ed è in contatto con “esperienzanti” in Europa, Iran, Cina, Australia, Messico e Porto Rico. Abbiamo confrontato esperienze di abduction nel mondo sciamanico e delle possessioni. Abbiamo esplorato miti relativi ad esseri del cielo e di altre dimensioni e mondi.

Cio’ che ne è emerso ci ha spesso sorpreso.

Persone in paesi nel mondo hanno sperimentato abduction aliene molto simili in tanti casi, alle testimonianze negli Stati Uniti; le abductions rimangono distinte nel modo in cui la cultura delle persone incornica le loro esperienze. In Brasile, ad esempio, in cui la tradizione contiene il mondo dello spirito, della medianità e della comunicazione con antenati, le “visite ET” sono piu’ valorizzate delle visite spirituali degli antenati, per l’associazione tra gli ET e i viaggi spaziali ad alta tecnologia, che riflettono la preoccupazione culturale del Brasile sullo sviluppo. Questo risulta spesso in colorite variazioni. In una casa che abbiamo visitato, una madre che tradizionalmente comunicava con gli spiriti degli antenati, sentì il suo potere in pericolo quando suo figlio inizio’ a comunicare (come riportato) con gli alieni.

I Nativi Americani con cui abbiamo parlato dicono che l’attività corrente del “popolo delle stelle” sottolinea lo squilibrio tra la Terra, l’umanità e il cosmo. Un Anziano Hopi in Ariziona profetizzo’, come molti addotti, la fine del mondo come lo conosciamo. “Ci sarà una grande epurazione”, disse.

Le Esperienze di Abduction Sfidano la Natura della Realtà

Molti aspetti dell’esperienza di abduction diventano familiari: luci stordenti appaiono attravero il parabrezza o la finestra della camera e piccole creature aliene con grandi occhi senza pupille spaventano e paralizzano il corpo dell’esperienzante, che fluttua nell’aria, attraverso i muri e le porte delle navi spaziali; operazioni che a volte curano, spesso sperimentano. Alcuni addotti riportano la partecipazione nella creazione di nuove specie ibride tra alieni e umani, filtrate in file di uteri artificiali allineati lungo le pareti delle navi come acquari. Altri descrivono nuovi mondi di conoscenza uniti a visioni apocalittiche e criptiche simbologie e avvertimenti telepatici silenziosi.
Disegni fatti dagli alunni di Ariel School tratti dal video documentario
Le storie di abduction hanno animato discussioni su come debbano essere interpretate e come gli addotti possano essere aiutati terapeuticamente. La controversia nata da questo fenomeno ricorda altre lotte scientifiche che hanno circondato esperienze anomale storicamente.
Evans Went, un antropologo che ha studiato le storie della tradizione Celtica, ha combattuto per definire la sua ricerca in un contesto scientifico. “Questi misteri hanno affascinato gli scienziati che, pur rimanendo legati alla loro tradizione newtoniana, non possono, per spirito di curiosità, ignorarli.”William James, lo psicologo di Harvard, ha ponderato questa discussione. Nel suo saggio, “Cosa la Ricerca Psichica ha Conseguito”, pubblicato nel 1890, ha scritto, “L’ideale di ogni scienza è quello di un chiuso e completo sistema di verità..Fenomeni inclassificabili in un sistema sono quindi paradossali assurdità e devono rimanere falsi.”
La nostra difficoltà occidentale nell’integrare i frutti dei nostri sogni e delle visioni, le nostre esperienze in stati alterati, in una realtà comune e condivisa, influenza decisamente e limita il modo in cui incorniciamo le nostre richieste di indagine e le nostre supposizioni mentre conduciamo la ricerca.Per aprirci al significato delle esperienze di abduction, dobbiamo divenire tolleranti all’enorme varietà di comunicazioni e visite da parte di queste entità e creature che sono, come sono state descritte, “non di questo mondo”. Solo aprendoci a questo ricco conteso, possiamo iniziare a interpretare il significato delle esperienze di abduction qua e all’estero.
Laurens Van der Post, ha detto, “Le persone ridono sempre alle storie di Bushman e dicono che non hanno senso. Ho realizzato improvvisamente che non hanno senso, perchè abbiamo perso la chiave e il codice. Abbiamo perso il significato delle storie.”Come decifrare le strane storie dei testimoni? Le storie di abduction da tutto il mondo contengono paradossi: alcuni addotti sono torturati con procedure spaventose, alcuni sono curati, educati; altri vivono entrambe le esperienze suddette. L’ abduction ci inganna con le possibilità, alcune terrificanti, altre no. Come dobbiamo decifrare l’informazione e le storie che sentiamo? Come si puo’ vivere cosi vicini al “mondo oltre il velo”? Un’occhiata aliena ci invita a tradire le supposizioni terrestri, una sospensione di un credo che è parte del piacere del campo antropologico. Solo trovando e occupando ciò che gli antropologi chiamano spazio “limbico”, possiamo liberare il nostro sè per recepire il nuovo, investigando una nuova visione della vita e della realtà.

Il Dr. John Mack e Dominique Callimanopulos hanno effettuato ricerche sulle esperienze di abduction in Africa e in altre culture, lavoro poi pubblicato sul libro del Dr. Mack “Passport to the Cosmos” (1999). Dominique ha studiato antropologia alla Università di Wesleyan e ha lavorato come ricercatrice, scrittrice, traduttrice ed editrice nell’area dei diritti umani, studi culturali e in psicologia.

sabato 20 dicembre 2014

VIKTOR SCHAUBERGER E LA VIA DELL’ENERGIA NATURALE

L’IMPLOSIONE – Ottobre 1985

by Riley Hansard Crabb
& Thomas Maxwell Thompson


IL SIGNIFICATO DI DIPOLARITA’

E’ già stato chiaramente e definitivamente provata che la tecnologia nei suoi tentativi pratici e sperimentali di produrre energia deriva solo da forze di pressione (acqua, vapore, aria e gas sotto pressione) o che facciano uso diretto o indiretto del calore da combustione per produrre espansione ed esplosione, ancora forze di pressione, che poi sono convertite in energia utilizzabile.

Così abbiamo stabilito il fatto che finora la tecnologia ha solo parzialmente riconosciuto il signficato della polartità della natura.
Solo dopo aver esplorato il suddetto profondo fattore psicologico possiamo iniziare a capire perchè è sembrato preferibile utilizzare il componente della pressione.
Questo atteggiamento a senso unico riguardo alla prduzione di energia è respondabile del fatto che il bilancio essenziale della struttura bipolare degli elementi naturali basilari sono stati severamente sconvolti e tutta la vita sulla terra messa in grave rischio di estinzione .



Così abbiamo stabilito il fatto che finora la tecnologia ha solo parzialmente riconosciuto il significato della polartità della Natura.
Solo dopo aver esplorato i suddetti profondi fattori psicologici iniziamo a capire perchè è sembrato preferibile utilizzare il componente della pressione. Questo atteggiamento a senso unico riguardo alla produzione di energia è responsabile del fatto che il bilancio essenziale della struttura bipolare degli elementi naturali di base sono stati severamente sconvolti e tutta la vita sulla terra messa in grave rischio di estinzione.

Tutta la vita ha il suo segreto nella dipolarità. Senza i poli opposti non c’è attrazione e non c’è repulsione. Senza attrazione e repulsione non ci possono essere movimenti, e senza questi non c’è vita. La luce chiama il buio, perché senza buio non ci sarebbe significato. L’alternativa del caldo e freddo, della luce e della notte ha anch’essa grande importanza per il nostro pianeta. Mentre una parte della terra si rinfresca, l’altra parte si riscalda. Queste differenze di temperature producono un flusso costante che risulta in una rotazione a spirale esattamente come succede con i fronti di aria calda e fredda , i cui incontri risultano in cicloni e uragani. Ci sono anche differenze nel peso della terra, perché nella sua parte calda l’aumento del peso è assoluto e nella parte fredda è specifico. Questo assieme alle forze magnetiche, producono un diminuzione del movimento rotativo. Le differenze di temperature esercitano una pressione costante che mette le masse in movimento alla ricerca di compensazione.

La controparte del caldo è il freddo; del negativo il positivo; del maschile il femminile etcc

TUTTI I POLI OPPOSTI SONO NECESSARI ALLA NATURA

Gli opposti rappresentano una parte integrale del corso della natura, il quale in realtà, non descrive un cerchio completo ma una spirale. Questa osservazione sebbene di grande importanza, non è riuscita ad attirare tutta l’attenzione che meritava. Tutto quello che vive ( a questo livello di coscienza o essere) si muove tra due opposti, tra due poli, quindi dipolarità, in modo spiraliforme, verso l’alto verso l’illuminazione e la purificazione, o verso il basso verso il deterioramento e degenerazione verso la rovina. Questo dipende dal fatto che la forza che lo guida sia centripeta (cioè, concentrica verso il centro) o centirfuga ( che è eccentrica, verso l’esterno). La forza eccentrico o centrifuga porta alla distruzione, la concentrica o centripeta porta alla crescita e all’arricchimento. Questo è valido sia per l’aspetto materiale che spirituale.

BILANCIARE IL NEGATIVO CON IL POSITIVO.

Nella tavola smeraldina, gli scritti Ariani più antichi, troviamo le seguenti parole significative intagliate nello smeraldo: “combina il celestiale con il terreno in accordo con le leggi della natura, e la salute e felicità saranno tue per tutta la tua vita”. Solo gli elementi migliori dovranno essere uniti e mescolati se si desidera ottenere ogni volta un prodotto migliore e più elevato. Combinare significa unire e stimolare due opposti, Il positivo e il negativo. Il negativo attrae il positivo e il secondo è attirato dal negativo. La luce del sole, che è positiva, fertilizza i semi del grano negativi nel ventre della terra. Uno scambio costante di emissioni tra l’atmosfera positiva e la geosfera negativa portano i semi alla vita. In questo caso si può dire correttamente: “Lei lo tira in parte giù. Lui in parte si lascia sprofondare” (Goethe La ballata del pescatore).

