lunedì 31 marzo 2014

LA PORTA SEGRETA DELLA GRANDE PIRAMIDE




Massoneria e retro-ingegneria

La Piramide di Cheope- per motivi religiosi, spirituali ed energetici - fu usata anche come Tempio, per le speciali funzioni "magiche" a essa correlate. Credo inoltre fermamente che fosse un distaccamento "molto particolare" della Casa della Vita, di cui gli Egizi hanno sempre parlato come del luogo di apprendimento e di formazione. Era l’Università di Alchimia, Occultismo, e Teoretica cui pochissimi eletti potevano accedere per accrescere la propria elevazione intellettuale e spirituale.

Quanto “spazio calpestabile” c’è all’interno della Piramide? Ci sono sicuramente altre stanze, oltre alle tre scoperte (la grotta sotterranea e le due interne), che crediamo uniche (così non se ne cercano altre!). Devono essercene per forza altre (oltre a quelle – non si sa quante - sotto la Camera del Re, nella Torre interna), vista la funzione della Piramide, e vista anche la sua dimensione.

E ci devono essere almeno due passaggi di accesso (ne sarebbe bastato uno, ma di certo ce n’era anche uno di emergenza), dato che la Grande Galleria, i corridoi ascendenti, quelli discendenti (cioè la strada percorsa da ogni turista), non sono stati concepiti per passarci l’uomo! Se la superficie della Piramide era rivestita, come è assodato, da lastre bianche e levigate che conferivano all’edificio un aspetto esterno lucido e riflettente, è logico pensare che l’ingresso fosse altrove e SOTTOTERRA, raggiungibile dopo aver attraversato una serie di corridoi, che probabilmente mettevano in collegamento la Piramide anche con altre strutture sotterranee.


Cronache di Erodoto

Erodoto racconta che alcuni sacerdoti, di notte, venivano visti navigare su misteriose barche, con le quali passavano sotto le sabbie di Giza, percorrendo un canale sotterraneo del Nilo. Nessuno sapeva dove andavano, perché stavano attenti a non farsi seguire. Andavano e venivano misteriosamente e silenziosamente, come dei fantasmi. Forse si recavano nella Piramide? Una volta dentro, attraverso scale e corridoi, avrebbero potuto raggiungere i vari locali.

Sempre Erodoto riferisce però anche di una pietra “girevole”, cioè un passaggio segreto all’esterno della Piramide.

In primo luogo, se era segreto, di certo i sacerdoti non l’avevano mostrato a Erodoto, ma tutt’al più ne avevano parlato, senza farglielo vedere; inoltre, ammesso che esista davvero tale passaggio, questo dovrebbe essere alla base, visto che la superficie – all’epoca della visita di Erodoto - era ancora ricoperta con lastroni che la rendevano lucida e impossibile da scalare. Infine, sembra poco probabile che il passaggio non sia stato scoperto durante la rimozione dei lastroni (utilizzati per ricostruire la città del Cairo). A questo punto, se la pietra girevole esisteva davvero, ci doveva essere una doppia sicurezza: lo strato sottostante ne doveva aveva un’altra, prevista per scongiurare un’intrusione.

Alquanto perplessa a causa delle mie idee circa un ingresso sotterraneo, sono stata tuttavia affascinata dalle parole di Erodoto, e non potendo resistere alla tentazione di indagare sull’esistenza di questa “porta” all’esterno della Grande Piramide… mi sono resa conto molto presto che c’era una pagina dell’archeologia egiziana, che non avevo ancora letto! E che questa seconda “porta” esisterebbe ancora …


La porta segreta

Infatti, Erodoto non fu l’unico a parlare di una porta segreta: le mie ricerche per approfondire la questione di questo “secondo ingresso”, mi hanno portato a individuare una straordinaria scoperta fatta molti anni fa da due famosi egittologi, vincolati dal giuramento di non rivelarla a nessuno finché fossero stati in vita.

L’episodio riguarda la scoperta del famoso accesso e di un “tesoro” nascosto, che si trova dall’altra parte. Ne voglio parlare dopo un breve preambolo, perché desidero che il lettore, prima, capisca che sto per raccontare l’esperienza massima che ogni archeologo auspicherebbe per se stesso… e quindi è necessario stabilire l’attendibilità di uno di loro, lo statunitense John Ora Kinnaman (1877-1961), famoso biblista, grande ricercatore e famoso conferenziere. Ma la descrizione fatta non rende certo giustizia a questo grande studioso, che ebbe per caso, o per volontà del destino, la fortuna di incontrare a Giza, durante un suo viaggio, sir William Flinders Petrie.


Il personaggio

Dopo essere stato un ragazzo-prodigio (ottenne il diploma di insegnante a 16 anni), John Ora Kinnaman si specializzò in Letteratura greca e latina, Storia antica, Filosofia e Archeologia classica all’Università di Chicago. Grazie alla sua spiccata attitudine per l’archeologia, fu presentato al Professor Frederic Starr, che lo convinse a condurre una serie di ricerche sull’Archeologia Americana, di cui egli era Capo Dipartimento. In un secondo tempo, Starr lo presentò al Dr. Stephen D. Peet, illustre archeologo americano, editore e fondatore della rivista American Antiquarian and Oriental Journal, della quale Kinnaman divenne caporedattore nel 1911, quando Peet si ritirò.

Anche negli anni precedenti, Kinnaman fu molto impegnato: dal 1903 insegnò Letteratura latina al Bentos Harbor College, nel Michigan (dove fu anche preside); nel 1907 si laureò in Archeologia classica all’Università di Roma; nel 1909 trascorse un anno intero presso i nativi pellirosse Chippewa, dei quali raccolse leggende antiche e testimonianze. Visse in seguito anche con gli Esquimesi, e perfino con alcune tribù di cannibali e di cacciatori di teste … sempre alla ricerca di tracce del passato.

Grazie alla sua competenza dell’antico ebraico, ri-tradusse tutta la Bibbia, scoprendo molte diversità con le versioni tradotte in precedenza; questo lo convinse che il testo originale era stato intenzionalmente manipolato e alterato.

Kinnaman cominciò a dedicarsi con molto interesse allo studio dell’Archeologia in relazione alla Bibbia e ai racconti definiti “apocrifi”, specialmente dopo la sua “avventura” con sir William Flinders Petrie; partecipò anche alla scoperta della tomba della Regina di Saba, in Etiopia. Sembra che proprio dopo questa scoperta l’imperatore Menelik lo avesse invitato in qualità di esperto, per testimoniare l’autenticità di un oggetto sacro conservato ad Axun, niente meno che l’Arca dell’Alleanza; sembra anche che il Dr. Kinnaman, dopo averla vista, l’abbia giudicata un’imitazione molto ben fatta.

Fu vice-presidente del Victoria Institute of Great Britain e della Society of the Study of Apocripha, nonché socio dell’International Society of Archeologists e del Palestine Exploration Found of Great Britain. Scrisse 4 libri, centinaia di articoli, e fu anche redattore di 5 riviste di archeologia, di cui una di sua proprietà: il Biblical and Archeological Digest.

Ma il motivo per cui sto scrivendo di lui, riguarda la sua scoperta fatta a Giza insieme a sir William Flinders Petrie, con il quale egli raccontò di aver lavorato per ben 11 anni.


Massoneria e Atlantide

Bisogna sapere che Kinnaman e Petrie erano massoni. Durante una riunione massonica del 1955, Kinnaman tenne una conferenza e dichiarò che negli anni ’20, lui e Petrie scoprirono un passaggio segreto sul lato sud della Grande Piramide, e di lì entrarono in numerose camere piene di reperti inquietanti. Sembra che i due archeologi avessero trovato un vero e proprio “tesoro nascosto”, comprese le prove dell’antica saggezza egizia e di quella atlantidea.

Videro anche oggetti incredibilmente “moderni”, alcuni eseguiti con metallo inossidabile e altri con un materiale che oggi potremmo associare idealmente al plexiglas… alcune macchine antigravità, "usate (35.000 anni fa!) anche per costruire la Piramide"; oltre ai documenti che svelavano "a cosa servisse l’edificio", che non era per niente una tomba! Tra le varie cose, i due videro anche l’elenco completo di tutti i re egizi a partire dall’inizio vero... dal numero 1.

Erano forse le leggendarie 30 stanze “allestite” dal Re anti-diluviano Saurid, di cui parlava lo storico arabo Al Makrizi?

Ritenendo che la collettività non fosse pronta per queste rivelazioni, decisero di comune accordo di non svelare a nessuno l’ingresso segreto della Piramide, così che nessuno potesse mettere gli occhi (e soprattutto le mani) sul prezioso contenuto. E siccome William Flinders Petrie non parlò mai di questa esperienza, nell’ambiente ortodosso si preferì sospettare che le 30 stanze fossero frutto della fantasia dello stimato Dr. John Ora Kinnaman.

A distanza di tutto questo tempo, si sta ancora investigando sulla sensazionale scoperta. Alla Kinnaman Foundation for Biblical and Archeological Research, che l’archeologo e biblista istituì nel 1960, Steven Mehler (Direttore di Ricerca della Fondazione) da anni sta cercando di ricostruire la vicenda, attraverso gli scritti e le documentazioni lasciate da Kinnaman, tra cui anche molte audio-cassette, compresa quella con la registrazione della famosa conferenza, in occasione della riunione massonica del 1955.

Purtroppo, l’autobiografia di Flinders Petrie non cita mai Kinnaman, e nemmeno gli altri libri scritti su di lui. Nessun documento attesta che i due si fossero conosciuti; tuttavia esistono circostanze che fanno inequivocabilmente pensare che dovessero per forza conoscersi, avendo frequentato entrambi, negli stessi anni, certi personaggi di spicco nell’ambiente archeologico, e alcuni circoli culturali. Tra l’altro, erano entrambi membri del Palestine Exploration Found of Great Britain!


Il rinvenimento della “mappa”

Recentemente, il Dr. Steven Mehler ha trovato un documento dattiloscritto scritto dall’84enne Dr. Kinnaman cinque mesi prima di morire… che riporta in modo accurato come individuare e aprire la porta! Finalmente!

Kinnaman e Petrie, infatti, decisero di mantenere segreta fino alla loro morte l’ubicazione della porta; non solo… lo fecero davanti alle massime autorità egiziane dell’epoca (che quindi hanno sempre taciuto la notizia), informandole della scoperta e della decisione presa. Ma evidentemente il Dr. John Ora Kinnaman non seppe resistere alla tentazione di parlarne (senza tuttavia rivelarne l’ubicazione) e di rompere il giuramento, prima di morire. Infatti credo che la frustrazione più grande per uno scienziato, sia quella di dover mantenere nascosta la sua più grande scoperta!

Prima di morire, Kinnaman ruppe (almeno per iscritto) il giuramento e scrisse a macchina come trovare la porta; poi infilò il foglio tra le montagne di carte e di libri. Forse lasciò al caso di scegliere il momento della rivelazione. E il caso ha voluto che corrispondesse proprio al periodo epocale previsto dal veggente Edgar Cayce, il quale profetizzò che nel decennio a cavallo del nuovo secolo, sarebbe stata aperta la Camera dei Documenti …


30 camere nascoste

A me sembra che il nome del leggendario re Saurid assomigli foneticamente a quello di Osiride… e forse non si tratta di una mera coincidenza. E credo possibile che almeno alcune delle 30 stanze siano all’interno della Torre Djed, perpendicolarmente sotto la Camera del Re, e che lì si trovino anche i "Libri di Thot". Penso che altri locali, a uso di laboratorio scientifico, siano ubicati nella parte superiore della piramide, oltre lo Djed... e che "qualcos'altro" di assolutamente inimmaginabile si trovi in un ambiente più in alto ancora, vicino al vertice. E che i due egittologi, dopo lo sbigottimento iniziale per aver visto "ciò che hanno visto" all'interno delle camere, abbiano deciso di non rivelare dov’erano.

I "Libri di Thot" sono ancora nella Grande Piramide, nella Camera della Conoscenza!

Cosa contengono di così sconvolgente o pericoloso?

(fonte: www.misteria.org)

PETER KOLOSIMO, il pioniere dell'archeologia misteriosa

Chi ha dai quarant’anni in su ricorda senz’altro Peter Kolosimo, «fantarcheologo», ufologo, sessuologo (!), esploratore del meraviglioso e divulgatore scientifico che negli anni ’60 e ’70, coi suoi libri visionari, fece sognare le moltitudini. Morì il 23 marzo 1984, a sessantadue anni, ma a noi piace pensare che abbia solo lasciato il pianeta, e sia tuttora in viaggio per l’universo.

Ecco una cosa che molti hanno dimenticato: Peter Kolosimo era un comunista di quelli duri. E chissà che l’anno scelto per abbandonare la Terra – il simbolico, fatidico 1984, quello di Orwell e della Thatcher che reprimeva lo sciopero dei minatori – non sia già una dichiarazione, un messaggio da decifrare: il movimento operaio ha perso, riprende il dominio incontrastato dei padroni, si impone il totalitarismo del mercato e io vado, vado in avanscoperta, vado in cerca di altri mondi.