L’unione tra i figli della terra e i discendenti del sole hanno dato luogo alla vita nel reame fisico che è diretto dalle forze eteriche. Queste ultime, d’altro canto hanno la loro controparte più alta. I figli negativi della terra catturano i discendenti positivi del sole e questo produce un movimento automatico costante.

Nella primavera quando la temperatura e le condizioni della luce sono relativamente favorevole i raggi positivi del sole (luce) induce la germinazione nei grani o semi negativi. Pertanto combinare significa stimolare e produrre vari gradienti di potenziale. Questo a sua volta produce movimenti che sono le vere basi della vita, così che tutto è in un flusso costante (Panta Rhei).

Anche se il mondo è animato da una forza universale singola, questa forza può essere diviso in due elementi contrastanti, la componente della pressione e la componente della aspirazione. In questo caso la dipolarità della natura si esprime in forma di due differenti tipi di movimenti. Ciascuno di questi tipi si manifesta attraverso fenomeni specifici e rappresenta uno dei due componenti della forza che anima ed attiva l’intero universo. Il segreto della vita buona e normale consiste nel raggiungere un giusto biliancio o miscela di questi due componenti . (vedi “tavola smeraldina”. Questa è pura Cabala. Tutte le scienze occulte, Sia dell’occidente che dell’oriente, si basano su questo principio, Chokmah e Bina, Osiride e Iside. Orfeo e Euridice. La croce uncinata a vortice, la svastica è il simbolo. Quella che gira in senso anti orario, centrifuga è negativa. Quella che gira in senso orario, centripeto è positiva.)



USARE LA FORZA CENTRIPETA PER SUPERARE LA GRAVITA’.

Il componente della pressione porta alla moto centrifugo, aumenta la frizione il calore e la gravità; mentre il componente aspirazione porta al moto centripeto, rinfrescante, mancanza di frizione e levitazione, il che porta la possibilità di superare la gravità. Mentre le frizione può produrre anche caldo bianco, fuoco.

Il moto centripeto produce un abbassamento della temperatura, che può raggiungere quello che è noto come lo Stato di Anomalia che nel caso dell’acqua è di 4° centigradi.

Comunque questo è possibile solo se si usa la spirale di aspirazione di Schauberg, un dispositivo ce nel suo insieme, è ancora sconosciuto.

Ogni entità vivente ha il suo specifico e caratteristico punto di anomalia. Questo deve essere inteso come temperatura o assenza di febbre, che è l’ottima temperature di calore richiesta dalla sua specie per svilupparsi e proliferare.

Fino ad ora la tecnologia ha riconosciuto solo un tipo di movimento, il tipo che aumenta la temperatura attraverso frizione e pressione. Anche le antiche tribu sapevano che il fuoco poteva essere prodotto frizionando assieme lana o pietre; ma c’è stato bisogno di Viktor Schauberger per scoprire un nuovo tipo di movimento che non produceva calore, bensì un calo di temperatura, raggiungendo a volte il punto di Anomalia. Questo può essere realizzato avvolgendo strettamente o facendo andare a spirale sia aria che acqua attraverso canali spiraliformi disegnate appositamente.

In questo processo il mezzo, aria o acqua, è diretto quasi senza frizione verso un punto centrale, dove viene concentrato in un modo speciale e alo stesso tempo viene raffreddato. Si crea un vuoto biologico (una pressione negativa) , che da una parte aumento l’azione di risucchio nell’aria o nell’acqua. Fino ad ora questa possibilità è stata trascurata in questa tecnologia, e allo stesso tempo offre una prospettiva completamente nuova r rispetto alla produzione di energia. La frizione crea in una macchina delle condizioni che assomigliano alla febbre. Condizioni che non possono essere normali, visto che questi gravano eccessivamente sui materiali e li bruciano .

Le persone e gli animali non sviluppano febbre a causa del lavoro. Possono scaldarsi ma la loro temperatura sanguigna rimane relativamente costante. Le condizioni normali nelle macchine può essere raggiunto da o attraverso implosione e impianto con il migliore risultato possibile relativamente alla conservazione dei materiali. Sembrerebbe . Sembrerebbe ovvio che il compito dell’uomo non sia quello di sprecare e sperperare il più rapidamente possibile le risorse della terra, ma di preservare e conservarle.

Le progettazioni delle macchine pertanto, dovrebbero evitare tutti gli sprechi di materiale e allo stesso tempo assicurare durata nel tempo. La nostra tecnologia ed economia moderna poco attenta purtroppo si sono mosse nella direzione opposta.

CI SONO DUE MODI DI OPERARE

I due tipi di movimento che sono usati dalla natura provocano i seguenti fenomeni.

a) Centrifuga – resistenza alla frizione, aumento della pressione e temperatura, deterioramento biologico.

b) Centripeta – assenza di frizione, aspirazione calo di temperatura miglioramento biologico



“Forza centrifuga” che è una dispersione di forze, che viene rallentato per cause naturali, per la resistenza che incontra. Cresce al quadrato della sua velocità, seguendo la ben nota formula W=MV2. SE non fosse per questo fatto, la materia rischierebbe di essere distrutta, o sarebbe a rischio di frantumarsi in atomi. Per la forza centrifuga vale il contrario. La sua forza effettiva subisce una decelerazione perché non vi è praticamente nessun attrito, e invece cresce come il quadrato della sua velocità. La forza centripeta contrae, conserva, condensa e pertanto è benefica alla vita. Attrae e assorbe senza produrre pressione. È pertanto ovvio che come risultato della legge naturale il potere effettivo del movimento centrifugo non è mai grande come quello del movimento centripeto, il primo è distruttivo il secondo costruttivo. Se la forza distruttiva fosse più potente di quella costruttiva, l’universo non esisterebbe. (il Cristo è Centripeto. L’anticristo è Centrifugo). Sfortunatamente tutta la nostra tecnologia ha commesso l’errore di scegliere la forza distruttiva come mezzo per raggiungere i propri fini, e questa tragica scelta della modalità di propulsione è le sue motivazioni hanno completamente distrutto il rapporto di bilancio della natura, e ci ha portato in un vicolo cieco. Invece di applicare preferibilmente , come fa la natura, la forza centripeta che permette di produrre energia quasi a costo zero, si è fatto l’opposto. Questo è risultato in un consumo eccessivo di materia prima, in un esplosione e sfruttamento delle risorse naturali, fino ad ora si è raggiunta la vera distruzione degli atomi .

La forza centrifuga aumenta la pressione e il calore. La forza centripeta ha un effetto rinfrescante e genera forze reattive condensanti. Non raffredda mai oltre il punto di anomalia. Noi sappiamo che mentre un minimo di rinfrescamento e un freddo controllato conserva, rinfresca e mantiene, l’aumento di temperatura porta al calore, putrefazione e combustione .

IL PRINCIPIO CABALISTICO DELL’EQUILIBRIO



Affinchè la vita possa sussistere, ci deve essere sia calore che freddo. Una eccessiva esposizione al calore e alla luce produce cancro nei tessuti organici(ma in quelli vivi), mentre in tessuti organici morti produce rapida putrefazione e decadimento. Il freddo d’altra parte mantiene, consolida e arresta la disintegrazione. Per questa ragione il cibo può essere conservato solo applicando il caldo. Con la temperatura di +4°C. Così il freddo è importante per la vita come il calore. L’uomo deve trovare il giusto mezzo tra i due per poter realizzare le migliori condizioni per lo suo sviluppo e propagazione. Tutti i movimenti meccanici sono il risultato di attrazione e repulsione. Comunque il fattore dominante che regola il movimento non è il componente della pressione, come viene ipotizzato dalla nostra intera tecnologia del fuoco del la pressione del vapore, idraulica, energia elettrica, pressione del gas, fissione atomica etc, ma la componente dell’aspirazione è stata completamente trascurata dalla nostra tecnologia e non considerata nella meccanica. Il finale tragico della nostra cultura e civiltà è pertanto inevitabile, a meno che il nuovo tipo di energia che può essere prodotto attraverso l’aspirazione possa essere utilizzata in forma di implosione e concentrazione per scopi industriali.

E’ la seconda e più alta fase. La forza centripeta genera forze magnetiche, vale a dire che ciò che è conosciuto come diamagnetismo, un tipo speciale di energia vitale senza la quale nessuna creatura può sopravvivere .

Come vediamo , c’è un tipo di movimento che determina un aumento di temperature, un altro il quale determina una diminuzione di temperatura. Ora questi sistemi di movimento dovrebbero essere organizzati e aggiustati in modo di avere le forze costruttive che rappresentino sempre oltre il 50% del totale. Quando si eccede questo rapporto, che naturalmente non si dovrebbe mai permettere che succeda, la sintesi diventa troppo rapida e c’è la massimo di attivazione di quello che viene chiamato forma eterica dei carboni, un massimo che eguaglia approssimativamente al 94 % più dal 4 al 6% di ossigeno condensato. Viceversa distruggendo questi prodotti di sintesi si ottiene un prodotto che contiene solo da 4 a5 % di sostanze di alta qualità e un eccesso di sprechi di energia solare accumulata, cioè la completamente perossidazione (vedi anche effetti della radioattività). Una perossidazione di concentrazione di energia porta a una iperacidità del sangue e della linfa a causa di una carenza di sostanze di alto grado, e a un danno cellulare, a distruzione cellulare e cancro.