Lo diciamo da anni: Kolosimo è una figura da riscoprire, su cui interrogarsi, che può ancora dire e dare molto. Lo abbiamo scritto, lo abbiamo addirittura cantato.



Peter Kolosimo sul palco con il Wu Ming Contingent, centro sociale Strike, Roma, 13 febbraio 2014. Foto: D. De Gregorio.

Kolosimo fa parte di un mondo tipicamente Seventies, vivente nell’intersezione tra marxismo e scienze “altre”, tra UFO e rivoluzione.
Pur nelle diversità d’approccio, il suo percorso è parallelo a quello del leggendario trotskista italo-argentino Juan Posadas (1912 – 1981). Kolosimo indagava il passato, le origini extraterrestri delle civiltà umane; Posadas vaticinava l’avvenire, gli UFO ci parlavano di una società futura comunista. Entrambi dicevano, ciascuno a suo modo: gli alieni vivono in noi, siamo noi quegli «spaziali» di cui tutti parlano.

Terra senza tempo, Non è terrestre, Astronavi sulla preistoria,Odissea stellare, Italia mistero cosmico… Titoli che non smettono di accendere fantasie. E quegli elenchi in copertina, a metà tra sottotitolo e “catenaccio” di giornale? «Ulisse vagabondo del tempo. Gli dei e lo spazio. Ciclopi in America? Mitologia d’altri mondi. Atomiche e robot nell’epopea omerica». Oppure: «Veicoli spaziali graffiti nella roccia. Marziani in Vietnam, elefanti in America. Razze sconosciute nelle giungle amazzoniche. Atomiche e laser prima del diluvio. Gilgamesh vive ancora?». Per non dire di “strilli” come: «La prima completa documentazione fotografica di archeologia spaziale – 300 illustrazioni». Copertine geniali, che ti spingevano a prendere subito posizione: rigetto veemente o febbrile voglia di acquisto, non c’era via di mezzo.

Quei libri, editi da SugarCo, erano grande narrativa popolare travestita da saggistica, li vedevi in tutte le case, vendevano centinaia di migliaia di copie. Peter Kolosimo è uno degli autori italiani più tradotti nel mondo, pubblicato in 60 paesi.

Attenzione, però, a non confonderlo coi vari Voyager e Kazzengerodierni, coi pataccari che ce la smenazzano a colpi di piramidi magiche e Priorati di Sion, con le vagonate di ricostruzioni paranoidi e complottiste disponibili in rete. Kolosimo odiava Dan Brown ante litteram (anzi, ante nominem). E odiava anche Giacobbo. Preventivamente, senza averne mai sentito parlare. Lo avrebbe mandato in Siberia, lui e il suo chupacabra. Kolosimo era un marxista-leninista visionario, un comunista duro e impuro. Credeva nella rivoluzione, e pensava che le scoperte sulle origini extraterrestri delle civiltà umane avrebbero contribuito alla nostra consapevolezza. Voleva collegare passato remoto e futuro utopico, e così liberare il mondo. Il suo interesse per i dischi volanti – solo uno dei tanti argomenti di cui si occupò – era nutrito da questa passione politica. Senza di essa, cosa sarebbe rimasto? Una messe di poveri, sconnessi aneddoti raccolti da cialtroni e dementi. Persone che già all’epoca Kolosimo teneva a distanza:

«Quando avvistano dei dischi volanti, alla radio qualche volta mi hanno chiamato, mi son trovato ad aver a che fare con dei pazzoidi, che credono in queste cose ciecamente, vedono i venusiani belli biondi e alti, vedono i marziani preoccupati delle esplosioni atomiche e vedono i saturniani che si avventano sulla terra per conquistarla, insomma tutte queste panzane, mi sono trovato un paio di volte ad aver a che fare con questi tipi, completamente pazzi, come quel siciliano che sulle pendici dell’Etna aveva una villa e raccoglieva attorno a sé i suoi fedeli…» (1974, cit.)

In Odissea stellare (1978), Kolosimo riporta le credenze di alcuni occultisti, secondo i quali il regime di Hitler cadde perché aveva attirato su di sé la sventura, orientando la svastica a destra anziché a sinistra come nelle antiche tradizioni orientali. Il commento è una staffilata: «Noi siamo assai lontani da tali concetti ed attribuiamo a ben altre ragioni la caduta dell’impero dei criminali tedeschi.» Poteva ben dirlo, lui che il nazifascismo lo aveva combattuto mitra alla mano.

Nulla dell’approccio politico che correva “sottopelle” nei suoi libri, nulla di quella radicalità sopravvive nei suoi epigoni odierni, quelli che vedi intervistati su Focus TV: von Däniken, Hancock… Ogni spigolo è stato smussato, l’eresia si è fatta telegenica, ma si sa chethe revolution will not be televised.

«L’educazione politica me la son fatta in gran parte in Jugoslavia, quando la Jugoslavia era ancora comunista, ho fatto scuola di partito per due anni [...] Sono simpatizzante di Lotta continua, perché penso che anche la sinistra debba avere le sue punte avanzate, voto ovviamente PCI, ma non sono militante perché non me la sento né di partecipare alla vita politica del PCI, almeno com’è adesso, non me la sento assolutamente, e purtroppo d’altra parte non ho neanche il tempo di seguire la vita politica di Lotta continua perché esige lavoro. Io ho fatto un po’ di lavoro politico a Torino, con Soccorso rosso, ero nella commissione delle case, e nell’ambulatorio, però per finire in niente, perché per queste cose bisogna avere molto tempo.» (1974, cit.)

Kolosimo era poliglotta e cittadino del mondo. Madre statunitense, padre italiano e ufficiale di carriera nei Carabinieri, entrambi detestati:

«Mia madre [era] come un generale delle SS [...] Un iceberg [...] Io non ho mai avuto un padre. No, non l’ho mai avuto. L’ho conosciuto così, dicevano che era mio padre» (Ivi).

Cresciuto a Bolzano, si laurea a Lipsia in filologia moderna (ma più tardi approfondirà gli studi di psicologia e sessuologia e praticherà l’ipnosi medica). Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, lo ritroviamo carrista nella Wermacht, ma diserta e si unisce alla resistenza in Boemia. E’ «uno dei primi partigiani che, fra Pilsen e Pisek, incontrò l’Armata Rossa» (dalla scheda biografica di Civiltà del silenzio).


Una lettera di Kolosimo a «L’Unità», 21 settembre 1975. Perché non andrà a presentare i suoi libri nella Spagna franchista. «Mi è impossibile accettare l’invito. Sono comunista e non posso parlare in un Paese il cui governo imprigiona e condanna a morte i miei compagni con tutti coloro che lottano per i diritti dell’uomo.»

In quella temperie diventa comunista e, com’è normale, dopo la guerra il suo sguardo si sposta verso est. E’ l’unico giornalista italiano presente alla cerimonia di proclamazione della DDR. Per un po’ dirige Radio Capodistria, ma dopo la rottura con l’URSS è licenziato perché «cominformista», ovvero filosovietico. E’ corrispondente estero per L’Unità, annuncia il lancio del primo Sputnik «un mese prima di quella memorabile impresa» e dà per primo la notizia del volo spaziale di Valentina Tereskova. I suoi articoli escono senza firma, precauzione da fase glaciale della guerra fredda. Intanto scrive romanzi di fantascienza con lo pseudonimo di Omega Jim, finché, negli anni ’60, non passa armi e bagagli alla divulgazione scientifica, con quella torsione fantastica che lo renderà celebre.

I libri di Kolosimo sono pieni di pezze d’appoggio di scienziati russi, bulgari, tedesco-orientali: «Il professor Alexei Kasanzev» [probabilmente si tratta dello scrittore e ufologo Alexander Kasantsev], «Kardasevscrive…», «Il biologo sovietico A. Oparin», «Il sovietico Nikolai Brunov scrisse già nel 1937», «Viaceslav Saitsev, il noto filologo dell’Accademia delle Scienze bielorussa» e via così. Oggi possono suonare grottesche, muovere al riso o a ipotesi estreme: Kolosimo agente del blocco orientale, incaricato di diffondere in occidente strane teorie, per loschi fini di guerra psicologica? Mah. Forse la questione è più semplice: leggeva quelle lingue, aveva accesso a quel materiale, e ai suoi lettori la cosa piaceva. Durante la guerra fredda, vista da qui, la scienza sovietica aveva un che di bizzarro, una vibrazione di esotica eterodossia, anche agli occhi di chi si batteva per l’altro modello, quello capitalista-americano. La curiosità per l’est fu un fenomeno trasversale, come lo sono oggi l’ostalgia e il modernariato del socialismo che fu.

A noi piace reputare Kolosimo un guerriero, uno che ha combattuto perché l’immaginario non si restringesse e, al contempo, la fantasia (anche quella più sbrigliata) tenesse le radici nella realtà, nel conflitto che senza pause muove la società. In fondo, nonostante il suo stalinismo, Kolosimo non era tanto distante da Radio Alice e dai giovani “mao-dadaisti” del ’77.

Kolosimo colmò un buco, una lacuna, una gigantesca nicchia di immaginario e mercato editoriale. In quell’epoca, gli intellettuali avevano decretato la “morte del romanzo”. Non per questo si era estinto il bisogno di romanzesco: in edicola, Urania, Segretissimo e Il Giallo Mondadori vendevano un numero di copie oggi impensabile. Tuttavia, erano pubblicazioni settoriali, rivolte a target di lettori specifici. C’era bisogno di un’operazione azzardata, che scavalcasse i recinti e andasse incontro ai bisogni di più lettori.

Kolosimo intercettò la voglia di viaggio e di mistero che pervadeva tutto l’occidente (gli UFO, il triangolo delle Bermude, Uri Geller che piegava i cucchiaini con la forza del pensiero) e la “dirottò” in una direzione inattesa. Camuffando da saggi divulgativi le sue narrazioni fantascientifiche, il vecchio Omega Jim creò un grande fenomeno di costume.
Particolare non secondario, scriveva in modo magnifico:


Prima pagina di «Ombre sulle stelle», Sugar, Milano, 1a edizione 1966.


«Io sono essenzialmente un tecnico, posso dire di aver rivestito di filologia la mia tecnica, e così i grossi argomenti riesco a prospettarli in modo accessibile al pubblico. E se non facciamo della divulgazione, per chi scriviamo i libri? Scriviamo i libri per Peter Kolosimo? Eh, no, un momento, troppo poco. Io i libri li scrivo per il mio pubblico, non voglio scrivere per me stesso.» (1974, cit.)