Pertanto per curare il suo benessere, l’uomo dovrebbe stare attento a non ricorrere alla sola tecnologia del fuoco; cioè in quel tipo di movimento che produce frizione e forza centrifuga. Per creare normali condizioni di salute e avere il meglio dalla vita o per migliorare la propria vita ,dovrebbe piuttosto applicare il tipo di movimento planetario che non è centrifugo, eccentrico ma principalmente centripeto e concentrico .

In natura non c’è sicuramente una cosa come un movimento omogeneo. Il movimento predominate di tipo centripeto che produce levitazione dimagnetica si basa esclusivamente sulla spirale. Solo questo movimento permette ai pianeti di orbitare liberamente attorno al sole seguendo i loro percorsi prestabiliti.

Questo non poteva essere solo il risultato della gravitazione, ma anche dei loro poteri di levitazione. Solo il giusto equilibrio tra gravitazione e levitazione, tra l’attrazione e le forze di pressione rendono possibile per i pianeti individuali e i vari sistemi solari di muoversi lungo i loro corsi come parti di nebulose a spirali.

IL SIGNIFICATO DELLA SPIRALE



Senza la spirale non ci potrebbe essere levitazione. Questo rappresenta l’opposto della gravitazione, un’osservazione che deve ancora essere fatta dalla scienza ortodossa. Tutto quello che sappiamo sulla levitazione, cioè dell’arte di superare la gravità, ci è giunto solo attraverso gli insegnamenti segreti (ad esempio i dervisci volanti dell’estremo oriente), la spirale geometrica è la base di tutti i movimenti planetari. Essa rappresenta il movimento che viene impiegato dalla natura come mezzo di ascesa e purificazione. Nel 1919 Viktor Schauberger ha trovato che la spirale può essere adattata alle tecniche in uso sotto forma di una turbina aspirante. Oggi viene usato solo il suo opposto, la turbina a pressione, metre la turbina ad aspirazione è ancora sconosciuta.

Il movimento centripeto, in contrasto con il movimento centrifugo, non è circolare ma a spirale. Tutto quello che si muove in cerchio rimane in un posto sia a livello spaziale che biologico e si arresta nel suo sviluppo. Quello che si arresta nel suo sviluppo è destinato a regredire. Non c’è niente di fermo in natura, nell’universo c’è solo avanzamento o arretramento.

I tecnologi sono ancora inconsapevoli che la sola via di crescita e di aumento è la spirale. Le conseguenze di questo sembrano apparentemente innocue ma nondimeno sono catastrofiche.

La forza centrifuga produce frizione e la frizione produce fuoco. Essa elimina l’acqua e ruba il suolo e la sua fertilità. Il suolo solo temporaneamente stimolato da fertilizzanti artificiali viene acellerato in un processo veramente canceroso e diventa gradualmente sterile. Una delle conseguenze economiche di questa dimenticanza è il saccheggio delle risorse naturali e del loro totale esaurimento che provoca disordini politici, guerre, e aumenta l’impotenza spirituale e sessuale, aumenta la degenerazione e porta alla fine della cultura e della civilizzazione.

La spirale rappresenta il percorso verso l’alto (infinto 1/10)



La natura richiede un tipo di movimento che è principalmente planetario, a spirale, perché questo tipo non riscalda ne l’acqua, o come può essere il caso, l’aria che serve come mezzo di movimento, ne l’implosione del motore, il cui disegno deve incarnare il sistema delle curve della spirale presentata dal modello originale, ma che invece li raffredda al loro punto naturale di anomalia.

L’anomalia è la linea di confine naturale tra l’atmosfera positiva e la geosfera negativa con i suoi differenti potenziali . questo spiega il fatto che la natura sia costantemente in attività. Le condizioni ottimali per la vita sono trovate entro queste zone di confini che nell’uomo e negli animali è la normale temperatura del sangue. Anche i motori hanno uno certo stato atmosferico di anomalia nel quale loro funzionano al massimo, o come nel caso dei nostri motori attuali, nel quale la loro pressione e prestazioni raggiungono il picco più alto.

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ndr: segnalo un esperimento fatto con l’acqua che forse si collega con quanto riportato in questo articolo, è stata messa la punta di un quarzo ialino a contatto con la superficie dell’acqua contenuta in un recipiente cilindrico, e poi l’acqua stessa è stata messa in freezer, le foto qui di seguito mostrano il risultato, il ghiaccio ha assunto naturalmente una forma a spirale.























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IL SANGUE VITALE DELLA TERRA



Quando l’acqua, il sangue vitale della terra, viene centrifugato o esposto a eccessiva radiazione solare non filtrata, la sua temperatura aumenta. Sviluppa una “febbre” a causa delle forze reattive decentralizzanti che sono generate nel processo. Questo avvantaggia i microorganismi patogeni che sono presenti nell’acqua, visto che la loro crescita viene stimolata dalle temperature alte. Essi iniziano a proliferare rapidamente e tolgono alla progenitura fisica l’acqua la sua energia vitale, così non appena essa raggiunge una certa temperatura, questo limite inizia già a +9° centrigradi, perde energia e muore per mancanza di elementi di qualità, diventa sempre più superficiale e sgradevole.

Comunque, se noi ripristiniamo in questa malattia cancerosa congenita, la struttura originale dell’acqua che dipende principalmente dal movimento radioassiale del pianeta, utilizzando speciali vascelli o dispositivi, la sua temperatura diminuirà e i batteri patogeni moriranno in assenza della temperatura che gli permetteva di generare. Questo comunque non significa che raffreddando con il ghiaccio o con altri sistemi artificiali si possa ristabilire le proprietà originali dell’acqua che è stata riscaldata. Questo effetto si può solo ottenere usando curve spirali geometriche in grado di ristabilire il diamagnetismo dell’acqua e la rigenerazione delle sue forze eteriche.

L’acqua deteriorata quando la sua temperatura eccede un certo limite, che sia questo dovuto al sovra riscaldamento e alla sovraesposizione alla luce o all’azione di turbine compressori, ruote d’acqua, pompe a pressioni etc.. dove al momento certi pesci pregiati come trote e salmoni etc non possono piu’ respirare. Durante la stagione della deposizione delle uova queste specie come sappiamo devono migrare a monte verso l’inizio del fiume dove la temperatura dell’acqua è di 4° poiché i loro piccoli mancano della necessaria adattabilità e possono svilupparsi solo a queste temperature.



Questa è anche la ragione per cui la spirale dovrebbe essere usata per motivi tecnici, rilasciando e rendendo disponibili insospettate forniture di energia. Questo comunque può essere raggiunto non tramite l’esplosione, la spirale non può essere usata nei motori a combustione interna, ma attraverso la concentrazione e l’implosione; non attraverso la distruzione ma attraverso il consolidamento, la sintesi e la purificazione.

Oggi, si proferisce in generale un tipo di movimento che è centrifugo, verso l’eccentrico, che risulta in perdite energetiche e che sono responsabili per lo sfruttamento sprecone criminale delle materie prime naturali. Questo è un tipo di movimento che rappresenta in natura un fattore cancerogeno.

Sfortunatamente, la scienza non si è accorta fino ad ora che il movimento centripeto permette di ottenere l’effetto completamente opposto da ciò che è prodotto dal movimento centrifugo. La natura conosce come proteggere se stessa da tutti i pericolo.

Ma si trova impotente solo quando si trova di fronte a strumenti di distruzione come le bombe atomiche . Anche il moto centifugo è distruttivo a causa del calore e della radiazioni decentralizzate riflesse che produce. E’’vero il contrario per la forza centripeta o per il movimento spirale.

ELIMINAZIONE DEI COMBUSTIBILI COSTOSI E DELLA FISSIONE NUCLEARE.

Questo fatto dimostra non solo che le forniture veramente incredibile di energia possono essere mobilitate, ma anche che questo può essere fatto quasi senza costo, dato che i metodi richiesti non richiedono ne costosi combustibili ne fissione nucleare e solo una piccola quantità di acqua o aria che è affina nel processo. La forza di attrazione della aspirazione della spirale può produrre qualsiasi quantità necessaria di energia. Bisogna ricordare che durante uragani o cicloni le stesse forze di aspirazioni operano per sollevare facilmente tonnellati di acqua di mare, intere costruzioni o treni della ferrovia che ricadono nei loro percorsi, ci si può immaginare cosa si può raggiungere se si potesse produrli con mezzi meccanici. Un grande inventore e visionario è stato in grado di trovare la risposta a questo splendido enigma facendo una profonda esame e una ricerca sulla natura. Tuttavia in questo caso la difficoltà non era di scoprire le forze misteriose e senza attrito dell’aspirazione, ma come disegnare i tubi in modo appropriato, dato che i tubi rotondi ordinari non potevano essere usati. Bisognava trovare il disegno dei tubi che avessero reso possibile il controllo di queste forze. Viktor Schauberg fu abbastanza fortunato da riuscire a strappare questo segreto alla natura, ma a quel tempo esso non poteva essere discusso a causa dello stato dei brevetti pendenti. Una osservazione molto attenta può aiutare a risolvere anche il problema più difficile.

Questi ancora ostacolati dalla fisica e da concetti tecnici obsoleti, trovano difficile capire queste leggi naturali, perché sono ancora fermamente convinti che un motore deve essere alimentato da una parte con 100% di energia in forma di carbone olia acqua o simili al fine di consegnare dall’altra parte un’effettiva energia del 10 o 30%. Con l’implosione questo rapporto è invertito! Il gradiente della temperatura può essere utilizzato quasi al 10% dato che c’è virtualmente zero perdita di frizione. In caso di implosione, un impulso inizia l’aspirazione della spirale, dopo di chè l’intera turbina inizia a respirare come un organismo vivente, o quando si usa acqua ad agire come un sistema arterioso circolatorio. Produce allo stesso tempo un vuoto biologico e continua a funzionare fino a che la fornitura di energia immagazzinata nel materiale che è nel mezzo in movimento, è stata usata.



ENERGIA SENZA FRIZIONE E SENZA CALORE

Questo fenomeno sorprendente è finora sconosciuto e può essere spiegato da un movimento senza attrito della struttura del mezzo. Questo è esattamente come la natura risolve il problema di mancanza di frizione e mancanza di colore con l’aumento della velocità. La risposta a questo problema è un requisito basilare nella produzione di energia. Il costo è trascurabile, ma può produrre i risultati desiderati solo quando il flusso del mezzo accelerato artificialmente entra in un vortice che avanzano la cui forza di aspirazione aumenta mentre il flusso del mezzo gradatamente subisce condensazioni specifiche e meccaniche mentre viene strettamente avviluppato. Nelle sue assi si forma un punto di aspirazione molecolare. Questo punto disegna il rapido flusso del mezzo dalle pareti verso il centro, rigirandosi in una spirale che può essere immaginato come una vite all’interno di una vite. Questo evita la frizione e riduce la temperatura. Mente al momento funziona esattamente al contrario come risultato di forza centriguga, la frizione e la resistenza sono aumentati, la pressione è aumentata e porta a perdite di energia e aumento di calore, tutto questo si esprime nella forma di forze reattive eccentriche che inibiscono la sintesi degli elementi di alta quantità. Come possiamo vedere si genera una inevitabile inibente forza atomica. Questa forza che cresce al quadrato della velocità rappresenta il freno di emergenza della natura. Questo si dovrebbe aver compreso molto tempo fa, se si avesse osservato attentamente la natura. Un movimento continuo prodotto dalla rotazione non è la stessa cosa come una rotazione prodotta per mezzo della pressione. Non è la stessa cosa se la contrazione di materiali basici contenuti in un mezzo in movimento sono attratti o compressi . Attraverso spinte e aspirazioni intenzionali o non intenzionale si può generare acqua spontaneamente, mentre attraverso la pressione di può produrre solo fuoco. Questo è il motivo perché nel processo di sintesi la natura impiega solo movimenti a spirali, in quanto solo il secondo porta ad crescita e sano sviluppo.

IMPANSIONE (CONCENTRAZIONE) E IMPLOSIONE SONO SCONOSCIUTI

L’impansione e l’implosione sono due termini praticamente sconosciuti. Secondo Viktor Schauberger, essi sono l’opposto di espansione e esplosione. Mentre una dilatazione graduale o improvvisa porta all’espansione ed esplosione una graduale o improvvisa concentrazione di corpi liquidi o gassosi, aria produce una pressione negativa e attraverso quest’ultima porta alla successiva impansione e implosione.

E’ un dato di fatto che la produzione di energia richiede un gradiente di temperatura, sia un gradiente verso l’alto che risulta dal calore e dalla pressione o un gradiente verso il basso che risulta dal raffreddamento e dalla aspirazione, ossia dalla pressione negativa. Comunque nei processi naturali c’è differenza se la temperatura si alza o si abbassa. Una temperatura che si alza porta a espansione e esplosione. Inoltre più velocemente aumenta la temperatura e più grande sarà la perdita di energia in quanto cresce in proporzione della velocità a cui avviene l’aumento di energia.

Le più alte forze di resistenza naturale si incontrano nel caso dell’esplosione di una bomba H dove il calore rilasciato raggiunge fino a 100 milioni di gradi centigradi. Dopo l’esplosione la natura riduce questo caldo mostruoso applicando delle forze di aspirazioni. L’aspirazione produce sempre un naturale abbassamento di temperatura e agisce come un freno sulle onde di pressione generate dall’esplosione, le quali altrimenti distruggerebbero la terra. Pertanto un metodo di produzione di energia che si basi su un gradiente di aumento di temperatura è la peggiore spreco di energia e processo distruttiva. Più velocemente si raffredda il mezzo, aria o acqua (ci vuole pochi secondi quando la spirale rotatoria è molto veloce) e più grande è l’effetto energetico, dato che la mancanza di contrazione anziché provocare l’aumento di resistenza va incontro alla diminuzione di resistenza. Non solo l’acqua ma anche l’aria si raffreddano istantaneamente al rispettivo punto di anomalia. E così siamo forzati a concludere che più è forte la pressione e più alta è la perdita di energia, mentre d’altro canto più è forte la spinta di aspirazione maggiore è il rendimento energetico.



L’EFFETTO COLLASSANTE DELL’ASPIRAZIONE

La produzione di gradienti di temperature dell’impansione e implosione mostrano aspetti vari e finora non realizzati.

1) Aspirazione è più potente della pressione. Mentre la pressione suscita resistenza, l’aspirazione risulta in un colassamento generale che non porta nessuna resistenza. L’andamento verso l’interno è altrettanto efficace come l’estroverso e rappresenta il solo mezzo possibile per l’ascensione fisica e spirituale.

2) Aspirazione anche quando la sua gradualità non è controllato è più efficace della pressione esplosiva. Pertanto quando viene prodotta meccanicamente, deve essere aggiustata attentamente e regolata secondo regole definite. Si deve permettere ovviamente che la sua intensità si verifiche entro un periodo di tempo predeterminato e deve essere controllata completamente .

3) L’aspirazione può raffreddare al punto di anomalia, quando controllata adeguatamente conserva e mantiene i materiali. Permette alla produzione di energia efficace di raggiungere i livelli naturali ottimali e il suo massimo sviluppo nel lasso di tempo cosmico assegnato.

Comunque il calo di temperatura prodotto meccanicamente può raggiungere l’anomalia (la zona geosferica ed atmosferica della neutralità)solo se è impiegata la spirale di aspirazione . La spirale concentra e contrae. Questa contrazione raffredda e il processo di raffreddamento crea un vuoto. Il vuoto ha anch’esso un effetto risucchiante e come la spirale gira sempre più veloce e veloce, l’intero processo genera una forza diamagnetica che è solo una manifestazione della forza vitale eterica senza la quale non ci può essere vita sulla terra.



LA POTENZA DEL VORTICE E’ PARI ALLA POTENZA NUCLEARE.

Solo la contrazione a spirale del mezzo può produrre un vuoto diamagnetico che lascia nella sua scia un’aspirazione senza resistenza. Più alta è la velocità del flusso e più forte sarà la spinta di aspirazione che, come lo scorrimento de mezzo colpisce alcune bocchette producendo un implosione.

Queste forze che possono essere prodotte dalla rotazioni in un sistema di curve spiraliforme geometriche, sono potenti come la forza nucleare. Il ruolo significativo del movimento a spirale nei processi naturali è dimostrato da trombe d’aria, cicloni, tifoni, bombe d’acqua e infine da vortici che succedono in acqua. Quando masse di aria calda si scontrano sull’oceano con masse di aria fredda in una tangente, il risultato è un calo della temperatura e la liberazione di calore, più la rotazione della terra, produce ciclone e uragani. A causa della rotazione della terra, i venti fluiscono verso un’area di bassa pressione non si muovono in linea retta, ma lungo una spirale. Il forte effetto della rotazione terreste sui cicloni è dimostrato dal fatto che a sud dell’equatore essi ruotano in senso orario mentre a nord vanno in senso antiorario. Le folate di vento sono una prova naturale che un calo di temperatura è in grado di rilasciare enormi energie.



Nei fiumi, so formano correnti d’acqua quando le masse d’acqua in movimento incontrano e sono deflesse da rocce a forme appuntite o a arrotondate con speciali composizioni, che si trovano sul fondo del letto del fiume. Più sono grandi queste rocce e più grande è il volume di acqua che queste muovono e maggiore è la diminuzione di temperatura che viene prodotta, e maggiore è la corrente d’acqua che si forma. Vicino a Grein in Austria molte barche e gommoni affondarono nelle acque del Danubio a causa di queste correnti d’acqua. Molti navigatori provarono a guidare le loro barche a remi attraverso i vortici ma le loro offerte e le loro preghiere non furono di aiuto e un numero enorme di barche fu perduto perchè essi non ebbero la forza di uscire dai vortici. Finalmente un uomo semplice ebbe l’idea di rompere le rocce che stavano sul fondo del fiume che avevano una forma di goccia, e che erano responsabili dei vortici pericolosi . non appena questo fu fatto le correnti d’acqua scomparvero quasi completamente. E’ stato dimostrato in modo inconfutabile già 20 anni fa da Viktor Schauberger al famoso idrologo Prof Forcheimer che quando un flusso d’acqua viene deflesso tangenzialmente da una pietra di una certa forma e composizione e non più grande della testa di un bambino, la temperatura dell’acqua scende da 0.1 a 0.5° centigradi . Un tale calo di temperatura può ridurre la temperature di un litro cubo di acqua di 0.1°Centigrado e il suo equivalente di 42,7 mkg di energia effettiva. Lo stesso vale per un aumento della temperatura. In estate l’aumento di temperatura di un fiume come il Danubio (che porta 800 metri cubi/secondo per esempio a 20° temperatura adatta per fare il bagno, ha bisogno di circa 60 milioni PS o 45 milioni di Kw. Questa energia è liberamente fornita dal sole. Sappiamo che facendo così l’acqua perde molte delle sue proprietà naturali diventa dapprima imbevibile e poi muore e finalmente imputridisce.