UN BREVE RIASSUNTO DELLA TEORIA DI SITCHIN



Secondo Sitchin, all' incirca 445000 anni fa un personaggio di nome Alalu, provveniente da un pianeta chiamato Nibiru, atterrò sul nostro pianeta in cerca di oro. Trovatolo nelle acque del Golfo Persico, comunicò questa scoperta ai 'saggi' del suo pianeta. Alalu era un re deposto dal suo coppiere, Anu, e sperava, con questa scoperta, di riguadagnare il trono sul proprio pianeta.[1]
Da Nibiru, che sarebbe un pianeta membro del nostro sistema solare con una orbita estremamente ellittica e longeva, fu deciso di mandare un gruppo di scienziati per verificare questa scoperta. A comando di questa operazione fu posto un personaggio di nome Ea, uno scienziato dotato di notevole inventiva e di immane conoscenza. Ea, ammarato nel Golfo Persico, si diede subito da fare con i suoi 50 assistenti, chiamati Anunnaki, per costruire dei rifugi e una sorta di 'stazione di lavoro'.[2] Verificò la presenza di oro, e comunicò a suo padre Anu che questo oro poteva essere utilizzato su Nibiru come aerosol atmosferico per proteggere il pianeta dalla rarefazione atmosferica che stava subendo. Ea ebbe l' ordine di approntare un carico d' oro in tempo per il successivo passaggio di Nibiru al centro del Sistema Solare, in modo che potesse essere trasferito sul pianeta. La quantità d' oro estratto dalle acque però era misera, quindi fu mandato un altro gruppo di Anunnaki sulla Terra per esaminare il da farsi. Il comando di questo secondo gruppo fu dato al fratellastro di Ea, chiamato Enlil, figlio minore ma erede al trono di Anu. Enlil era un grande capo, dotato di forti capacità organizzative.
Durante uno dei suoi viaggi di esplorazione nel cuore dell' Africa, Ea scoprì che le rocce di quelle regioni erano piene di oro, e che il minerale poteva essere estratto, portato in prossimità della base del Golfo Persico per essere lavorato, e da li spedito su Nibiru.
Vennero dunque mandati sulla terra altri Anunnaki come aiutanti, in gruppi di 50, e un gruppo fu posto in orbita alla Terra in navicelle, per coordinare le spedizioni e il trasporto su Nibiru.
L' estrazione dell' oro proseguì per migliaia di anni, anni in cui anche gli Igigi (coloro che erano rimasti in orbita) vennero mandati a faticare nelle miniere africane. Dopo circa 150000 anni però, questi lavoratori delle miniere africane si ammutinarono, e su suggerimento di Ea, venne creato un essere ibrido mischiando il codice genetico degli Anunnaki con quello degli ominidi presenti sulla Terra: gli Homo Erectus africani.[3]
Questa creazione avvenne per stadi, attraverso una serie di esperimenti più o meno riusciti,[4] fino a che non venne realizzato il modello 'perfetto', sotto forma di un maschio e una femmina dai quali, per clonazione, ne vennero prodotti altri 14 in serie.
Ma anche nei dintorni del Golfo Persico c' erano lavoratori Anunnaki, impiegati nella lavorazione, nella fondazione degli insediamenti lavorativi e abitativi; infatti in tutti questi millenni vennero fondate le primissime città organizzate. Anche qui, gli Anunnaki si ammuttinarono, chiedendo che questi ibridi fossero portati nel medioriente per lavorare al posto loro. [3]
Enlil allora scese nei territori africani supervisionati da Ea e prelevò alcuni lavoratori,[5] portandoli nel medioriente. Siccome i lavoratori però erano pochi, alcuni di questi vennero 'modificati' in modo che ottenessero la capacità di procreare, e fu così che l' Homo Sapiens iniziò a moltiplicarsi e diffondersi in Africa e nel Medioriente. Cronologicamente siamo arrivati a un periodo intorno ai 250000 anni fa.
Le attività procedettero in questo modo per circa 200000 anni, durante i quali Ea decise di donare ad alcuni di questi Homo Sapiens un minimo di istruzione e di conoscenze. Fu così che sorsero in Africa le prime e più antiche strutture megalitiche arrivate fino ai giorni nostri, proprio nella zona delle miniere africane del Mozambico, della Tanzania e dello Swatziland.
A partire da circa 70000 anni fa, dopo un gran numero di generazioni 'umane', iniziarono a differenziarsi quei codici genetici che sono arrivati fino a noi: l' Homo Sapiens ha raggiunto la maturità genetica e funzionale che conserva ancora oggi. Attualmente, infatti, siamo tutti discendenti di un piccolo gruppo di Sapiens comparso in quel periodo.
Ma il moltiplicarsi degli umani non era ben visto da Enlil, il quale lamentava che le operazioni di estrazione andassero a rilento, e decise che a ciò doveva essere posta fine. Scrutando i cieli e i segni climatici, Enlil constatò all' incirca 15000 anni fa che le temperature terrestri stavano velocemente aumentando e che ben presto grossa parte dei ghiacci si sarebbe sciolta, specialmente in concomitanza del successivo passaggio di Nibiru nei pressi del centro del Sistema Solare. Enlil decise che quell' evento avrebbe segnato il destino della razza umana,[3] e fece giurare a tutti gli Anunnaki di non avvertire gli uomini dell' imminente catastrofe. Ma Ea contravvenne a questo giuramento, e riuscì con uno stratagemma a mettere in salvo un suo seguace di nome Ziusudra, facendolo salire in una sorta di 'sommergibile' e facendogli portare con se la sua famiglia e 'il seme di tutte e cose viventi'.[6] Secondo Sitchin questo indica che a Ziusudra furono affidati contenitori con estratti di DNA di ogni forma di vita del pianeta: animale, vegetale e umana.
Il Diluvio imperversò sul pianeta, si trattava di una ondata di marea provocata dallo slittare della calotta antartica nell' oceano. Diminuendo il tasso di salinità oceanica, gli equilibri delle maree e delle correnti vennero compromessi, provocando piogge torrenziali e tsunami che spazzarono praticamente tutto l' emisfero sud.
Col diminuire delle acque, a Diluvio finito, la vita riprese, e l' uomo di diffuse di nuovo sulla terra;[3] i territori in cui gli Anunnaki avevano costruito i loro centri operativi, le città, le piattaforme di lancio, e anche le miniere, si ritrovarono sommersi da metri di fango. Fu per questo che, alla ricerca di altri luoghi ove operare mentre si procedeva a liberare dal fango e ricostruire, Ea e Ninurta, suo nipote, arrivarono nel Sudamerica. Qui, nelle vette delle montagne, le piogge avevano liberato interi filoni d' oro. Pepite e granuli si potevano raccogliere a mano sui bordi dei fiumi e dei laghi, o raschiando per terra, semplicemente setacciando il fango, senza bisogno di estrazione mineraria. Si decise quindi di creare delle stazioni di lavoro in questo continente, una delle quali era quasi certamente Tiahuanaku.
Nel frattempo, nel Vecchio Mondo, iniziarono a sorgere delle aspre rivalità. Infatti se prima del diluvio le terre nel medioriente erano poste sotto il controlo di Enlil, e l' Africa sotto quello di Ea, [7] ora Ea lasciò il suo dominio a suo figlio Marduk il quale iniziava a pretendere il controlo di tutte le operazioni. Da dove arrivava questa pretesa? Per capirlo bisogna parlare delle relazioni regali tra gli Anunnaki.
Enlil, pur essendo il figlio minore di Anu, era il suo erede legittimo inquanto figlio di una moglie/sorellastra. Ea era invece figlio di una concubina, come lo era una figlia di Anu, Ninmah, che aveva aiutato Ea nelle operazioni di creazione dell' Homo Sapiens.
Alla seconda generazione, quella riguardante Marduk e Ninurta, i figli di Ea e di Enlil, il primo si aspettava che per riparare a questo torto subito da suo padre il controllo passasse a lui, ma così non fu, perchè Enlil aveva avuto Ninurta da sua sorellastra Ninmah.
Marduk decise comunque di fare buon viso a cattivo gioco, e dimostrò la sua grande genialità e preparazione aiutando l' uomo nel suo cammino verso la civilizzazione. Fu Marduk infatti ad introdurre l' allevamento e l' addomesticazione degli animali, mentre Ninurta si occupò della introduzione dell' agricoltura.
Il regno nordafricano di Ea e Marduk venne momentaneamente lasciato ai primi figli di Marduk, quei personaggi che conosciamo attraverso la mitologia egizia con i nomidi Seth e Osiride. In realtà il regno africano venne spartito da Ea tra i suoi vari figli: a Marduk e alla sua famiglia andò l' Egitto, a Nergal andò il Sudafrica in seguito al suo matrimonio con Ereshkigal,[8] una nipote di Enlil, a Gibil andò la zona sottostante l' Egitto fino al Sudan, ove sorse il regno di Kush. In Egitto si avvicendò al regno anche un altro figio di Ea, Ningishzidda. Marduk e Ningishzidda sono gli Anunnaki che la mitologia dell' antico Egitto chiama Ra e Thot, mentre Ea era il Ptah egizio.
Presto la disputa tra Seth e Osiride sul controllo dell' Egitto sfocciò in una sanguinosa diatriba familiare, che Sitchin chiama 'La prima guerra della Piramide'. Infatti secondo la teoria di Sitchin, le 3 piramidi di Giza vennero costruite subito dopo il diluvio, a cavallo del 10500a.C. Circa. Entro le piramidi erano poste delle attrezzature essenziali per dirigere i traffici di navicelle degli Anunnaki, quindi chiunque avesse avuto il controllo di queste strutture avrebbe avuto potere decisionale su tutti gli affari degli Anunnaki.
Dopo una serie di lotte, Horus, figlio di Osiride, ebbe la meglio su Seth [9] il quale venne espulso ma a cui venne dato come dominio il deserto a nord del Sinai. Questa guerra interna alla fazione dei figli di Enki suggerì ad Enlil che il controllo delle attrezzature tecnologiche doveva essere tolto dalle loro mani. Marduk non era d' accordo, e la sua ira aumentò fino a che decise di tentare di conquistare i territori di Enlil: la Mesopotamia.
L' offensiva di Marduk causò la raccolta in battaglia di tutti i figli di Enlil, capeggiati da Ninurta. Marduk stesso fu costretto a ritirarsi in Egitto, dove però venne attaccato dall' erede di Enlil; riparatosi all' interno della Grande Piramide, Marduk conduceva da li una battaglia utilizzando armi potentissime contro l' avversario, il quale per contro rispondeva agli attacchi dalla sua navicella. Marduk stava per avere la meglio, tanto che Enlil piangeva già suo figlio come morto, ma Ninurta con un colpo di scena riesce a piegare le forze di Marduk e a sconfigerlo, svuotando la Piramide delle sue attrezzature tecnologiche.[10] Marduk viene deposto dalla guida dell' Egitto, ed é costretto a lasciarne la guida a suo fratello Ningishzidda / Thot.[11] Tutto ciò avvenne, secondo Sitchin, intorno all' 8600 a.C., periodo dopo il quale vi furono alcuni millenni di relativa pace, sopratutto grazie al fatto che il Sinai, ove erano collocate le strutture di lancio e atterraggio delle navicelle, venne dato in dote a un personaggio neutrale, Ninmah,[10] che pur essendo madre di Ninurta, era molto legato sia a suo fratellastro Enki sia a Marduk. Fu in questi millenni di pace che in Egitto regnarono i Neteru, che venne fondata Eliopoli, e che in Mesopotamia e in Egitto si hanno i primi esempi di 'culture' umane. Inizia in Mesopotamia il cosiddetto 'Periodo Ubaid'.
Le cose però iniziano a cambiare intorno al 3800 a.C. quando Anu stesso scende sulla Terra in pompa magna; per lui viene fondata una nuova città: Uruk. Anu sancisce il perdono e il rientro di Marduk, ma alla sua partenza, essendosi invaghito della nipote di Enlil, Inanna, lascia a lei il controllo della città di Uruk.
Questo atto fu reputato intollerabile da Marduk, poiché da poco il controllo della Mesopotamia era stato lasciato a Nanna, primogenito di Enlil, e l' affidare una città a un Anunnaki di 3a generazione anzi che a lui (che si reputava 'erede leggittimo per discendenza da Enki') voleva dire scavalcare completamente tutta la dinastia di suo padre. Marduk iniziò dunque, assieme ai suoi seguaci umani, a costruire una città in territorio mesopotamico, una città con una 'torre alta fino al cielo' nella quale avrebbe installato la sua personale navicella spaziale. Enlil, spaventato da questo atto, decise di intervenire e distruggere la città di Marduk, una città che simbolicamente era stata chiamata Babili, 'porta degli dei',[12] per sottolineare che quella città sarebbe stata per Marduk l' accesso al dominio degli Anunnaki. Ciò avvenne secondo Sitchin intorno al 3450 a.C., pochi secoli dopo che a Sumer ebbe inizio la prima civiltà del pianeta.
Marduk venne esiliato, per ritornare dopo circa 3 secoli insediandosi di nuovo in Egitto e deponendo e scacciando Thot. Marduk / Ra fondò così la prima dinastia faraonica, elegendo Menes a suo rappresentante in terra.
Ningishzidda / Thot allora, seguito dai suoi fedeli africani, emigrò nel Nuovo Mondo ove diede inizio alla civiltà Olmeca.[13] Si stabilì nel Mexico, creò un nuovo calendario, ed assunse il ruolo di Quetzalcoatl. Era approssimativamente il 3110 a.C., e il suo dominio da quei territori si estese fino alla punta nord del Perù, e durò per circa 2000 anni. Quetzalcoatl però non era sempre presente nella vita del suo popolo, essendo comunque un Anunnaki ed essendo legato ai territori africani e mediorientali, comparì spesso in quelle terre per portare la civiltà. In particolare, se Ea fu responsabile delle opere civili ed idrauliche, Marduk fu responsabile delle opere di allevamento ed idrauliche,[14] se Ninurta fu responsabile delle operazioni agricole assieme a un altro figlio di Ea (Dumuzi), Ningishzidda fu responsabile di tutto ciò che riguardava il calcolo del tempo e le costruzioni calendariali. Secondo Sitchin infatti a lui si deve la costruzione delle maggiori opere megalitiche a funzione stellare / calendariale sparse per il globo: Teotihuacan, Giza, Stonehenge, il Girsu di Lagash, Sarmizegetusa, i templi di Malta, tutti siti costruiti (tranne le piramidi di Giza) tra il 3000 e il 2000 a.C.
Cosa succedeva intanto nel Vecchio Mondo? Nel 2900 a.C., gli Anunnaki decisero di portare la civiltà anche in un altra zona del globo, la valle dell' Indo, ove fu messa a capo Inanna come risarcimento del fatto che suo marito Dumuzi (fratello di Marduk) era morto [15] e quindi lei non avrebbe potuto regnare tramite suo marito. Intorno al 2400 a.C. Inanna cercò di conquistare i territori sumeri, e per questo si servì di un re chiamato Sargon. Fondò per lui una capitale chiamata Agade, ed ebbe così inizio il regno di Akkad che soppiantò quello di Sumer. [16] Ma Akkad non durò a lungo: dopo circa 3 secoli Agade fu distrutta dallo stesso Enlil [17] a causa degli affronti e delle battaglie militari che Inanna e i suoi re umani (discendenti di Sargon) conducevano nei territori degli altri Anunnaki. Enlil si servì per distruggere Agade delle armate di suo figlio Ninurta, i Guti e gli Elamiti, e così nel 2150 circa Agade fu completamente distrutta. In seguito a ciò, nel 2130 a.C. circa, Ninurta venne autorizzato ufficialmente da suo padre Enlil a proclamarsi reggente dei domini mesopotamici, e per celebrare questa sua 'promozione' si fece costruire dal re Gudea un recinto sacro con un palazzo a Lagash. [18] Al progetto partecipò anche Ningishzidda, e ciò fu visto da suo fratello Marduk come una offesa non tollerabile. Marduk allora decise di invadere di nuovo le terre di Sumer, ma stavolta venne convinto ad allontanarsi temporaneamente dalla sua città (ricostruita)[19] da suo fratello Nergal, il quale in realtà parteggiava per la fazione di Ninurta e voleva cogliere l' occasione di ritagliarsi un dominio in Mesopotamia. Durante la sua assenza, Marduk incaricò suo figlio Nabu di fare proseliti per lui nei domini nemici: Nabu infatti riuscì, complice la sempre più frequente assenza sia di Enlil che di Ninurta dalle scene politiche e militari, a convincere molti abitanti delle città mesopotamiche ad adorare suo padre. Ma l' azione di Nabu arrivò fino alle terre a nord del Sinai, il Libano, e tutta la regione che ora conosciamo come Israele e Palestina. Il dominio di Marduk, tramite l' azione di Nabu, si stava silenziosamente e pericolosamente espandendo, andando dai territori africani dell' Egitto e della Nubia / Sudan (con l' aiuto di suo fratello Gibil) fino al sud di Sumer. I re egiziani nel frattempo attendevano il ritorno del loro Ra, che in quel periodo era adorato come Amen, 'il nascosto'. Ritorno che non tardò ad arrivare: Nel 2024 a.C. circa Marduk tornò e richiamò a se tutti i suoi seguaci, tentando l' invasione di Sumer e della penisola del Sinai ove era collocato il porto spaziale degli Anunnaki. Per evitare la vittoria di Marduk e Nabu, Enlil, convocato dai suoi figli, fu costretto ad organizzare un bombardamento delle mete di Marduk e delle città ove i suoi seguaci erano raccolti.[19] Il bombardamento, accaduto nel 2024 a.C., fu autorizzato da Anu e condotto da un furioso Nergal (ancora in collera con suo fratello Marduk) e da Ninurta. La penisola del Sinai fu bombardata, e così anche la zona ove giace il Mar Morto.[19] Una nube radioattiva e una tempesta di ceneri e vento si sollevarono spingendosi verso est, passando sopra tutte le città fedeli a Enlil,[20] ma risparmiando miracolosamente proprio la città di Marduk: Babilonia. Il tutto fu visto come un segno del destino, e Marduk venne riconosciuto sovrano supremo. Nel 2400 a.C. era finita l' era di Enlil e Sumer, nel 2150 a.C. era finita l' era di Inanna e di Akkad, nel 2024 a.C. era finità l' era di Ninurta e degli Elamiti. Dopo circa 100 anni di caos, iniziò l' era di Marduk e Babilonia, che si protrasse indisturbata per circa 5 secoli.
Cosa successe una volta che Marduk si instaurò in Babilonia?
A differenza degli altri Anunnaki, che si erano spartiti i territori, Marduk cercò di accentrare il potere offrendo territori del suo dominio agli altri Anunnaki.[21] Gran parte di loro però rifiutò, e si ricavarono dei piccoli regni nelle zone circostanti. Di loro, salvo sporadicamente, non sentiremo più parlare.
Facciamo ora un piccolo salto indietro e spostiamoci nel Nuovo Mondo.
Qualche secolo prima (intorno al 2400 a.C.), un altro figlio di Enlil, il minore e meno importante, chiamato Ishkur, aveva affrontato lo stesso viaggio fatto da Ningishzidda, stabilendosi non nel Mexico ma in Perù e in Bolivia. Qui diede inizio a varie civiltà dedite al lavoro dei minerali, si elesse a divinità suprema, e assunse il nome di Viracocha. Ishkur, fino a quel momento, era stato sempre in disparte nei suoi territori dell' Anatolia del sud, ove era venerato come Teshub e ove dirigeva una altra civiltà, quella Anatolica, [22] che diede origine agli Ittiti e ai Cassiti. Alternandosi tra Sudamerica e Anatolia, intorno al 1400 a.C. dovette affrontare nel Sudamerica una sanguinosa lotta contro Ningishzidda / Quetzalcoatl e i suoi seguaci, che si erano spinti nel frattempo fino al Perù. Entrambi lasciarono i territori nel Nuovo Mondo e tornarono nel Vecchio, riprendendo le loro vecchie identità.
A Babilonia si oppose un nuovo regno, quello di Assiria, che aveva come divinità principale un certo Ashur, che era una personificazione di Ninurta e di Enlil. I regni di Babilonia e di Assiria si alternarono in perodi di lotta e pace dal 1800 a.C. al 600 a.C. circa, fino a che un terzo popolo, i Persiani, ebbe la meglio spazzando via il regno di Babilonia, e un quarto popolo, i Medi, distrusse l' impero assiro.
Questo potè accadere solo per un motivo: gli affari della Terra ormai erano stati lasciati in mano agli uomini. Piano piano gli Anunnaki si erano staccati dalle cose umane, alcuni erano morti (Alessandro Magno, nelle sue memorie, ci racconta di aver visitato la tomba di Marduk), altri erano andati via, secondo Sitchin alcuni tornati su Nibiru e altri stabilitisi probabilmente su Marte, ove conserverebbero una stazione.
L' ultimo a partire fu, intorno al 565 a.C.,[23] il personaggio chiamato Sin, figlio maggiore di Enlil, che da tutte le popolazioni mesopotamiche era venerato come dio lunare.