In contrasto, quando viene raffreddata al punto di anomalia 4 ° centigradi impartendole un movimento a spirale, essa riprende le sue proprietà originali, e diventa più simile all’acqua di sorgente.

E’ vero che cicloni ed uragani creano grandi danni a causa del fatto che non sono controllati. Comunque sono fenomeni rari ei loro effetti influiscono mento nel bilanco dei danni dovuti dal fuoco che avviene in forma di fulmini tempeste e fenomeni concomitanti; questo tipo di cose sono conosciuti dappertutto nella terra anche dove non esistono cicloni

I FULMINI AGENTI DI PURIFICAZIONE NATURALE.

Naturalmente c’è anche qualche valore nel fulmine che è un agente di pulizia che purifica l’atmosfera attraverso il fuoco, liberandola da elementi non ancora pronti per uno sviluppo a forme di livello più alto che possono essere eventualmente raggiunte a causa della luce e del caldo eccessivo. L’esplosione di una tempesta fa precipitare queste sostanze e produce una scarica atmosferica . Sfortunatamente non può eliminare la radioattività (da perdite atomiche). Il ritorno delle sostanze caricate positive dall’atmosfera verso la terra porta a causa del movimento planetario della terra, ad un cambio di polarità, così che queste sostanze sono in grado di iniziare ancora una volta la loro ascesa fisica. Nei regni spirituali accade la stessa cosa. Tutto quello che non si è purificato sufficientemente ritorna e ripassa ancora una volta attraverso il processo di purificazione.



In natura questo processo di regressione avviene normalmente senza disturbi attraverso l’espansione. (il simbolo è la Swastika o la croce uncinata che ruota i senso antiorario). Quest’ultima dovrebbe essere intesa come una dilatazione lenta prodotta da luce e calore che da luogo a processi elettrolitici lievi che separano e dissociano le forme elevate dagli elementi più bassi.

IL SIGNIFICATO DI DIAMAGNETISMO

Lo stesso vuoto diamagnetico che può essere creato artificialmente attraverso l’impansione e implosione, può essere trovato nel torace umano, come è stato scoperto accidentalmente nel 1908 dal Pro Saurerbruch che nondimeno, non poteva sapere a quel tempo che questo fenomeno diamagnetico avveniva non solo nel torace umano ma in tutti gli esseri viventi e anche nella terra stessa. (Il simbolo per questo è la crosce uncinta che gira in senso orario)

Il diamagnetismo è generato quando un mezzo come aria acqua o terra (che contendono necessariamente tracce di elementi dipolari) sono forzati a muoversi principalmente in un raggio assiale, che è in modo spirale e centripeto, esattamente come avviene nella terra.

A causa di questo fattore totalmente sconosciuto, che è comunque il metodo di sintesi principale, il nostro pianeta è in grado di superare la gravitazione, quindi di levitare , e fluttuare nello spazio e di muoversi autonomamente, condensando e ridefinendo le sue masse. Al contrario, quando lo stesso mezzo e costretto a muoversi in modo opposto cioè asse-radiale (essendo esso centrifugo) il suo movimento genera una iper pressione atomica , un calore dilatante e che porta a rarefazione che inibisce l’assorbimento e il riassorbimento di elementi superflui, impedendo così i naturali processi di respirazione.

La rotazione della terra genera una forza diamagnetica anche nell’acqua. Per esempio permetto alla trota arcobaleno di rimanere quasi stazionaria e senza movimento nel bel mezzo di un torrente impetuoso, o di fuggire in caso di pericolo alla velocità della luce, o nel corso della stagione riproduttiva, di spostarsi a monte risalendo il fiume attraverso il centro del vorticoso asse magnetico cicloidale delle cascate d’acqua.

Va detto che il diamagnetismo, anche se scoperto da Faraday già nel 1845 non ha ancora trovato applicazione pratica perché rappresenta un tipo di magnetismo che non può essere adattato alla tecnologia del fuoco, in quanto controlla l’incremento eccessivo della temperatura e di conseguenza impedisce l’accensione nei motori.



C’E’ DIFFERENZA TRA DIAMAGNETICO E PARAMAGNETICO

Sulla base di alcune di alcune significative osservazioni personali Faraday classificò i metalli come paramagnetici e diamagnetici. I così detti metalli magnetici o meglio metalli paramagnetici sono attratti dai magneti e mostrano una disposizione assiale, mentre i metalli diamagnetci sono respinti dal magnete e presentano una distribuzione equatoriale. Si è constatato che il gruppo paramagnetico non contiene solo ferro, nichel e cobalto ( le cui proprietà magnetici sono familiari) ma anche il manganese, il cromo, il cerio, il titanio, il palladio, il platino, l’osmio e quasi tutte le leghe ferrose. Il gruppo diamagnetico contiene in primo luogo il bismuto, quindi l’antimonio lo zinco il piombo il rame l’argento e l’oro.

Per esempio se una piccola asta di bismuto viene sospesa con un filo di seta grezza e piazzato tra due poli di un elettromagnete molto potente e fatto oscillare orizzontalmente, viene respinto da entrambi i poli. Pertanto si posizionerà ad angolo retto (in senso equatoriale) ad una line che connette i due poli; mentre un’asta di ferro assume una posizione assiale normale a questa linea (NS).

Sulla base di questo comportamento tutti i corpi possono essere classificati come paramagnetici o diamagnetici. E’ stato scoperto inoltre che vetro solfuro di carbone e altri non conduttori sono altamente diamagnetci. Ciascun corpo diamagnetico inoltre ha un numero negativo diamagnetico, cioè un numero che da la misura della sua risposta magnetica.

Un altro fenomeno interessante è osservato quando i liquidi sono testati magneticamente. I liquidi da testare sono messi in una provetta di vetro dalle pareti leggere (o degli occhiali da vista) e messa vino a un potente elettromagnete i due poli sono impostati molto vicini tra loro.

Nel caso di liquidi magnetici i contenuti della provetta sale oltre i bordi e si riuniscono insieme formando una protuberanza sui lati vicino al polo. Nel caso di liquidi diamagnetici, i campioni in provette si espandono lungo l’asse e si ritirano in direzione equatoriali, formando nel mezzo non una cresta ma un avallamento distribuito equatorialmente ai due poli

COME GENERARE FORZA DIAMAGNETICA

Nelle scoperte di Viktor Schauberger il diamagnetismo è un fattore cruciale, o meglio un fattore che cambia l’intera che cambia l’intera immagine e lo porta in un’altra prospettiva. Schauberger ha trovato che quando l’aria, la terra o l’acqua sono agitate e in movimento e con moto a spirale radio assiale (escludendo la luce, il calore e l’aria), cioè dall’esterno verso l’interno , si forma forza diamagnetica.

L’attuale tecnologia, che non riesce a riconoscere questo tipo d i movimento, è stata in grado di produrre diamagnetismo, o adattarlo a scopi pratici. Fino ad ora sono state applicate solo forze paramagnetiche e centrifughe, causando pertanto perturbazione vitali processo di sintesi.

Come già detto, la contrazione centripeta produce un calo di temperatura che crea un vuoto. Non solo il calo di temperatura ma anche il vuoto risultante può essere misurato con un manometro. Il calo di temperatura in questione procede più o meno rapidamente, a seconda del rapporto di velocità del fluido vorticoso, e può raggiungere l’anomalia. Questo processo produce una specifica condensazione e la diminuzione di volume si manifesta nel primo stadio in forma di un aspirazione. Nella seconda fase questa aspirazione produce in uno spazio ermeticamente chiuso un vuoto biologico che genera nel terzo stadio il sopra menzionato tipo di magnetismo, che a sua volta, produce alla fine del terminale una forte implosiva che è l’ energia primaria atomica originale che anima tutto.

L’attuale modello dell’atomo che ormai ci è così familiare è ben lungi dall’essere la rappresentazione ultima della materia, anche gli atomi più leggeri sono composti da un numero di atomi primari pulsanti. Questi possono essere sua positivi che negativi , sia maschili che femminili, a seconda del modo in cui pulsano come microcosmici cuori che ruotano a destra o a sinistra. Senza il diamagnetismo, questo tipo di forza eterica estremamente sottile, non ci può essere procreazione ne progresso, sia nelle piante che nel regno animale o umano. Non ci può essere nessuna crescita, nessuna proliferazione e nessun perfezionamento della moltiplicazione naturale delle generazioni. Il Diamagnetismo è in effetti una forza vitale, un’energia atomica che è già eterica, la quale costruisce s sostiene la vita fisica in tutti i suoi aspetti. E’ stato affermato del Prof Warburg e Domagk che questo tipo di costruttore delle cellule di sintesi o forza vitale è possibile solo quando alle cellule viene fornito dal sangue sufficiente ossigeno, o Prana come viene più correttamente chiamato dagli Hindu, L’ossigeno essendo solo il vettore più grossolano di questa forza eterica molto più sottile. L’energia eterica è assorbita principalmente dai vari tipi di conifere e dai sempreverdi, che la immagazzinano nella punta dei loro aghi . Questo spiega perché c’è sempre un eccesso e mai una mancanza di ossigeno nelle foreste; questi serbatoi naturali di acqua e filtri di aria, immagazzinano energia vitale e la dispensano all’umanità. Aggiungiamo che la carenza di ossigeno ci porta allo sviluppo di cellule tumorali e i suoi effetti possono essere eliminati solo fornendo ossigeno purificato.