(di A. Demontis)

fonti documentali:
1: la regalità dal cielo
2: enki e l' ordine del mondo
3: atra hasis e il diluvio
4: enki e ninmah
5: il mito del piccone
6: epopea di gilgamesh
7: quando gli dei come gli uomini
8: nergal ed ereshkigal
9: il mito di Horus e Seth
10: le conquiste di ninurta
11: l' assegnazione dei comiti da Ra a Thot
12: tavola BM74329
13: codex florentinus
14: marduk the canal digger
15: il sogno di dumuzi
16: la stele di sargon
17: la distruzione di agade
18: il sogno di gudea
19: epica di erra
20: il lamento per Ur
21: enuma elish
22: la canzone di Ullikummi
23: la stele di adda-gupi

giovedì 27 marzo 2014

L'ARCHETIPO DELL'UOVO COSMICO

Nelle narrazioni mitiche vi è spesso un Uovo Cosmico all'origine della creazione. 
D'altronde Omne Vivum ex ovo, ogni vivente nasce dall'uovo, recita un detto diffuso universalmente.
Qui abbiamo raccolto alcune versioni dell'archetipo dell'Uovo Cosmico, provenienti da tempi e luoghi lontani.

Nel taoismo rappresenta il Grande Uno. Quello stato primordiale, quel mondo increato, quel mistero che il Tao Te Ching non osa nominare, ha la forma simbolica dell'uovo: "Quando i soffi non si erano ancora separati prendendo forma, essi erano allacciati e assomigliavano a un uovo, i soffi erano un globo dalla forma perfetta, ciò che si chama il Grande Uno"

Secondo un mito cosmogonico giapponese, all'inizio ilcielo e la terra, Izanagi e Izanami, non erano separati: insieme formavano un caos che assomigliava a un uovo, al cui centro vi era un germe.

Nella Bahyrivha Upanisad, l'Uovo del mondo (jagad-anda) rappresenta il germe a partire dal quale l'universo si sviluppa all'inizio di un ciclo cosmico: è detto l'Uovo di Brahmà (brahmànda) o Embrione d'oro (hiranyagarbha). E' detto Uovo d'oro nelle Leggi di Manu dove vengono descritte le sue funzioni germinative: "Poi il Signore che è autoesistente, immanifesto, fece sì che questo universo divenisse manifesto; riversando la propria energia nei grandi elementi e in tutto il resto divenne visibile e disperse l'oscurità. Colui che può essere afferrato soltanto da ciò che è di là dalla facoltà sensoriali, colui che è sottile, immanifesto, eterno, inimmaginabile, colui dal quale sono fatte tutte le creature - fu lui che apparve. Egli pensò intensamente poiché desiderava emettere dal proprio corpo creature di vario genere, dapprima emise le acque e poi emise in esse il proprio seme. Quel seme divenne un uovo d'oro, splendente come il sole dai mille raggi: Brahma stesso, il nonno di tutte le genti, nacque in quell'uovo. (...) Il Signore dimorò in quel'uovo per un anno intero e poi, con il solo pensiero, egli stesso divise l'uovo in due. Con i due frammenti fece il cielo e la terra e l'atmosfera nel mezzo, e gli otto punti cardinali e il luogo eterno dell'acque. E da se stesso fece scaturire la mente-e-cuore, l'essenza di ciò che è reale e irreale, e dalla mente-e-cuore venne il senso dell'io, l'autoconsapevolezza dominatrice, e il grande che è il sé, e tutte le cose materiali che hanno le tre qualità e, a una a una, le cinque facoltà sensoriali che afferano gli oggetti sensoriali". (Le legge di Manu).

Buddha invece, rovesciando il simbolismo brahamanico, paragona l'uscita del pulcino dall'uovo all'uscita dall'ignoranza (Suttavibhanga, Parajika). "Il paragone" spiega Eliade "s'ispirava all'Uovo cosmico delle tradizione brahmaniche da dove esce, all'alba dei tempi, il Dio primordiale della creazione, chiamato anche l'Embrione d'oro (hiranyagarbha), il Padre o il Signore dei Creatori (Prajâpati), Agni o brahmani. Ma l'Uovo cosmico è l'Anno, espressione simbolica del tempo cosmico: il Samsâra, altra immagine della durata ciclica. Sicché l'azione di trascendre il tempo è formulata con un simbolismo nello stesso tempo cosmologico e spaziale. Rompere il guscio dell'uovo equivale nella parabola di Buddha a rompere il Samsâra, la ruota delle esistenze, ciòé a trascendere sia lo spazio cosmico che il tempo ciclico".

Secondo la tradizione dei Bambara, una popolazione africana, il mondo nel suo stadio primordiale assomiglia a un uovo vuoto di ogni essere e vita. E' il Fu originario, designato come nulla con tre sillabe: gla gla zo. Gla esprime l'idea di movimento, di risveglio, di resurrezione. Così l'uovo pieno del suo vuoto emette in principio una 'voce di vuoto", lo Spirito, che crea il suo doppio. Da questa coppia (che potrebbe simboleggiaren l'androgino) emana una sostanza umida, chiamata 'ruggine fredda" (zo sumale). A partire da questo momento o da questo stato lo Spirito elabora la creazione. Osserva Costantin Amariu a questo proposito: "l'aspetto più notevole nella teologia ovulare dei Bambara è che l'uovo dà vita allo Spirito come "soffio di vuoto originario". Il mistero della divinità demiurgica, come Spirito uscito dall'Uovo vuoto del mondo (vale a dire dal Nulla), riceve qui la sua più completa epifania simbolica. Ci fa pensare alla credenza popolare rumena che, metafisicamente, definisce l'uovo come il Pensiero di Dio. In questo specifico caso, pensiero vuol dire "Spirito Creatore".

Un mito greco riporta la nascita di Eros dall'Uovo d'Argento, deposto dalla Notte fecondata dal Vento: Eros nasce con ali dorate e mostra che l'uovo conteneva tutto il Cosmo e le sue creature.

(Fonte: Testo raccolto da Marie Ange Guisolain 
Edito in www.ilcerchiodellaluna.it)

IL MITO DELL'UOVO COSMICO

Nel processo alchemico l'uovo è rappresentato dal recipiente di cottura, nel processo di individuazione, per chi compie un percorso psicoanalitico, è il setting ad avere questa funzione.