TROPPO OSSIGENO E’ PERICOLOSO

C’è una grande differenza tuttavia se questo ossigeno è inalato liberamente (come aria) o forzato nei polmoni (come ossigeno pure). A causa del vuoto nel petto, l’uomo è costretto a inalare; ma per esempio , un se si da a un bambino troppo ossigeno purificato chimicamente da un cilindro, può portargli come conseguenza la cecità., mentre un adulto sviluppa una polmonite quasi fatale. E’ generalmente noto che anche l’ossigeno atmosferico produce la decomposizione del sangue quando viene introdotto con un ago ipodermico nelle vene, perché una volta entrato a contatto con il sangue diventa aggressivo, lega l’albumina del sangue che ha una carica opposta e è stato indebolito dalla malattia, cambiando il metabolismo in modo tale che invece di dare forze vitali, mette in movimento le energie atomiche distruttive. Queste energie distruttive che hanno un effetto predominante espansivo e distruttivo, attaccano la struttura della cellula, estendendo drammaticamente il loro nucleo, e infine la rompono.

Un processo simile avviene nel reattore atomico quando il carbonio puro (grafite ) è bombardato con raggi catodici non schermati che producono un tasso di radiazione così alto che è quasi impercettibile e pertanto potenzialmente molto pericoloso.

Quindi quando un organismo che è stato attaccato dal cancro viene alimentata con acqua diamagnetica carica, di alta qualità contente fino al 90% di idorcarburi eccitati (e corrispondentemente meno ossigeno usato) la riduzione degli elementi diamagnetici caricati negativi si legano ed emulsionano l’eccesso di ossigeno e lo rendono inattivo raffreddandolo. Come risultato la febbre recede e quello che il Prof Warburg chiama la Forza Vitale, viene ripristinata. S i concentra nelle nuove cellule, forzandole a proliferare costantemente, arresa lo sviluppo di cellule cancerose adiacenti, e infine le distrugge. Il Cancro che è il risultato di fuoco (cioè riscaldamento eccessivo e combustione) può essere curato solo con acqua diamagnetica di alta qualità caricata negativamente, come stabilito già nel 1935. Ma anche se la produzione di tali acque avrebbe beneficiato milioni di persone, l’opposizione sostenuta dalla autorità medica hanno impedito la costruzione di impianti di depurazione della acque, Inoltre i primi modelli di attrezzature sono state distrutte durante la guerra, così è diventato possibile solo recentemente iniziare a raccogliere i dati necessari alla produzione di energia diamagnetica attraverso apparecchiature meccaniche, essendo tutto questo lavoro stato fermato dalla guerra e dai dieci anni di occupazione militare austriaca. Oggi sappiamo almeno che abbiamo a che fare con processi basici impiegati dalla natura stessa, che gioca in loro un importante ruolo da catalizzatore; e naturalmente che solo queste sostanze e materiali che sono portatori diamagnetici possono essere usati . Contrariamente ai concetti che sono stati considerati validi finora in fisica, il magnetismo non è un campo di forze a riposo, ma l’energia è in flusso. Questo fu dimostrato molto tempo fa dallo scienziato viennese Felix Ehrenhaft . Gli ioni possono avere un magnetismo cosi come una carica elettrica. L’intera terra è permeata da correnti spiraliforme centripeta. Il movimento a spirale è in particolare tipico del magnetismo e costituisce la vera base del movimento planetario e di tutti i movimenti dell’universo.



DIAMAGNETISMO E RESPIRO

La respirazione lega elementi appartenenti alla atmosfera con quelli appartenenti alla geosfera. In altre parole miscela ed emulsiona sostanze che sono state purificate dagli apparati di diffusione (filtri) con sostanze che sono state filtrate attraverso il sangue ermeticamente sigillato e il sistema linfatico. Il prodotto emulsionato di questo riduttivo processo di miscelazione è rappresentato nella crosta della terra dalla progenitura fisica (acque telluriche) , mentre in queste forme di vita superiori come piante animali e esseri umani, da linfa o sangue. Dato che ne il sangue ne la linfa possono circolare senza diamagnetismo, e dato che non ci può essere diamagnetismo senza un movimento a spirale, è ovvio perché il sangue e la linfa non si muovono in un cerchio ma i curve cicloidali, che avvolgono nuovamente gli elementi in eccesso e li combinano intimamente nella presenza di opportuni catalizzatori (catalizzatori che Goethe era solito chiamare “campi di energia di collegamento).

abbiamo a che fare in questo caso con i raggi estremamente sottili che sono rilasciati e attivati quando metalli preziosi caricati diversamente in dispersioni infinitamente fini sono sottoposti a concentrazione a causa del movimento centripeto nel sangue o nella linfa e che a loro volta riuniscono ossigeno e i prodotti di eccesso della digestione che hanno raggiunto il sangue o l linfa, che fluiscono attraverso il filtro intestinale.



Questo tuttavia è possibile solo quando le strutture mediane agglomerando sedimenti carichi di dipolarità, che aspettano solo un fattore scatenante naturale, sono messe in moto radio assiale e iniziano a svilupparsi producendo un vuoto dimagnetico. Il vuoto diamagnetico è una forza di aspirazione che assorbe e risucchia l’ossigeno dall’aria dell’ambiente. Questo sossigeno d’altra parte deve passae attraverso certi filtri, la pelle,, a crosta o la corteccia per assorbire solo gli elementi miglior.SE non fosse così la pressione concentrica dell’aria costringerebbe ad entrare anche elementi di minor valore. La respirazione diamagnetica è il contrario della pressione atmosferica, in quanto attira solo l’ossigeno diffuso in eccesso, il prana.

Questa forza diamagnetica stà anche alla base del potere di levitazione che mantiene la terra in uno stato di labile equilibrio e la costringe a ruotare attorno al suo stesso asse (chiamata in genere asse magnetico) Questa forza diamagnetica che agisce assialmente in tutte le direzioni permettendo alla terra di levitare spontaneamente.



IL QUINTO ELEMENTO CHE PERVADE TUTTO: L’ETERE



Il diamagnetismo è un emanazione, o un flusso dell’etere universale ( il quinto degli elmenti di base conosciuti, gli altri quattro sono fuoco, terra, aria e acqua e il loro simbolo è ancora la svastika o croce uncinata. Il quinto elemento è il punto o centro sul quale gli altri quattro fanno perno). Produce aspirazione costantemente le cui spirali di surplus energetico vanno verso l’alto in un flusso costante risultanti in un processo di inalazione ed esalazione senza fine, un processo che può essere riprodotto meccanicamente.

Esempi di croce uncinata dal “manuale “ dei Rosacrosce :



I motori moderni generano onde, e queste onde impartiscono un movimento centrifugo o radio assiale alle masse di materia circostante. La frizione risultante da questi processi genera prima calore e poi fuoco. Questo è il risultato finale di un processo inverso di compensazione elementare, dato che il fuoco è un agente di combustione e pertanto agisce come un battere patogeno che sono agenti naturalmente purificanti il cui compito è quello di gestire i processi degenerativi e distruttivi che proteggono la vita vista nel suo intero Quando essi non sono in grado di espletare a questa funzione, devono essere aiutati dal fuoco e bruciare. Questo è un sistema naturale. Comunque, è catastrofico quando l’uomo fa uso di questo potere distruttivo nel costruire un cultura e una civilizzazione la quale allo stesso tempo propugna la prolificazione di batteri patogeni nelle acque attraverso l’avvelenamento, il surriscaldamento e la conseguente sterilizzazione, sia per tali mezzi meccanici come turbine compressori o con la distruzione delle culture che proteggono le rive e le spiagge.

I vari tipi di macchinario usati al momento, motori centrifughi, eliche, macchinari agricoli etc sono dei reattori pericolosi. Questi rilasciano una forza distruttiva atomica il cui effetto cresce in proporzione alla velocità di rotazione. E’ ovvio che essi distruggono la forza assiale diamagnetica che assorbe e assorbe l’ossigeno. Essi centrifugano l’acqua e la forniscono con un costante flusso di ossigeno caldo cosi che esso asfissia e decompone, tutto questo porta alla morte delle acque telluriche dei fumi e del mare.

ALBERI, ACQUA DI FONTE E DIAMAGNETISMO



Sembra che fino ad ora poche persone si siano poste la domanda di perché molte fonti sono localizzati in alto nelle montagne e soprattutto parecchie in aree con foreste. (quest’ultima affermazione è vera anche per fonti situate a basse altitudini) E’ un fatto riconosciuto che quando una fonte naturale in montagna è privata dei suoi alberi che la ricoprono ed è esposta a sole diretto, si inaridisce e non inizia nuovamente a fluire fino a che l’ombra protettiva sia ristabilita. Quando viene permanentemente privata della sua copertura naturale, essa o appare in un altro posto, dove trova un ombra adeguata o svanisce per sempre.

Alcune fondi di montagna spariscono per non tornare più dopo essere state esposte anche a una luce solo leggermente più forte per un periodo di tempo. E’ un fatto chele nostre forniture di acqua di montagna si stanno prosciugano in quanto le foreste che li proteggono diminuiscono e vengono tagliate. Quando le montagne sono spoglie, i fiumi diventano rigagnoli e si inaridiscono di conseguenza, e quando piove diventano dei fiumi in piena. Se non ci sono alberi che trattengono le acque essi corrono a valle portando distruzione e riempiendo i lori estuari con rocce e pietre

Quindi noi siamo costretti ad arrivare alla conclusione che quando muore la foresta, muore anche l’acqua e tutta la vita finisce perché senza acqua non c’è vita.

L’acqua delle vere fonti di montagna ha una temperatura di 4° proprio prima di venire in superfice. Sotto l’influenza della luce questa temperatura aumenta molto rapidamente perché la carica positiva dell’atmosfera li fa sentire con velocità della luce. Quando gli effetti di questa carica positiva sono rinforzati da quelli della luce diretta, avvengono dei cambiamenti rapiti nella gravità specifica dello scorrimento dell’ acqua di sorgente . In altre parole diventa senza vita e perde sempre più dei suoi poteri di levitazione .