L'uovo del mondo è simbolicamente il contenitore dell'anima imprigionata, del caos afferrato dall'artefice, la potenza che attuata sarà cosmo nel suo stato di completa manifestazione.
Rispetto al simbolo del paradiso terrestre, contenuto in una cinta circolare, corrisponde ad un diverso stato evolutivo: 
c'è una polarizzazione, uno sdoppiamento, si passa cioè da uno stato di quiete o di moto sempre uguale a se stesso, a una condizione di tensione di opposti, grazie alla quale è possibile uno sviluppo.
Nelle cosmogonie di molti popoli è presente l'immagine dell'uovo del mondo. L'induismo vede il cosmo a forma ovale, diviso in una parte inferiore, composta di sette ripiani, al di sotto dei quali c'è l'inferno, e di una parte superiore che comprende la terra e l'atmosfera sino al sole, il cielo stellato e quattro cieli di materia sempre più sottile.
Nell'antico Egitto si riteneva che la potenza demiurgica Knef, la grande anatra, avesse prodotto dalla bocca un uovo in cui erano contenuti tutti gli elementi necessari alla creazione: ne uscì Thot, dalla testa di ibis, il dio saggio e sapiente che divenne l'Ermes dei greci.
Secondo un'altra tradizione, l'uovo primordiale era un uovo madre, la Querchet, da cui nacquero il dio sole e tutte le forze vitali.
Secondo la popolazione Bambara del Mali gli elementi necessari alla creazione sono stati liberati dopo lo scoppio dell'uovo cosmico: 
lo spirito si innalza nello spazio grazie alla rotazione di una vibrazione sonora.
La tradizione indiana vede l'uovo cosmico, covato da un'oca, nascere dalle acque: è il soffio divino. 
Una volta divisosi ha dato vita al cielo e alla terra, all'uomo e alla donna.
In Finlandia è di nuovo un'anatra a deporre e consegnare alla vergine le sette uova che, rompendosi al contatto con l'acqua, creano il mondo.
La cosmogonia cinese origina con l'apertura di un uovo contenente il caos. Ne fuoriescono elementi pesanti Yin e leggeri Yang, che costituiscono la terra che sostiene e il cielo che copre.
Un'altra tradizione, quella Hun-tien, raffigura la terra e il cielo come il tuorlo e guscio di un grande uovo, il cui albume corrisponde all'oceano primordiale.
L'immagine dell'uovo, come abbiamo visto, è stata espressa da molte popolazioni per rappresentare l'origine del cosmo, di ciò che si rende conoscibile in quanto si rivela in forma ordinata e armonica.
Al di là degli elementi fin qui esposti è evidente la semplicità con cui possiamo evocare il contenuto di questa simbologia: immediatezza possibile grazie alla ripetuta esperienza che ne abbiamo sia sul piano corporeo che su quello del pensiero. 
Quante volte ci siamo meravigliati davanti allo schiudersi di un guscio, quando ciò che era "solo" potenza si rivela e prende forma!
Nel processo alchemico l'uovo è rappresentato dal recipiente di cottura, nel processo di individuazione, per chi compie un percorso psicoanalitico, è il setting ad avere questa funzione.
Dal vaso alchemico si leverà l'aquila o la fenice, l'anima sarà finalmente libera, come la farfalla che esce dalla crisalide.
In questo senso il simbolo dell'uovo cosmico è analogo a quello della caverna, il luogo a cui si accede dopo una prima morte con una seconda nascita, quella che riguarda la sfera psichica e quindi quella più strettamente individuale.
Dalla caverna si esce con una terza nascita, quella della dimensione spirituale.
Perché l'anima possa uscire è necessario che la pietra alla sommità della volta sia spostata, come per il sepolcro ove il Cristo è entrato a seguito di una morte e ne è uscito nascendo alla dimensione sovraindividuale.
E' importante notare come spesso il simbolo uovo sia associato ad un elemento assiale verticale che ne indica il "senso" inteso sia come direzione della potenza che come suo motivo.
Nella letteratura medioevale vi sono vari accenni all'uovo di struzzo come simbolo cristiano della creazione ed è con questo valore che viene usualmente appeso nelle chiese dell'Abissinia e nell'Oriente cristiano. 
Un esempio di opera d'arte in cui questa simbologia è palesemente raffigurata è la celebre pala di S. Bernardino, compiuta da Piero della Francesca tra il 1472 e il 1474, ora a Brera.
L'attenzione di chi la osserva è immediatamente attirata dalla presenza di un uovo, elemento inusuale, situato proprio al centro della composizione.
E' appeso a un filo (asse verticale), alla sommità della volta (varco attraverso il quale l'anima uscirà dal guscio).
Il tema dell'ovale è poi ripetuto nel volto (ab ovo, cioè: alle origini) della Madonna (madre - terra - femminile) e nella curvatura della possente architettura soprastante (padre - cielo - maschile).
Per permetterci di leggere l'armonia della composizione, Piero della Francesca, che era un matematico oltre che un pittore, colloca esattamente al centro della pala (originariamente più alta) l'uovo, la forma originale.
Quest'opera fu commissionata dal duca di Urbino Federico di Montefeltro, una persona il cui interesse primario era quello di sostenere il potere proprio della chiesa e l'indiscutibilità dei dogmi cattolici.
Vediamo, infatti, che le linee di forza riconducono lo sguardo alla figura statica della Madonna, la rappresentante della chiesa. 
Anche l'asse verticale, che potrebbe condurre al passaggio nella sommità della volta, è in realtà strumentalizzata allo stesso fine.
In conclusione, non possiamo sapere se fosse nell'intenzione di Piero della Francesca, ma quest'opera sembra stata fatta apposta per ricordarci che fino a quando sarà necessario ribadire un potere individuale ponendo l'accento su verità dogmatiche, ci sarà impossibile il passaggio ad una dimensione più ampia, quella sovraindividuale.
Paradossalmente l'uovo, che è proprio ciò da cui nasce ogni singolo individuo, è da sempre simbolo potente dell'universale, e porta in sè sia l'origine da cui tutto proviene che la ciclicità dell'eterno ritorno.

IMPORTANTI DICHIARAZIONI DI MILITARI SUGLI UFO


Quelle che seguono sono una parte importante delle innumerevoli dichiarazioni sugli UFO da parte di personaggi del mondo militare, governativo e scientifico, che hanno ricoperto ruoli significativi spesso strettamente attinenti agli UFO. Si tratta di dichiarazioni autentiche che non possono essere smentite, e sono supportate da evidenze riscontrabili in molti eventi accertati.

Ho personalmente fatto le traduzioni dalla lingua delle fonti originarie, cioè per lo più dall'inglese, riguardo alla maggior parte delle seguenti dichiarazioni, ed ho scelto una esposizione più o meno cronologica, a partire dal 1947 fino ai giorni nostri, cercando di dividere le dichiarazioni tra militari e scienziati.

- Il capo dell'FBI, J. Edgar Hoover, scrive questo memo a mano poco dopo la caduta del disco volante a Roswell nel 1947, in risposta all'ordine governativo di far stare l'FBI fuori dall'affare UFO: "Lo vorrei fare, ma prima di obbedire noi dobbiamo insistere sul pieno accesso ai dischi recuperati. Per esempio, nel caso di La. l'esercito lo ha sottratto e non ci ha permesso neanche un esame superficiale". Nel 1949 in un documento FBI si afferma: "Gli UFO sono considerati top secret dagli ufficiali dell'intelligence appartenenti all'esercito ed all'aereonautica militare."

- Luogotenente Walter Haut, ufficiale addetto all'ufficio stampa della Roswell Army Air Base: "Eravamo effettivamente in possesso di un disco volante, era stato trovato in un ranch a nord di Roswell. L'informazione fu data a me dal Colonel Blanchard. La copertura fu orchestrata molto bene e velocemente da Washington attraverso vari canali. Dovevamo dire che era tutto falso, che era solo un pallone meteorologico".

- Harry S. Truman, Presidente USA: "Posso assicurarvi che i dischi volanti, nella 'ipotesi' che esistano, non sono costruiti da nessuna potenza della Terra".


- Generale Nathan Twining, capo dell'Air Materiel Command (AMC), Chief of Staff, US Air Force, capo del Joint Chiefs of Staff, nel 1947 dichiarava che: il fenomeno dei dischi volanti è qualcosa di reale e non visionario o fittizio. Ci sono oggetti che hanno approssimativamente la forma di un disco alcuni dei quali appaiono piatti nella parte inferiore e presentano una cupola nella parte superiore. Questi oggetti sono grandi come un aereo ed hanno una superficie metallica o luminosa. Inoltre, essi mostrano prestazioni e manovrabilità straordinarie senza produrre suoni e fanno azioni evasive quando sono intercettati dagli aerei e dai radar.

Aggiunge che le caratteristiche operative riportate di tali oggetti, quali estremi ratei di salita, manovrabilità (particolarmente nel rollìo) ed azioni che possono essere considerate evasive quando avvistati o contattati da radar ed aerei amici, inducono a ritenere che alcuni di tali oggetti possano essere controllati in modo manuale, automatico o da remoto.


- Luogotenente George Gorman, pilota di un caccia F51 che ingaggiò una battaglia aerea di 30 minuti con un piccolo UFO nel 1948. ha dichiarato "Sono convinto che ci fosse qualcosa di pensante dietro alle manovre di quella cosa".

- Comandante Robert McLaughlin, responsabile della Ricerca Missilistica dell'USAF e della base missilistica di White Sands nel Nuovo Messico, nel 1949 affermava che: "i Dischi Volanti non hanno nulla a che fare con qualsiasi esperimento esercitato da scienziati americani o da chiunque sulla Terra". "Se queste cose sono vere, queste provengono da un altro pianeta, in cui le creature sono molto più avanti di noi nell'utilizzo della scienza". "Ho sentito dire che sono navi spaziali provenienti da Marte, che sono state attratti dalla nostra Terra, dalle esplosioni e dalla bomba atomica, affascinati da ciò che hanno visto, hanno continuato a mantenere un occhio su di noi." Dichiarò anche: "Il 7 e il 27 aprile 1948 ho visto dischi volanti inseguire missili e sorpassarli in velocità".

- In un documento ufficiale del 21/10/1950, si legge la seguente affermazione: "La Security Division, AEC, Oak Ridge; la Security Branch, NEPA division, Oak Ridge; l'AEC Security Patrol, Oak Ridge; l'FBI, Knoxville; l'Air Force Radar and Fighter Squadron, Knoxville; e l'OSI, Knoxville, Tennessee, falliscono nel dare una adeguata spiegazione al soggetto (ndr gli UFO), e le possibilità che siano scherzi, isteria di massa, palloni di qualsiasi tipo, uccelli con o senza oggetti attaccati, foglie che cadono, sciami di insetti, particolari fenomeni naturali, riflessi, aquiloni volanti, oggetti lanciati da terra, oggetti trasportati dal vento, pazzie, e molti altri eventi naturali sono stati respinti a causa dell'attendibilità dei testimoni; a causa di dettagliate descrizioni simili degli oggetti fatte da differenti persone; a causa dell'impossibilità."

- Dr. H. Marshall Chadwell, assistente capo dell'Office of Scientific Intelligence della CIA, nel dicembre 1952 scrisse: "Gli avvistamenti di oggetti inspiegabili a grande altitudine che viaggiano ad alte velocità nelle vicinanze delle installazioni della difesa USA sono di una natura tale che non sono attribuibili a fenomeni naturali o a tipi di aerei conosciuti".


- Harry G. Barnes-Senior, Controllore del traffico aereo per la C.A.A., nel parlare dell'avvistamento di massa avvenuto su Washington nel 1952: "Per sei ore ci sono stati almeno 10 UFO che si muovevano su Washington. Essi non erano aerei ordinari."


- Luogotenente D. A Swimley dell'USAF, nel 1953 avvistò con il suo aereo ben 8 UFO, i quali furono confermati dal radar e da numerosi testimonianze che includono piloti commerciali e ufficiali di polizia, dichiarò sulla faccenda in seguito a tentativi di ridicolizzare la storia: "E non ditemi che erano riflessi, io so che erano oggetti solidi".

- Air Chief Marshall Lord Hugh Dowding, ufficiale comandante della Royal Air Force durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1954 dichiarò : "Certamente gli UFO sono reali e sono di origine interplanetaria. Le prove accumulare sull'esistenza degli UFO sono moltissime ed io accetto la realtà della loro esistenza". "Più di 10.000 avvistamenti UFO sono stati riportati, la maggioranza dei quali non possono essere risolti utilizzando qualsiasi spiegazione scientifica, come utilizzando il fatto che sono allucinazioni, riflessi, meteore, ruote che cadono da aerei, e simili. Questi UFO sono stati tracciati dagli schermi radar e le velocità osservare erano maggiori di 14481 km orari (9000 mph). Sono convinto che questi oggetti esistano e che non sono fabbricati da nazioni della Terra. Io non vedo altra alternativa che l'accettare il fatto che siano di origine extraterrestre".


- Principe Filippo, Duca di Edinburgo, nel 1954 dichiarò: "Ci sono molte ragioni per credere che gli UFO esistono. Ci sono molte evidenze provenienti da testimoni attendibili".


- Allen Dulles, capo della CIA, nel 1955 dichiarò "Esiste la massima segretezza riguardo il tema degli UFO".

- Il leggendario Generale Douglas MacArthur l'8/10/1955 dichiarò: “Ora affrontiamo un nuovo mondo, e un nuovo cambiamento. Parliamo in termini sconosciuti, di sfruttare l’energia cosmica, e dell’ultimo conflitto fra la razza umana e le forze sinistre di qualche altra galassia. Le nazioni del mondo dovranno unirsi, dato che la prossima guerra sarà interplanetaria. Le nazioni della terra un giorno o l’altro dovranno fare uno sforzo comune, contro l’attacco di popoli provenienti da altri pianeti.”


- Generale Benjamin Chidlaw del Comando della difesa aerea USA (Air Defense Command), ha dichiarato: "Noi abbiamo una gran quantità di rapporti sui dischi volanti. Li prendiamo in seria considerazione dal momento che abbiamo perso molti uomini ed aerei nel tentativo di intercettarli".

- Il Capitano Jean Plantier nel 1955 fece uno studio sugli UFO e concluse che i cosiddetti dischi volanti non erano un prodotto della fantasia, ma apparecchi prodotti da civiltà evolute e suggeriva all’Aeronautica Militare Francese di intraprendere serie ricerche per sperimentare questa rivoluzionaria tecnica di volo. Plantier teorizzò anche l’esistenza di una energia inesauribile e non inquinante che gli alieni erano riusciti in qualche modo ad imbrigliare (una free energy).

- Il 16/1/1957 l'Ammiraglio S. Fahrney, capo collaudo missili della Marina Americana ha dichiarato: "Secondo informazioni degne di fede, nella nostra atmosfera giungono oggetti ad altissima velocità controllati da intelligenze coscienti. Nessun mezzo, né negli Stati Uniti, né nell'Unione Sovietica è attualmente in grado di raggiungere le velocità attribuite a questi oggetti dagli apparecchi radar e dagli osservatori. Secondo rapporti di scienziati e tecnici, questi oggetti volano in formazione e compiono manovre che sembrano indicare che essi non siano completamente controllati da un equipaggiamento automatico. Questi oggetti sono incontestabilmente il risultato di lunghe ricerche e di un insieme di cognizioni tecnologiche eccezionali".

- Generale Brigadiere João Adil Oliveira, capo della Air Force General Staff Information Service, guidò la prima inchiesta militare ufficiale brasiliana sugli UFO e nel 1957 dichiarò: "È impossibile negare ancora l'esistenza dei dischi volanti ai giorni nostri. I dischi volanti non sono illusioni, sono fatti confermati da prove materiali. Ci sono migliaia di documenti, foto e rapporti di avvistamenti che dimostrano la loro esistenza". Nel 1954 aveva dichiarato: "Il problema dei dischi volanti ha polarizzato l'attenzione dell'intero mondo, ma è serio e merita di essere trattato seriamente. Quasi tutti i governi delle grandi potenze si sono interessati a questo problema, trattandolo in modo serio e riservato, a causa del suo interesse militare".


- William H. Ayres, membro del congresso USA, nel 1958 dichiarò: "Le investigazioni delle commissioni congressuali sono ancora ferme sul problema degli UFO ed è un problema tale nel quale c'è molto interesse. Poiché la maggior parte del materiale presentato alle commissioni è classificato, le sedute non sono mai state registrate".

- Maggiore Donald E. Keyhoe, United States Marine Corp: "L'Air Force aveva emesso un ordine segreto per i suoi piloti per catturare gli UFO". Inoltre fece la seguente dichiarazione in una trasmissione del 1958, che fu immediatamente troncata per motivi di 'sicurezza nazionale' non appena invece di attenersi alle frasi che gli erano state imposte di dire, Donald E. Keyhoe iniziò a dichiarare questo: "Negli ultimi cinque mesi noi abbiamo lavorato con una commissione investigativa ufficiale segreta riguardante le prove che gli UFO sono macchine reali sotto controllo intelligente".

- Luogotenente Colonnello Richard Headrick, esperto di bombardamento radar, nel 1959 dichiarò: "I dischi volanti esistono, io ne ho visti due, erano manovrati in modo intelligente (tattiche evasive, voli in formazione, galleggiamenti in aria). Essi erano veicoli, e non erano degli Stati Uniti o della Russia. Io presumo che fossero extraterrestri".


- Capitano Kervendal, della Gendarmeria Francese, ha dichiarato: "Sta accadendo qualcosa nei cieli che noi non riusciamo a capire. Se tutti i piloti civili e militari che hanno visto gli UFO e qualche volta li hanno inseguiti sono vittime di allucinazioni, allora a moltissimi piloti dovrebbe essere proibito di volare".

- Wilbert Smith, ingegnere radio senior del Department of Transport e capo del Progetto Magnet che fu la prima inchiesta governativa Canadese sugli UFO (negli anni 50), dichiarò: "La questione degli UFO è la cosa più altamente classificata per il Governo degli Stati Uniti, persino più della Bomba H. I dischi volanti esistono. Il loro modo di operare è sconosciuto ma uno studio approfondito è stato fatto da un piccolo gruppo guidato dal Dr. Vannevar Bush. L'intera questione è considerata dalle autorità degli Stati Uniti di grandissima importanza". Da notare che l'altissima segretezza degli UFO è rimasta tale fino ad oggi, tanto è vero che, sempre a proposito di dichiarazioni, nel Dicembre 2008 il politico australiano Malcolm Turnbull ha affermato che gli UFO hanno classificazione "Above Top Secret", la più alta esistente.


- Ammiraglio M Herbert B Knowles, US Navy, ha dichiarato: "So che c'è una reale necessità di passare attraverso la copertura sugli UFO di Washington e portare la verità alla gente. Sembra che ci ci sia una grande paura tra i potenti sul fatto che le persone americane cadrebbero nel panico se sapessero la verità. Quanto poco conoscono e capiscono i loro stessi cittadini. Io sento che milioni dei nostri cittadini già credono nella realtà degli UFO."

- Vice-Ammiraglio R.H. Hillenkoetter, Comandante dell'Intelligence del pacifico nella Seconda Guerra Mondiale e successivamente capo della CIA, nel 1960 ha dichiarato: "Dietro le quinte, gli ufficiali di alto rango dell'Air Force sono seriamente preoccupati riguardo agli UFO. Ma attraverso una politica ufficiale di segretezza e di ridicolizzazione, molti cittadini sono portati a credere che gli UFO siano sciocchezze. Per nascondere i fatti l'Air Force ha zittito il suo personale".


- Pierre Clostermann, importante pilota militare dell'aviazione francese, ha dichiarato: "I dischi volanti sono di origine extraterrestre. Né gli americani né i russi sono in grado di costruire macchine simili. Le caratteristiche dei dischi volanti sono infatti chiaramente superiori alle presenti possibilità della scienza".

- Colonnello Joseph J. Bryan III, fondatore del reparto CIA della guerra psicologica, assistente speciale al segretario dell'Air Force, consulente alla NATO: "Questi UFO sono apparecchi interplanetari che stanno sistematicamente osservando la Terra, e sono pilotati da equipaggi oppure sono controllati a distanza". "Le informazioni sugli UFO, inclusi i rapporti degli avvistamenti, sono state e sono ancora ufficialmente tenute nascoste".

- Barry Goldwater, Senatore USA, pilota con decine di anni di esperienza e Generale dell'Air Force Reserve, ha dichiarato: "Certamente io credo che esistono alieni nello spazio, e che essi stanno davvero visitando il nostro pianeta. Essi potrebbero non essere come noi, ma io credo che sono avanzati oltre ogni immaginazione". "Penso che si stiano effettuando degli studi governativi altamente segreti sugli UFO e noi non sappiamo nulla di essi, e probabilmente non ne sapremo mai nulla a meno che l'Air Force non li renderà pubblici". Barry Goldwater si era anche lamentato del fatto che gli era stato rifiutato il permesso di controllare i files sugli UFO dell'Air Force.

- Colonnello Hayashi, Comandante dell'Air Transport Wing della Air Self-Defense Force del Giappone, negli anni'60 dichiarò: "L'esistenza degli UFO è impossibile da negare...è molto strano che noi non siamo riusciti a trovare la loro origine dopo oltre 20 anni di indagini".

- Maggiore General E.B. LeBaily, direttore dell'informazione USAF, nel 1965 scrisse: "Molti dei rapporti sugli UFO che non possono essere spiegati provengono da individui intelligenti e molto qualificati la cui integrità non può essere messa in dubbio".


- Il Generale Curtis LeMay, parlando di UFO, nel 1965 ha dichiarato: "Ci sono dei casi (ufologici) che non possono essere spiegati. E mai lo potrebbero".

- Capitano e ingegnere Omar R. Pagani, direttore della inchiesta militare Argentina sugli UFO, nel 1965 dichiarò: "Gli UFO esistono. La loro presenza ed il loro movimento intelligente nello spazio aereo argentino è stato provato. La loro natura e la loro origine sono sconosciute e nessun giudizio è stato dato su questi aspetti".


- Generale Kanshi Ishikawa, capo dell'Air Staff dell'Air Self-Defense Force del Giappone e comandante della 2nd Air Wing, nel 1967 dichiarò: "Molte prove ci dicono che gli UFO sono stati tracciati dai radar; quindi, gli UFO sono reali e potrebbero venire dallo spazio....vario materiale ci mostra scientificamente che ci sono più individui preparati che pilotano i dischi volanti e le astronavi madre".


- Capitano Robert Salas delle forze aeree USAF: "La sicurezza chiamò e disse, signore, c'è un oggetto luminoso rosso che galleggia in aria proprio fuori all'ingresso principale. Io presi tutti gli uomini e ci precipitammo lì con le armi in pugno. Perdemmo tra i 16 ed i 18 ICBM (Missili nucleari intercontinentali balistici) nello stesso momento in cui degli UFO erano nell'area. Un ufficiale di alto grado delle forze aree disse di sospendere le investigazioni, di non occuparsi più di questo e di non scrivere un rapporto sulla questione. Molte delle guardie che fecero rapporto sull'incidente furono spedite in Vietnam".


- Air Marshall Nurjadin Roesmin, Comandante in capo delle forze aeree indonesiane nel 1967: "Gli UFO avvistati in Indonesia sono identici a quelli avvistati nelle altre nazioni. A volte sono dei problemi per la nostra difesa aerea e in un caso siamo stati obbligati ad aprire il fuoco su di loro".


- Air Commodore J. Salutun, del Consiglio Aerospaziale nazionale Indonesiano e Membro del parlamento indonesiano, nel 1967 dichiarò:Il caso più spettacolare di UFO in Indonesia è avvenuto durante il culmine della confrontazione del presidente Sukarno in Malesia, quando degli UFO penetrarono una area molto ben difesa per due settimane, e ogni volta furono accolti con quello che è forse stato il più pesante fuoco anti-aereo di sbarramento della storia".

- Colonnello Carl Sanderson, USAF, nel commentare il suo avvistamento di due UFO circolari di colore argenteo in prossimità del suo aereo: "Dalle loro manovre e dalla loro incredibile velocità sono certo che le loro prestazioni di volo sono molto più avanzate di qualsiasi altro aereo oggi conosciuto".

- Comandante Juan Barrera della Aquirre Cerda Airbase, nel commentare un suo avvistamento UFO: "Non è possibile che potesse essere un veicolo aereo costruito sulla Terra".


- Maggiore Edward G. Ruppelet, direttore del progetto Blue Book sugli UFO dell'USAF, ha dichiarato: "Alcuni dei rapporti che non siamo stati in grado di spiegare potrebbero forse essere spiegati ammettendo l'esistenza di velivoli di provenienza extraterrestre sotto controllo intelligente". "Ogni volta che divento scettico, penso agli altri rapporti (sugli UFO) fatti da piloti esperti e da operatori radar, scienziati, e da altre persone che sanno a cosa stanno guardando. Questi rapporti sono stati accuratamente investigati e sono ancora senza spiegazione. Noi non abbiamo alcun aereo su questa terra che può così facilmente seminare i nostri aerei più moderni. Forse la Terra è visitata da astronavi extraterrestri".


- Generale Lionel M Chassin, Forze aeree francesi, Coordinatore della difesa delle forze aeree dei paesi membri della NATO, ha dichiarato: "Il numero delle persone razionali, intelligenti e preparate in pieno possesso delle loro facoltà che hanno 'visto qualcosa' e lo hanno descritto cresce ogni giorno. Noi possiamo categoricamente dire che oggetti misteriosi sicuramente sono apparsi e continuano ad apparire nei cieli che ci circondano."


- Presidente USA Gerald Ford: "Raccomando fortemente di costituire una commissione investigativa sul fenomeno UFO. Io penso che dobbiamo alla gente il fatto di dare credibilità agli UFO e di produrre quanti più chiarimenti possibili su questo soggetto."

- Jimmy Carter, Presidente USA: "Sono convinto che gli UFO esistono perché ne ho visto uno. Era la cosa più strana che avessi mai visto, era enorme molto luminoso, cambiava colore. Nessuno di noi ha capito cosa potesse essere. Una cosa è sicura: non mi prenderò mai più gioco delle persone che dicono di aver visto UFO nei cieli".


- M. Robert Galley, Ministro francese della Difesa, nel 1974 ha dichiarato: "Io credo che lo spirito che dobbiamo adottare nell'affrontare apertamente il fenomeno ufologico deve essere uno spirito aperto, il che consiste nel non negare a priori il fenomeno, come i nostri antenati dei secoli passati negavano molte cose che oggi sembrano perfettamente elementari."