LA LEVITAZIONE DELL’ACQUA

L’acqua, il sangue o la linfa caricata diamagneticamente possono levitare. L’acqua che sia caricata diamagneticamente e arricchita con acido carbonico rinfresca e anima. Quelli che bevono si sentono meglio, più in salute, nonostante la sua maggiore gravità.

Schauberger fu spinto da queste osservazione ad alterare la polarità dell’acqua(o dell’aria) dopo che era stata esposta all’azione dell’atmosfera e di renderla ancora una volta negativa usando un sistema di aspirazioni curve. I risultati che ottenne furono stupefacenti. L’acqua dopo aver recuperato la sua carica negativi (in presenza di opportuni catalizzatori ed escludendo la luce ed altri fattori) aumentava, risaliva su per un tubo in leghe speciali fatto con una forma apposita e accuratamente isolato, anche se c’era la pressione atmosferica, mentre il volume dell’acqua nel serbatoio rimaneva invariato .

ACQUA ANIMATA QUANTITATIVA E QUALITATIVA

Ecco come Viktor Schauberger ha scoperto un metodo artificiale per aumentare l’acqua, cosi come la risposta alla domanda:

Che cos’è che fa si che l’acqua, che è stata caricata diamagneticamente negativamente dalla rotazione della terra, salga sulla cima delle montagne , a condizione che non ci sia luce solare e che vi siano gli alberi che apportano la necessaria ombra protettiva?

Questa scoperta gli ha insegnato come creare una “fonte di montagna” artificiale e gli ha fornito la prova che l’acqua influenzata dalla geosfera, cioè l’acqua animata, subisce un quantitativo e qualitativo miglioramento. In altre parole essa cresce e si sviluppa esattamente come le piante gli animale o le persone quando un anima vi respira in essa.

Così il diamagnetismo e la levitazione spiega il mistero e l’origine delle fonti di montagna. Il movimento a spirare planetario della terra impartisce all’acqua tellurica sotterranea della terra una carica negativa magnetica predominante. Anche la terra stessa (geosfera) è caricata diamagneticamente negativamente, mentre l’atmosfera è caricata positivamente. Dato che anche i poli opposti sono attratti uno dall’altro e come i poli (dello stesso segno?) sono respinti tra di loro, l’acqua caricata negativamente è respinta dalla terra. Così l’acqua pura levita e sale fino in cima alla montagna, mentre l’acqua predominantemente positiva viene respinta dall’atmosfera positiva e viene giù verso la terra in forma di pioggia per rifare il suo processo ancora una volta. Quando succede che anche la terra sia carica positivamente a causa da un’eccessiva esposizione solare, non riesce più a trattenere la pioggia, così come avviene nel deserto.

Pertanto un eccesso di luce o fuoco è il nemico dell’acqua e viceversa. E’ responsabilità della coscienza dell’uomo di proteggere il manto della vegetazione che copre la terra così da preservare la vita. In queste circostanze, comunque non è possibile, oggi le foreste vengono tagliate in tutto il mondo. Steppe, sabbia e terre spoglie stanno avanzando; anche senza bombardamenti atomici interi continenti stanno andando verso la distruzione a causa dello sfruttamento delle loro risorse naturali.

Esse dovranno affondare per rinascere e riemergere dalle acque tra milioni di anni. L’eliminazione della vegetazione che ammanta la terra e che protegge e da la vita , è ulteriormente accelerato dalla perossidazione radioattiva dell’atmosfera. L’acqua perde la sua capacità di salire sulle montagne quando il terreno è privo di boschi che forniscono la necessaria ombra dalla luce solare diretta. Senza questa schermatura naturale degli alberi, le acque sotterranee che si trovano nei livelli più profondi nei deserti e vicino alla superficie nelle foreste , sono forzate a recedere. Così la morte delle foreste significa la morte dell’acqua e di tutta la vita . Questo è qualche cosa che non può essere sottovalutato in quanto molti sono ancora all’oscuro del fatto.

LA RIGENERAZIONE DI ACQUA AMMALATA

Le scoperte di Schaulberger provano tra le altre che l’acqua può essere moltiplicata e migliorata applicando il moto planetario e imitando semplicemente i metodi della natura e viceversa che quando l’acqua e rovinata dalla centrifugazione e da dispositivi come le turbine del compressore, ruote idrauliche etc… diventa devitalizzata, perde il suo potere di levitazione, cessa di respirare, asfissiata e, con la continua esposizione alla luce del sole, recede e tutto di un colpo svanisce. Naturalmente nel seno della madre terra l’acqua malata viene raccolta nuovamente e la sua polarità viene invertita, dopo di che è rigenerato e pronta a riapparire come fresca e spumeggiante acqua di fonte montana in un nuovo posto, dove trova ancora l’ombra protettiva degli alberi che gli è necessaria.

Nonostante ciò le nostre forniture di acqua fresca sono in costante contrazione. In vari settori industriali gli esperti di acqua sono preoccupati e sono alla disperata ricerca per una soluzione del problema dell’acqua

Questa ricerca è destinata ad essere senza frutti a meno che non si ritorni alle scoperte di Schauberger e si rimpiazzi l’attuale tecnologia basata sul fuoco con una biotecnologia che protegga e faccia beneficiare la vita.

I problemi legati alla mancanza di acqua e i problemi energetici possono essere risolti simultaneamente se si produce magnetismo in mezzi meccanici, e si abbandonano tutti i tentativi di produrre energia atomica.

Le persone possono imparare solo dai tentativi e dagli errori. Forse l’errore che abbiamo fatto nell’applicare indiscriminatamente i metodi legati al fuoco erano necessari per permetterci di realizzare quanto è pericoloso invertire ed alterare il movimento base naturale (quello indicato dalla Natura come la nostra unico mezzo di sviluppo) e quanto sia sbagliato utilizzare la combustione e altri processi distruttivi per costruire una civiltà. Questo spiega la decadenza della nostra cultura. Quando le persone usano solo forze eccentriche e centrifughe per usi tecnici essi si deteriorano sia moralmente che spiritualmente.

L’uso di energia nucleare prodotta dall’esplosione e dalla fissione di atomi è un errore fatale e un crimine contro l’umanità e contro la terra stessa. Quindi è naturale che la branca della scienza che ha evocato questi orrori si sia trovata in un vicolo cieco dal quale non ci sarà via di scampo se non attraverso la scoperta del diamagnetismo , questa forza universale senza la quale non ci può essere ne respirazione ne vita.

Fortunatamente può essere prodotta meccanicamente e usata per dare alla terra all’aria e all’acqua la possibilità di respirare nuovamente.

La prova più convincente e ovvia che la vita sta gradualmente morendo può essere trovata nei torrenti e nei fiumi delle nostre aree industriali dove l’acqua è così inquinata da rifiuti industriali e dalle acque reflue e fognature che sembra al drenaggio da un letamaio.

Di conseguenza la nostra acqua sotterranea e le nostre fonti di acqua potabile stanno gradualmente diventando inadatti al consumo umano. Essi stanno uccidendo le persone, proprio come hanno ucciso i pesci che solo fino a pochi anni fa erano soliti nuotarci dentro. L’utilizzo del cloro nell acqua è dannoso per l’organismo umano. Oggi il Reno e il Weser sono i fiumi europei più inquinati. Attualmente non sono più fiumi ma rigagnoli di fogna come affermato dal ministro tedesco Dr, Seebolm.

L’ACQUA E’ IL SANGUE DELLA TERRA



Il sangue sano è portatore di vita nell’organismo umano. L’acqua pura giocalo stesso ruolo nell’economia della terra. Così la preservazione della vita richiede che l’acqua sia mantenuta pura. Così il mantenimento della vita richieda che l’acqua sia mantenuta pura. Ma l’acqua può essere pura e sana solo quando viene caricata dal flusso magnetico che non solo stimola la proliferazione dei batteri non patogeni e inoltre li anima e li rigenera.

L’opinione pubblica è ancora ignara della gravità del problema dell’acqua anche se i disastri derivano da questo (Anche senza bombe atomiche) in particolare nelle nostre aree più sviluppate. La falda sta sprofondando, l’acqua sta svanendo perché il suo più grande nemico, ma anche il suo più grande consumatore, la nostra tecnologia basata sul fuoco, la sta avvelenando e la brucia. La nostra gestione dell’acqua non consapevole della vera ragione attribuisce la sua sparizione all’eccessivo consumo delle fonti naturali di acqua. In effetti il consumo di acqua nell’industria e nelle case è ora più alto che nel passato.

Ma che cosa causa la perdita dell’acqua sotterranea? In primo luogo la deforestazione e l’esposizione alla luce forte di regioni che dovrebbero essere riserve naturali se non fossero state rovinate dalla distruzione del diamagnetismo geosferico. In secondo luogo i metodi sbagliati e dannosi in cui i fiumi sono stati reglati. Abbiamo imparato che è un grande errore regolare i letti del fiume e racchiudere le loro rive in rigidi muri di pietra. Viktor Schauberger ha lottato per anni sia questi metodi che la distruzione delle foreste con la stessa passione. Ora che molte delle sue predizioni si sono avverate e quando è per la maggior parte troppo tardi per cancellare i danni fatti, questi errori sono stati riconosciuti; ma niente è stato fatto per rimediare alle conseguenze. In verità la sola misura effettiva sarebbe quella di applicare le scoperte di Schauberger.

LA CURVA SINUSOIDALE PER CARICARE L’ACQUA

C’è una buona ragione perché i fiumi si avvolgono e ruotano attraverso le valli e le pianure. Essi cercano di conservare la forma primaria della curva sinusoidale prodotte dal lieve dal movimento declinante planetario della terra.