- Generale Carlos Castro Cavero delle forze aeree spagnole, nel 1976 ha dichiarato: "Credo che gli UFO siano astronavi o velivoli extraterrestri. Le nazioni del mondo stanno attualmente lavorando insieme nell'investigazione del fenomeno UFO. C'è uno scambio internazionale di dati. Forse quando questo gruppo di nazioni acquisiranno più precise e definitive informazioni, sarà possibile rilasciare la notizia al mondo". "Io stesso ne ho visto uno per più di un'ora. Era un oggetto estremamente brillante, che rimase stazionario per tutto quel tempo e poi schizzò via verso Egea de los Caballeros, coprendo la distanza di 20 Km in meno di due secondi. Nessun velivolo umano può raggiungere una velocità simile".


- Victor Marchetti, ufficiale della CIA, nel 1979 scrive: "Noi siamo stati contattati e visitati da esseri extraterrestri, ed il governo USA, in accordo col le altre potenze della Terra, è determinato a tenere nascoste queste informazioni al pubblico. Lo scopo della cospirazione internazionale è di mantenere una stabilità praticabile tra le nazioni del mondo e mantenere un controllo istituzionale sopra i loro rispettivi cittadini.

Per questi Governi ammettere che ci sono esseri extraterrestri con mentalità e capacità tecnologiche molto superiori alle nostre, potrebbe, una volta pienamente percepito dalla persona media, erodere le fondamenta dalla struttura del potere tradizionale sulla Terra. I sistemi politici legali, religiosi, economici e sociali, e le rispettive istituzioni, potrebbero presto diventare senza senso nella mente della gente. Le strutture oligarchiche nazionali,persino la civiltà così come noi la conosciamo, potrebbe collassare nell'anarchia. Tuttavia, queste conclusioni estreme non sono necessariamente valide, ed esse probabilmente riflettono la paura delle 'classi dominanti e dei centri di potere' delle principali nazioni, i cui leader (particolarmente quelli in affari con l'intelligence) hanno sempre propugnato una eccessiva segretezza governativa sulla questione come una cosa necessaria a preservare la 'sicurezza nazionale'."

A questo punto giova citare cose ha detto il Prof. Federico Di Trocchio, storico della scienza, dell'Università di Lecce: “Sono state le continue interferenze dell'intelligence fin dal suo primo manifestarsi, che hanno compromesso una adeguata presa di coscienza del fenomeno UFO da parte della comunità scientifica internazionale.”


- Comandante Turner, è stato per ben 29 anni a capo dei sistemi radar della RAF, ha ottenuto nel 1983 il riconoscimento di "Member of the British Empire" (MBE), e nel 1971 era di stanza presso la base militare della Royal Air Force di Sopley nel Dorset, quando qualcosa di incredibile è apparso sugli apparecchi radar. 35 oggetti velocissimi e tutti equidistanti tra loro, passavano da 3.000 a 60.000 piedi a circa 300 miglia orarie sotto gli occhi esterrefatti del militare e dei suoi colleghi. Ogni pochi secondi uno degli UFO spariva dal radar e veniva rimpiazzato qualche attimo dopo da un velivolo identico.

Turner ha affermato che almeno 4 civili e 6 operatori radar militari, più gli operatori dell'aeroporto di Heathrow, hanno avvistato gli UFO a est di Salisbury Plain ed hanno compilato rapporti descrivendo il fenomeno accaduto nel 1971. Tre giorni dopo l'incidente, il Ministro della Difesa ha visitato il sito RAF e dato precise istruzioni di "non parlare mai più dell'accaduto".

Turner ha dichiarato che: "Gli UFO sono reali, ho potuto seguirli personalmente su radar militari. Quello che ho visto supera ogni logica ed è stato veramente straordinario. Oltretutto non sono stato l'unico testimone. Oltre 30 paia di occhi dello staff RAF e operatori radar all'aeroporto di Heathrow, hanno osservato la stesa cosa. È arrogante pensare che siamo gli unici esseri nell'universo. Ho realizzato subito che non si trattava di un convoglio aereo militare. L'unico velivolo con quella possibilità di ascesa sarebbero stati aerei supersonici ultra veloci, ma non sarebbero comunque riusciti a mantenere una formazione così perfetta (ndr senza contare le sparizioni improvvise sul radar) e inoltre avrebbero fatto un sacco di rumore, invece quella notte nessuno ha sentito un rumore."


- Generale turco Erdogan Karakus, ha rivelato di aver assistito, quando era pilota di caccia, ad un incontro ravvicinato tra otto caccia dell'aeronautica turca e alcuni oggetti volanti non identificati avvenuto nel maggio 1983 nei cieli della Turchia.
"Gli Ufo galleggiavano nell'aria grazie ad una tecnica a noi sconosciuta'', ha detto Karakus, quando vennero visti da uno dei piloti.
Gli oggetti volanti accompagnarono la squadriglia aerea per circa 15 minuti ''ed io avvisai un pilota di non avvicinarsi in quanto quegli oggetti non assomigliavano ad aeroplani'', ha detto l'ex generale.
''Intanto uno dei miei amici aveva spento le luci dell'aereo. A questo punto gli Ufo si sono avvicinati al terzo caccia della fila. Poi si sono spostati in direzione del secondo quando anche il terzo spense le sue luci'', ha aggiunto Karakus secondo il quale, quando egli stesso guardò in direzione di un Ufo che volava alla sua sinistra, riuscì a vedere soltanto un raggio di luce gialla.
''Dopo di che scomparvero all'improvviso''. Anche le torri di controllo degli aeroporti di Istanbul, Ankara e Konya intercettarono gli Ufo sui propri radar, ha concluso l'ex generale.


- Air Commodore David Thorne, capo delle operazioni generali per le forze aeree militari dello Zimbabwe Air Force, nel 1985 ha dichiarato: "Questo è il primo caso in Zimbabwe dove dei piloti militari hanno tentato di intercettare un UFO. Per quanto i miei esperti aeronautici si siano interessati alla questione, noi riteniamo implicitamente che gli UFO inspiegabili provengano da civiltà extraterrestri".


- Maggiore George A. Filler dell'USAF, pilota che ha avuto intercettazioni radar/visuali con UFO sopra il Regno Unito, ha dichiarato: "Fermi si domandò dove fossero gli extraterrestri se ci stavano visitando". "La mia risposta ad Enrico Fermi è che sonde extraterrestri ci stanno visitando su basi regolari. Possono non essersi mostrate apertamente, ma l'umanità non le sta cercando o non sta analizzando le ampie prove disponibili". "Quando ero in servizio nelle forze aeree militari USA, il comando di controllo di Londra ci ha portati a investigare e ad intercettare un grande UFO. Intercettammo l'UFO, lo vidi sul mio radar e con i miei occhi proprio prima che si allontanasse ad una velocità incredibile. Ci sono migliaia di storie simili dove piloti, personale di terra e operatori radar hanno osservato degli UFO. È tempo per gli scienziati di iniziare a guardare le incredibili evidenze raccolte continuamente in tutto il mondo".


- Il Colonnello Colman S. VonKeviczky si laureò in scienze militari ed ingegneria all’università militare “Maria Ludovica” di Budapest e, al termine della seconda guerra mondiale, prestò servizio presso il quartier generale dei servizi speciali della polizia statunitense in Germania. Dal febbraio del 1953 lavorò presso la segreteria dell’ONU, negli Stati Uniti e divenne in seguito fondatore dell’ICUFON, l’Inter-Continental UFO Network, un organismo impegnato in una serie di iniziative volte al coinvolgimento dell’ONU nell’analisi del fenomeno UFO e nella divulgazione dei dati raccolti, ai mezzi di comunicazione di massa.

Il 21 aprile del 1987, nell’auditorium della biblioteca del quartier generale dell’ONU, ha effettuato una importanza conferenza sul tema UFO, in cui ha dichiarato:

“Da tre decenni gli scienziati, gli ufologi e l’opinione pubblica cercano in tutto il mondo prove e discutono invano su una teoria: Esistono gli UFO o no? Da dove vengono? Quali sono le loro intenzioni? È strano il fatto che, negli ultimi 40 anni, i nostri scienziati e i ricercatori privati abbiano evitato di basare le loro ricerche sulle solide fondamenta della documentazione militare, che già dal 1953 spiega, pubblicamente, l’indubitabile origine extraterrestre degli UFO.”


- Presidente degli USA Ronald Reagan, disse all'assemblea delle Nazioni Unite il 21/09/1987: “La nostra ossessione per l’antagonismo del momento, ci fa dimenticare spesso quanto uniti devono essere tutti i membri dell’umanità. Forse abbiamo bisogno di una lezione, proveniente dall’esterno, dall’universo, che ci faccia riconoscere questo bene comune. Occasionalmente penso a come le nostre differenze planetarie potrebbero facilmente dissolversi, se dovessimo affrontare una battaglia con una forza aliena esterna a questo pianeta. E ancora mi chiedo: non esiste già una minaccia aliena sopra di noi?“


- Michail Gorbaciov, ultimo Presidente dell’Unione Sovietica. In una riunione a Mosca nel 1987, in presenza di scienziati, Gorbaciov parlò riguardo a cosa gli aveva detto Reagan, in merito alle attività aliene sul pianeta, dichiarando: "non entrerò nel merito di una ipotesi del genere, nonostante ciò, penso che sarebbe prematuro preoccuparsi per un intrusione così". Nel 1990 dichiarò anche: "Il fenomeno degli UFO esiste e deve essere trattato seriamente".


- Ronald Reagan, prima di partire con il suo aereo il 6/5/1988: “Se dovesse succedermi qualcosa, ebbene io spero che tutti i popoli della Terra si uniranno nel caso di un’invasione aliena”. In un'altra occasione, Reagan raccontò anche il suo avvistamento in volo di UFO luminoso che zigzagava nei cieli.


- Lord Admiral Hill-Norton (GCB), Ministro della difesa Britannico, Capo della commissione militare della NATO, Ammiraglio della Flotta britannica, Membro della casa dei Lord, ha dichiarato: "Mi è stato frequentemente chiesto perché una persona del mio background, Ministro della Difesa e Capo della Commissione Militare della Nato, perché penso che ci sia una copertura sui fatti che riguardano gli UFO. Io credo che se i governi temono che se rivelassero questi fatti le persone andrebbero in panico, ma io non credo che accadrebbe. C'è una seria possibilità che noi siamo visitati da esseri extraterrestri. Spetta a noi scoprire chi sono, da dove vengono e cosa vogliono".

"L'evidenza che ci sono oggetti che sono stati visti nella nostra atmosfera, perfino sulla terra ferma, che non possono essere spiegati come oggetti fatti dall'uomo o come fenomeni naturali o come effetti conosciuti dai nostri scienziati mi sembra essere sconvolgente. Un numero molto grande di avvistamenti è stato garantito da persone le quali credenziali mi sono sembrate impeccabili. È impressionante come così tanti osservatori esperti, come ufficiali di polizia, e piloti civili o militari. Le loro osservazioni sono state in molti casi supportate da mezzi tecnici come radar o, perfino più convincenti, interferenze con apparecchi elettrici di un tipo o di un altro".

- Generale delle Forze Aeree Francesi Denis Letty, nel 2004 dichiara che: "Io dico sì, gli UFO esistono, le testimonianze sono numerose ed affidabili nella loro grande maggioranza. A titolo d’esempio, dal 1900 più di 1.300 casi aeronautici osservati da piloti civili e militari sono stati censiti e in un gran numero di casi l’osservazione visuale è confermata da altri elementi, quali la ricezione radar simultanea (20% dei casi), la testimonianza di un controllore di volo o di un altro equipaggio". "Al presente una minaccia UFO non si è fatta sentire in Francia, ma almeno in due casi sembra di aver visto manovre intimidatorie".


- Colonnello Alfonso Isaia Ufficiale pilota dell'Aeronautica Militare italiana, pilota personale della famiglia Agnelli e capo del Servizio Aeromobili in dotazione FIAT, ha dichiarato: "Oggi ritengo che questi corpi volanti ci siano: E sono convinto anche che siano pilotati, che ci siano delle persone a bordo. Sono sicuro che esistono".


- Nel dicembre 2007, il capo di gabinetto nipponico, Nobutaka Machimura, alle domande insistenti dei giornalisti sui recenti avvistamenti di oggetti non identificati nei cieli giapponesi il ministro ha ammesso, senza giri di parole, che "il governo può solo offrire risposte stereotipate a questa domanda, ma personalmente credo definitivamente che gli Ufo esistano. Non dovrei aggiungere altro, ma vorrei veramente che queste domande venissero poste con più frequenza".

- Sempre nel dicembre 2007, il capo di Stato maggiore delle Forze di autodifesa giapponesi, il ministro Shigeru Ishiba, ha affermato che il Giappone deve prepararsi preventivamente ad un possibile attacco da parte degli alieni. Inoltre ha affermato che "Non c'è nessun motivo per negare ulteriormente che oggetti non identificati (UFO) esistono" e che "questi (UFO) vengono controllati da un'altra forma di vita".

- Nel 2008, grazie ad History Channel”, si è saputa la storia del pilota della Forza Aerea Peruviana (FAP), Oscar Santa Maria Huertas, il quale si trovò in contatto con un UFO ad inizio degli anni 80 del novecento, con il quale entrò anche in combattimento. Questo caso è stato documentato dal Dipartimento della Difesa e la CIA nordamericana come un fatto reale. Egli ha dichiarato:

“Sono Oscar Santa Maria Huertas, pilota della Forza Aerea Peruviana e attualmente in pensione. Il giorno 8 Aprile del 1980, alle ore 07:15 della mattina nella base aerea di Joya (Perù)…all’epoca avevamo 1800 soldati effettivi che osservarono al termine della pista un oggetto simile ad un globo, il quale non era autorizzato a volare nell’area e fu identificato come una spia e fu ordinato di raggiungerlo e distruggerlo immediatamente”. Il pilota peruviano sparò 64 colpi (con un cannone di 9 millimetri) contro l’oggetto, il quale restò immune dai colpi, poi accelerò e poi ridusse la sua velocità. Il caso di Santa Maria è stato divulgato dagli apparati militari e in special modo dal Segretario di Stato Americano, la NSA e la CIA. Il documento si intitola “UFO avvistato in Perù” e segnala: “La Forza Aerea Peruviana (FAP) tentò di intercettare e distruggere l’UFO però senza esito”.

- Comandante Wilson Salgado dell'aviazione militare dell'Ecuador, in una dichiarazione ufficiale, in seguito alla decisione del Governo di declassificare i casi ufficiali sugli UFO nel 2008, ha dichiarato che: "Gli UFO sono velivoli di origine extraterrestre nella nostra atmosfera e dobbiamo condividere il nostro spazio con esseri di altri mondi". Inoltre, il presidente della Repubblica Ecuadoregna ha ammesso che gli UFO ci sono e che per ora non rappresentano una minaccia.


- Il colonnello in pensione della US Army, John B. Alexander, il 25 gennaio 2009 ha dichiarato:
“Gli UFO sono reali. La prova che ci sono cose che volano su tutti i nostri cieli e non sono nostre è davvero stravolgente. Ma la maggior parte degli scienziati non andrà vicino a questa soluzione perché pensano a Condon, dal nome Edward che ha supervisionato il progetto Colorado, che aveva il compito di effettuare un approfondito studio, ma in realtà non lo fece. Dobbiamo fare in modo di permettere agli scienziati di studiare di nuovo gli UFO. Si potrebbe contribuire a fare una richiesta formale alla National Academy of Science, magari tramite l’intervento di John Podestà. Ma credo che ciò sarà un tantino difficile perché non c’è stato nessun miglioramento politico, e la comunità scientifica non vuole nemmeno guardare le prove. Le scarta a priori“.


- Il Colonello Ariel Sánchez è un ufficiale della Forza Aerea dell'Uruguay con 33 anni di servizio attivo dal 1989 e che guida la commissione ufficiale sugli UFO, il cui compito è quella di raccogliere un registro di casi e sviluppare linee guida o conclusioni sulla sua veridicità e origine. Sánchez ne è attualmente presidente, ed ha dichiarato nel giugno 2009 in seguito alla declassificazione uruguaiana di documenti riguardanti gli UFO:
"la commissione ha accertato determinate modificazioni della composizione chimica del suolo dove sono registrati atterraggi. Il fenomeno esiste. Può essere un fenomeno che si registra nella bassa atmosfera, l’atterraggio di una aeronave di una forza straniera, oppure teoricamente di una extraterrestre. Può trattarsi di una sonda di vigilanza proveniente dallo spazio, nello stesso modo in cui mandiamo nostre sonde per esplorare mondi lontani. Il fenomeno UFO esiste nel paese. Insisto: la Forza Aerea non scarta l’ipotesi extraterrestre sulla base della nostra analisi scientifica".


- Sócrates da Costa Monteiro, Ex ministro dell’Air Force durante il governo di Fernando Collor, dal 1990 al 1992, ex tenente brigadiere della Força Aérea Brasileira (FAB), pilota di diversi tipi di aerei, il 25 ottobre 2009 ha rivelato che le osservazioni di UFO sono state regolarmente captate sugli schermi radar, ben prima dell’assunzione al suo comando, e che tutti i casi sono stati accuratamente registrati, ed alcuni di essi hanno subito un'ulteriore indagine da parte delle Forze aeree.
Monteiro ha descritto una situazione in cui la stazione radar di Cindacta a Gama (DF) è stata sorvolato a bassa quota da un oggetto a forma di disco di grandi proporzioni, e che il suo personale, senza sapere cosa fare, ha aperto il fuoco contro l’intruso. Quando giunse a saperlo, Monteiro diede loro espressamente ordine di fermare, immediatamente, il fuoco perché "hanno una tecnologia molto più avanzata della nostra e non sappiamo come avrebbero reagito alla nostra azione".


- Jim Warnica è stato nella Navy Reserve dal 1944 al 1946 ed ha lavorato come addetto radar, nel luglio 2010 ha dichiarato in una intervista rilasciata al quotidiano “Cannonconnections” che, mentre era in servizio vide un oggetto misterioso sui radar: “ricordo che un giorno il mio schermo radar rilevò un oggetto veloce in movimento, che non aveva l’aspetto di un aereo. Si muoveva più veloce di qualsiasi aereo che potesse volare. Questo avvenne prima che gli UFO fossero conosciuti“.


- Nel gennaio 2011 Everett Harris, ex pilota di caccia USA, ha dichiarato che nel 1945, mentre era a bordo del suo Mustang P-51 nei cieli della Germania, vide due misteriosi oggetti sferici volanti. Harris ha detto: "io ed un'altro pilota volavamo in formazione stretta sulla via del ritorno alla base...Improvvisamente due oggetti sferici, ciascuno più grande di un aereo monomotore, apparvero volando a non più di 20 metri di distanza sul mio lato sinistro, come se volassero in formazione con noi". Harris tentò di girare verso le sfere ma esse improvvisamente fuggirono ad alta velocità, per poi sparire in direzione Sud. Sulle sfere c'erano dei rivetti, mentre non era visibile alcuna fonte di propulsione.


- Il capitano dell'Esercito e pilota Rodrigo Bravo, del distaccamento degli aviatori dell'istituzione, ha dichiarato che "non si può negare o ignorare la situazione: gli UFO rappresentano una minaccia reale e di grande gravità" e "siamo di fronte ad un fenomeno complesso, con caratteristiche che non possono essere spiegate in termini naturali, terrestri".

Nota: non sono stati citati personaggi noti che però hanno raccontato falsità e quindi sono considerati inattendibili. 

MISTERIOSE SPARIZIONI DI AEREI NELLA STORIA


Il più grande mistero dell'aviazione? la ricomparsa dell'aereo fantasma Brasiliano svanito nel 1946




L'improvvisa e recente scomparsa del volo MH370 della Malaysia Airlines e delle sue 239 persone a bordo, ci porta a riflettere su alcuni grandi e inspiegabili misteri mai risolti che tuttora circondano alcuni voli del trasporto aereo mondiale.





Lockheed Constellation L -049/149: un volo durato 47 anni
Il volo della Lockheed Constellation della Panair do Brasil era decollato nel lontano1946 e atterato nel 1993 diventando cosi' il più grande mistero irrisolto che ha coinvolto l'aviazione. Nel 1946, l'aereo della Panair dopo essere decollato daRio de Janeiro diretto verso la capitale cubana dell'Avana, scompare misteriosamente senza lasciare alcuna traccia. Dopo che le autorità locali non erano riuscite a fornire una spiegazione sulla misteriosa scomparsa dell'aereo il caso veniva archiviato. Il mistero che circondava quella sconcertante scomparsa aveva scosso ancora una volta il mondo quando nel mese di dicembre 1993 l'aereo era atterrato all'aeroporto di Bogotà anzicche' a L'Avana, a 47 anni di distanza dal suo ultimo decollo. All'interno del velivolo fantasma sono stati trovati 36 scheletri umani, tazze di caffè caldo, sigarette accese marca Old e giornali datati 21/09/1946 il cui inchiostro puzzava come se fosse stato stampato il giorno prima. Questo caso è considerato uno dei più grandi misteri della storia dell'aviazione. Nessuno e' stato in grado di spiegare come l'aereo sia potuto scomparire nel 1946 per poi riapparire nel 1993 riuscendo a fare un atterraggio perfetto su una pista di aeroporto avendo solo scheletri a bordo.
Herman Guevara era il leader di un grande gruppo di scienziati la cui missione era di far luce sul mistero. A sua volta, l'investigatore stordito,aveva riferito di non riuscire a fornire una spiegazione su cosa era successo e come sia stato possibile che un aereo possa essere atterrato senza alcun membro dell'equipaggio a bordo. "L'unica cosa che posso dirvi è che l'aereo è decollato dall'aeroporto di Rio de Janeiro il 21 settembre 1946 ed è scomparso durante il suo volo. Dopo più di 47 anni, lo stesso aereo atterra in un altro aeroporto in Sud America, e nessuno e' in grado di spiegare cosa è successo nel frattempo. Come puo' atterrare un aereo che trasporta solo scheletri? solo Dio lo sa!
I 36 passeggeri compreso l'equipaggio di quattro persone avevano osservato tutte le normative di volo", ha dichiarato l'esperto di aviazione poco dopo l'indagine. L'incredibile storia è iniziata quando un aereo sconosciuto con una scritta molto vecchia, Panair Do Brasil, è comparso fuori dal nulla iniziando ad effettuare delle manovre come se fosse in procinto di atterrare sull'aeroporto di Bogotà in Colombia. Il personale dell'aeroporto ha cercato invano di impedire all'aereo sconosciuto di atterrare perché un BOAC (British Overseas Airways Corporation) si stava preparando ad atterrare nello stesso momento e sulla stessa pista. Grazie all'abile manovra del capitano Anthony Bollard, l'aereo di linea britannico è riuscito a evitare una fatale collisione in una frazione di secondo. Per quanto riguarda la Panair do Brasil (o semplicemente "Panair"), è necessario sapere che si trattava di una compagnia aerea brasiliana che ha operato tra il 1929 e il 1965 e dal 1946 al 1965 è stata considerata il più grande vettore non solo in Brasile ma in tutta l' America Latina. Attualmente esiste solo come società non operativa. La questione principale alla quale molti esperti hanno cercato di dare una risposta era: "Dove era sparito il volo fantasma in tutti questi anni?". Inizialmente si pensava che l'aereo era entrato in un anomalo "varco temporale" che non gli avrebbe permesso di riapparire per così tanto tempo.Secondo questa teoria, i passeggeri e il rispettivo equipaggio sarebbero dovuti rimanere in vita.Il motivo per cui i passeggeri sono morti, ha spinto i ricercatori a considerare l' ipotesi che il volo potrebbe avere avuto un contatto con degli alieni che avrebbero ucciso i passeggeri. Una volta che i passeggeri e l'equipaggio sono stati "soppressi" gli alieni avrebbero deviato l'aereo conducendolo fino all' atterraggio in un aeroporto casuale del Sud America. E' altamente probabile che questi presunti alieni potrebbero essere in possesso di tecnologie molto avanzate che consentono loro di eseguire operazioni complesse. Tuttavia, gli incidenti e gli inconvenienti indicati nella lista delle aziende riguardano anche un incidente mortale che si è verificato appena sei giorni dopo il volo fantasma da Rio verso l'Havana.

Altre misteriose sparizioni avvenute nel corso degli anni:
1962: Flying Tiger Line: il Lockheed L-1049H Super Constellation a elica si schianto' con 107 persone a bordo nel Pacifico occidentale e non fu mai trovato.
1990: Faucett Airlines: il Boeing 727 della compagnia aerea peruviana diretto a Miami precipito' nel Nord Atlantico dopo essere rimasto a corto di carburante. In quell'incidente perirono i 18 dipendenti della compagnia aerea insieme ai loro parenti e il relitto non fu mai ritrovato.
1995: Merpati Nusantara Airlines: L' aereo indonesiano De Havilland Twin Otter 300 scompare sopra l'acqua durante il volo tra le isole dell'arcipelago con 14 persone a bordo; l'aereo non è mai stato recuperato.
2007: Adam Air: Boeing 737 aereo di linea indonesiano con 102 persone a bordo scompare il 1 ° gennaio
2007. Alcuni rottami del Boeing 737 furono ritrovati molti giorni dopo l'incidente, mentre le scatole nere e la cabina di guida sono stati recuperati 9 mesi dopo .Il corpo dell'aereo giaceva ancora sdraiato sul fondo dell'oceano.
2009: Air France: volo 447 : L'Airbus A330 a lungo raggio wide-body,mentre volava oltre l'Atlantico meridionale, è entrato in una tempesta durante il suo volo da Rio de Janeiro a Parigi. L'aereo è stato trovato dopo 3 giorni, ma sono occorsi due anni per recuperare il relitto principale, tra cui le scatole nere e i resti che giacevano sul fondale dell'Oceano Atlantico. Tutte le 228 persone perirono nell'incidente.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Licenza Creative Commons
Enuma Elish diDario Sumer è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.