La funzione i questa curva è di creare e mantenere nei fiumi un asse diamagetico che mantiene vive e pure le loro acque e li dota della loro capacità di trasportare e di traino. Quando viene eliminato il naturale serpeggiare è eliminato con la regolazione e inoltre quando la vegetazione che protegge le rive (salici gli ontani etc) vengono distrutti, i danni risultanti saranno triplicati. In primo luogo l’asse magnetico viene distrutto e le proprietà del fiume di trasportare, trainare e pulire sono compromesse. In secondo luogo quando la protezione della vegetazione non c’è più e l’eccessiva esposizione alla luce del giorno diventa aggressiva, l’ossigeno contenuto nell’acqua è surriscaldato, e scappa, l’acqua evapora , si asciuga e si decompone. Terzo, il letto del fiume che è stato gestito porta via l’acqua più rapidamente invece che tenerla nel suolo. Il letto del fiume affonda sempre di più facendo si che l’acqua sotterranea fugga e la falda acquifera vada più a fondo. E fa sanguinare la terra fino alla morte.

L’OVVIA DIMINUZIONE DELLA FERTILITA’

Il letto del Reno è già diminuito di un metro (e anche più in certi posti) a c causa di come è stato regolato e gestito, una cosa che Viktor Schauberger ha provato a prevenire nei suoi giorni installando spirali aspiranti. Il letto del Danubio tra Ulm e Passau è affondato in rapporto di % cm per anno da quando è stato regolato. Nella parte bavarese del Swabia il fiume Wertach è entrato così profondamente nel sottosuolo da quando è stato regolato che il suo letto ora si trova fino a metri sotto il livello delle sue rive. Questo mostra che la sua acqua ha perso le sue assi magnetiche e il suo potere magnetico di levitazione, la sua polarità essendo stata cambiata a positiva a causa dell’eccessiva insolazione. Come ulteriore conseguenza ha tagliato gli adiacenti corsi di acqua sotterranea causando questi ultimi a fuggire. Questo ha ridotto la fertilità dei campi circostanti che sono ora a rischio di diventare delle steppe spoglie

Gli esperti non immaginavano neanche fino a pochi anni fa l’enorme importanza delle proprietà diamagnetiche della terra e non si sono resi conto che queste proprietà erano distrutte dalla diretta azione della luce o del fuoco. La sola cosa che può evitare che la terra diventi un deserto, per proteggere la sorgente primaria della vita ossia l’acqua, dalla morte è l’arte di moltiplicare e migliorare l’acqua.

Oggi la domanda principale è: che cos’è più importante per l’immediato sviluppo della terra, l’acqua o il fuoco? Noi sappiamo troppo bene che indirettamente il fuoco ci rende possibile attivare macchinari; ma la scoperta completamente nuova che producendo artificialmente e aumentando l’acqua noi possiamo ottenere energia migliore più economica e che noi possiamo ripristinare oltre alla vegetazione la cui crescita è stata compromesso da un eccesso di fuoco.

Così da cambiamenti nella tecnologia all’implosione non solo sarà possibile risolvere il problema energetico ma anche realizzare la completa libertà dai problemi legati alla nutrizione.





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IL PRINCIPIO DELLA CONDENSAZIONE PER SOLLEVARE

Anche per i lettori che si interessano di ricerca di frontiera, il pensiero di pietre che galleggiano in acqua è difficile da accettare.

Ci hanno insegnato che quello che va su deve venire giu e non c’è fuga dalla gravità. Ma è così? La gravità può essere efficace dove quello che circonda l’oggetto, aria o acqua, sia più leggera o fine della materia stessa. Qualsiasi oggetto inizierà a galleggiare se si comprime e si condensa quello che lo circonda. In questo caso si attiva la spinta di archimede . Se mettiamo un uovo in un bicchiere di acqua esso andrà a fondo. Se aggiungiamo sale all’acqua, quando il sale si scioglierà l’uovo risalirà in superficie. Dov’è l’ effetto della gravità? L’acqua che circonda l’uovo diventa più densa. I’avvolgimento può essere saturato in più di un modo per arrivare al sollevamento. Per esempio in una fredda notte di inverno l’acqua nei ruscelli in montagna è fredda e questo la rende più densa.

Quando Dr Jarl, M.D. studiava ad Oxford aveva un’amicizia con uno studente tibetano.

Alcuni anni dopo durante un viaggio in Egitto incontrò il suo vecchio amico che lo invitò a passare del tempo in Tibet, cosa che fece. Un giorno il suo amico lo portò in un posto vicino ad un convento dove stavano facendo elle costruzioni. In una ripida rupe, 250 m2 di dislivello c’era una cava.



I monaci erano impegnati nel costruire un muro su una piccola spianata di fronte alla cava. Il posto poteva essere raggiunto solo dalla cima della rupe con l’aiuto di una corda. Sul terreno sotto stava una pietra liscia levigata, con una depressione nel centro, di un metro di larghezza per 15 cm di profondità. Un blocco di pietra di circa 1 x 1,5 m2 è stato messo nella coppa . Ad una distanza di 63 m2 dalla coppa sono stati collocati 19 strumenti musicali (ragdongs) uno a fianco all’altro in un arco di 90°. Il raggio di 63 metri erano stati misurati accuratamente.Gli strumenti consistevano in 13 tamburi e 6 trombe. Otto dei tamburi erano di 1 metr di larghezza e u1,5 m2 di lunghezza. Quattro erano di medie dimensioni 0,7 x 1m2. L’unico di piccolo era di 0,2 x 0,3 m2. Erano fatti di una lastra di metallo spesso, lo spessore di 3mm pesava 150 gk ciascuno e una estremità era aperta. Dietro gli strumenti stavano una fila di monachi, come mostrato nel disegno seguente.



Il prete che controllava il piccolo tamburo diede il segnale di iniziare il “concerto”. Questi strumenti facevano un rumore forte e i monaci cantavano un mantra. Per i primi quattro minuti non successe niente. Il tempo aumentò e immediatamente la pietra iniziò ad oscillare. Quindi il blocco fu sparato verso l’alto con velocità crescente verso l’apertura. Tre minuti dopo esso atterrò sulla piattaforma. Ogni volta che una pietra proiettata si divideva, veniva spinta indietro dai monaci sopra. Dopo un ora era stato possibile alzare 5 o 6 pietre di 250 m2 di livello con una curva parabolica lunga di 500 m2.

CENSURA DALLA BRITANNICA MIRO

Dr. Jarl aveva sentito dell’alzata delle pietre tibetane. Altri come Linauer, Spalding e Padre Huk ne avevano parlato. All’inizio Jarl pensava che fosse una specie di trucco ipnotico; poi egli fece dei filmati del fenomeno antigravità, ma la compagnia inglese per cui lavorava il Dr Jarl dichiarò il film sua proprietà e decise che non dovesse essere divulgato fino al 1990, quando 50 anni dopo sarebbero stati liberati. Questo potrebbe essere il modo in cui è stata costruita la Grande Piramide del Cairo in Egitto. Nel libro “l’eredità Egiziana” di Mark Lehner basato sulle letture di Edgar Cayce pubblicato dalla fondazione Cayce noi troviamo questa domanda a pagina 88, Domanda 14 “ come è stata costruita questa particolare piramide di Giza” Risposta “ Con queste forze in natura che fa nuotare il ferro. Le pietre galleggiano in aria nella stessa maniera. Questo sarà scoperto nel 1958”

(potrebbe essere! Dischi volanti sono atterrati alla base Edwards Air Force in california nel 1954. Nel 1955 l’aviazione americana erano impegnati con l’azienda Martin Aircraft per costruire un progetto di design avanzato a Baltimora per spezzare il segreto dell’antigravità. In tre anni potrebbero averlo fatto. RHC)

Ecco un esperimento facile da duplicare! Al volgere del secolo un assistente all’università di Vienna ha fatto una scoperta che potrebbe aver cambiato le teorie della fisica, se non fosse stato dimenticato!

A pressione di 5 atmosfere (73psi) l’acqua di rubinetto viene forzata in un tubo. Il getto alla fine del tubo aveva un diametro di circa 0.2-0.3 mm. Più la pressione era altra e migliore era il risultato. Circa a 30 – 40 cm sotto al getto un contenitore metallico veniva isolato nella parte esterna con paraffina (sovrapponendo il bordo superiore ), è importante che il contenitore sia isolato da terra. Un filo andava dal contenitore fino ad un elettroscopio. Quando un piatto di paraffina veniva messo in un angolo a breve distanza dal sottile filo di acqua, l’elettrometro ha registrato una carica di 10.000 volts! Collegando il filo a un tubo di neon lo faceva illuminare. Questo sollevava una domanda: Perché il piatto di paraffina doveva essere ad una certa angolazione? Più tardi un gruppo di ricercatori svedese estese questo esperimento usando un secondo getto ad una distanza di 60 cm dal primo. Il risultato fu una doppia carica. Questo fu realizzato incrociando dei conduttori isolati tra il filo d’acqua al contenitore opposto e viceversa.



Il ciclo attraverso il quale passa il filo d’acqua deve essere orizzontale e ad una certa altezza che viene trovata attraverso la sperimentazione. Questo portò una grande sorpresa: non appena il campo di elettricità statica aveva raggiunto una certa densità, il filo d’acqua sotto il circuito si divideva e ogni singolo filo di acqua rovesciava il suo corso e andava verso l’alto. Anche con 73psi di pressione, l’acqua aveva perso la sua pesantezza e danzava attorno all’aria.
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